Passa ai contenuti principali

04. Cosa è la spiritualità?

Sembra una domanda scontata, eppure non lo è affatto: cosa è la spiritualità? Di che ambito stiamo parlando?

Certo, esiste il punto di vista religioso dal quale ci aspettiamo di ricevere una risposta adeguata a domande del genere, ma questo non deve allontanarci dalla responsabilità di pensare con la nostra testa e sentire con il nostro cuore.

Penso che le religioni abbiano il grande pregio di introdurre l’uomo verso la dimensione spirituale, ma dall’altra hanno creato anche alcuni fraintendimenti. Ad esempio, sappiamo che per moltissimi religiosi l‘aggettivo “spirituale” si riferisce a ciò che è contrapposto alla materia e al corpo. La “carne“, insomma, è considerata peccato.

Eppure noi siamo anima e siamo corpo: come potremmo giudicare una parte di noi “sbagliata“ e l‘altra “giusta“? Com‘è possibile credere di poter dividere quello che la natura stessa ha unito?

Le scienze yogiche descrivono l’uomo come composto di materia visibile e invisibile. In particolare, gli yogi affermano che l’uomo è strutturato in più corpi, da quello denso (il fisico) a quello più sottile (il corpo dell’anima).

Questa coesistenza di materia e non-materia si ritrova in tutte le grandi religioni, nello yoga e nelle tradizioni iniziatiche di ogni tempo. Si vedano anche gli ambiti della teosofia, l’antroposofia, lo gnosticismo, i percorsi filosofici, l’alchimia, la massoneria… Oltre al corpo fisico, quindi, c’è anche il corpo dell’anima. E su questo concordano un po’ tutti. Il dibattito si accende invece quando ci addentriamo nel particolare delle prospettive religiose e sulle modalità di condurre una “vita spirituale“. I cattolici mettono in guardia dalla “tentazione della carne”; certi buddisti, invece, affermano che la dimensione corporale va attraversata e vissuta in pieno per poterla veramente trascendere.

La materia è giustamente considerata dai cattolici come un velo che offusca l‘anima ma io credo che ciò nonostante l’atteggiamento di rinuncia e condanna non sia sempre quello più adatto. Infatti, se si studia a fondo il simbolismo religioso ed esoterico, non si può non concludere come il dualismo spirito-materia sia il terreno più adatto per l’uomo affinché la qualità della sua stessa anima trovi le condizioni migliori per crescere. In poche parole, la materia è in un certo senso essenziale all'anima stessa.

Che si “creda” o meno nella reincarnazione, ciascuno di noi che abbia un minimo di coscienza riconosce e sperimenta come il tempo e le prove della vita forgino il carattere e le qualità, diano cioè una maggiore capacità di saggezza e presenza. Per molte tradizioni iniziatiche la materia è quindi il tempio sacro entro cui bisogna entrare affinché la scintilla della propria anima impari a diventare una fiamma vigorosa. La materia è cioè sacra, è la Madre accogliente che dà alla Luce il Figlio, l’Anima, che si nutre della forma e alla fine la rende divina.

Non c’è bisogno di imbattersi in strani studi esoterici per approfondire questo concetto: è sufficiente fare esperienza da sé, nella propria vita. E’ grazie al nostro corpo e alle relazioni con gli altri che impariamo a forgiare qualità più accoglienti da una parte, e più dinamiche dall’altra.

L’amore intenso, sentito, che accoglie oltre ogni giudizio, che ci spinge a essere presenti… l’amore per noi stessi, per le nostre piccolezze, per le nostre mancanze, per le nostri parti ombra… l’amore per i difetti dell’altro, per le sue paure, per la sua "incapacità" di proteggere e proteggerci… l’amore che si esprime nella vita quotidiana, che prende tempo, soldi ed energia… questo amore si dinamizza nella forma-materia ed ha il potere di trasformare la sofferenza in opportunità, l’egoismo in condivisione, il sesso in dono.

Per questo credo che la spiritualità sia soprattutto vivere la vita, in tutte le sue accezioni. Non può accadere lontano dal mondo, ma solo nel mondo.

Commenti

Giovanni ha detto…
Bel post, complimenti ;), continua così, da poco sto iniziando a essere un tuo lettore ma come si dice "meglio tardi che mai"!

