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L'intuito

A volte si pensa (e si spera) che l'intuito possa evitarci di dover apprendere certe faticose lezioni, confidando nel fatto che esso è direttamente connesso con l'anima e con la nostra verità interiore.

In realtà, 
l'intuito non può sottrarci al percorso che dobbiamo fare: ci sono vissuti che dobbiamo incontrare, errori che dobbiamo attraversare, consapevolezze che dobbiamo assaporare attraverso l'esserci, il metterci in gioco, lo sperimentare noi stessi con le leggi della materia.

Quello che possiamo evitare, tuttavia, è ripercorrere una strada già visitata o cominciarne una che non ci appartiene. Ed è in questo che l'intuito può rivelarsi il nostro miglior alleato, poiché a ogni istante ci sussurra come dirigerci verso il passo successivo, verso una sfida più grande, quella per cui siamo realmente pronti. Lui conosce la direzione. 

Accade, di fatto, che anche se siamo pronti per farci guidare dall'intuito, non lo ascoltiamo. Preferiamo assecondare la pigrizia, le paure, gli attaccamenti dell'ego. Quante volte ci siamo ritrovati a dire: "Ecco, lo sapevo! Se solo avessi ascoltato quella vocina interiore"? È l'intuito che cerca di avvisarci, ma noi preferiamo nascondere i suoi segnali sotto il rumore dei pensieri... Una mossa assai poco furba, che ci mette nella posizione di ripetere le lezioni.

E a forza di non ascoltare, rischiamo di incartarci, girando talmente in tondo sullo stesso punto dello spazio-tempo, che vi scaviamo una buca profonda nella quale ci inabissiamo; in altre parole ci ritroviamo a lamentarci degli stessi problemi di sempre, vivendo ogni giorno uguale all'altro.

Quando ci aggrappiamo ai ragionamenti, a quello che già sappiamo, alla volontà del nostro piccolo io, quando ripetiamo a oltranza uno stesso schema, incontrando gli stessi ostacoli e lo stesso tipo di persone, è perché abbiamo girato le spalle all'intuito e alla sua visione. Abbiamo girato le spalle al nostro coraggio, alla vita che ci chiama, al mistero di quel che sarà. 

Nessuno si giudichi per questi intoppi! Nel momento in cui si realizza di essere caduti in una buca, quello è anche il momento di abbracciarsi, di donarsi tutto l'amore e la forza possibili per uscirne. 

Quella buca, in un certo senso, era sembrata sicura e confortante, come un un porto nel quale trovare riparo. Ma è una illusione; quando rinunciamo alla nostra evoluzione, veniamo travolti da tempeste ancora più grandi di quelle che troveremmo affrontando il mare aperto.

Molliamo gli ormeggi, riprendiamo il viaggio... Con noi c'è la migliore delle bussole: il nostro intuito!

Camilla






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