Post popolari in questo blog

Chiaroudienza: chiarezza nell'udire

Eccoci giunti alla quarta e ultima tappa sugli extra-sensi, ossia alla chiaroudienza .  La «chiarezza nell’udire» è il canale intuitivo che, come ci dice il nome stesso, predilige la via sonora, il senso dell’udito. Il chiaroudiente può avere la percezione di essere guidato durante le conversazioni e di ripetere frasi che in realtà gli vengono suggerite interiormente. Spesso dialoga mentalmente con se stesso, avvertendo quasi un botta e risposta tra e varie frasi. Sente una connessione con le piante e gli animali , ai quali parla spontaneamente. È anche particolarmente sensibile alle frequenze della musica e ai suoni in generale. A proposito di suoni, quelli percepiti dal chiaroudente possono essere di due tipi: suoni oggettivi, manifesti sul piano fisico, oppure suoni interiori, percepibili solo a lui. Per quanto riguarda le manifestazioni sonore esterne, possono presentarsi come sussurri, voci, canti o musiche , ed essere sentite tramite mezzi quali la radio oppure provenire ...

Il Codice della Guarigione

Nota: l'ultimo aggiornamento di questo post risale al: 24 ottobre 2012 Leggi in fondo gli aggiornamenti! La copertina del libro non mi attirava per nulla, ma ero alla ricerca di informazioni che approfondissero il legame fra stress, memorie cellulari e stato di salute, e il Codice della Guarigione , di Alexander Loyd e Ben Johnson, sembrava focalizzato proprio su questi argomenti. La prima parte del libro è molto bella, scritta bene e organizzata in modo fluido. Il contenuto, strepitoso, fa chiarezza sul ruolo dello stress in relazione alle memorie cellulari . Accade che le nostre cellule abbiano "installato" il programma permanente "Urgenza in corso", e dunque che esse non si comportino più normalmente ma si "contraggano", per dedicare tutte le energie allo "stato di allarme". Ne consegue, prima o poi, un indebolimento del sistema immunitario. Come si fa a riprogrammare la memoria cellulare ? Non certo con la volontà, spiegano gl...

Multipotenzialità o scusa per non impegnarsi davvero?

In questo periodo mi sento sollecitata da tante trasformazioni e mi sono presa un po’ di tempo per mettere a fuoco le priorità. Sento che il blog – ma in realtà anche la vita stessa – mi sta chiedendo di scegliere una strada , di dargli una veste più definita, meno generica. Mi rendo conto, infatti, che spesso saltello tra argomenti diversi, senza mai prendere una direzione netta e approfondirla. Una scusa? Se, come me, anche tu hai caratteristiche multipotenziali – sei cioè chiamato da direzioni differenti e hai più talenti, più voci, che vogliono esprimersi –, conoscerai bene la difficoltà di scegliere un percorso e renderlo "prioritario", perché nel farlo avverti come un senso di perdita verso quelle altre dimensioni che sono escluse dalla scelta. Ma è proprio così? Scegliere significa rinunciare a pezzi di sé? O fa comodo pensarla in questa maniera? Spesso iniziamo mille cose – mille libri, corsi, avventure – ma non le finiamo mai. Raccontiamo a noi stessi che siamo curi...

Com'è il tuo sguardo?

La vista è uno dei sensi principali dell'essere umano e degli animali in genere. È una risorsa a cui fare affidamento per conoscere e interagire con il mondo. Come funziona? Gli impulsi luminosi provenienti dall'ambiente circostante vengono raccolti per mezzo degli occhi e, tramite il cervello, elaborati come immagini. Questa è una definizione tecnica, che poco racconta, però, dei diversi modi e dei diversi livelli del vedere. A un primo livello, hai sì gli occhi aperti, ma non sei consapevole di ciò che il tuo sguardo incontra. Per esempio, cammini per strada, ma non fai caso allo scenario, allora non ricordi granché degli oggetti visti, del loro colore o della loro forma, o com'erano i volti delle persone che hai incrociato sul marciapiede. A un livello più profondo il vedere si unisce all'attenzione . Poggi lo sguardo su qualcosa  e sei presente nel farlo, esplori attivamente i dettagli, sai cosa stai vedendo, cosa riempie il tuo campo visivo. Ecco che il "vede...

Così ho scelto

Non basta avere un sogno o un’aspirazione . Non basta capire ciò che accende il tuo spirito. Non basta vedere qual è il cammino che ti chiama. Devi anche sceglierlo. Quando scegli quello che il tuo cuore desidera, allora cominci ad attirarlo davvero nella tua realtà, a dargli forma concreta e tangibile, perché la tua energia creativa e la tua fede sono focalizzate sul tuo destino e non permetti a niente altro di farti deviare.  La vita continua a provocarti con i suoi ostacoli, a sovvertire i programmi, ma tu mantieni lo sguardo sulla meta , aggiusti la vela se il vento cambia, ma vai avanti, vai a prenderti quello che è tuo. Non è una questione di sicurezza, di prepotenza, di volontà, di fiducia... È una questione di scelta . La scelta è qui intesa non come una facoltà intellettuale per cui "ragioni" e decidi, ma come un cambio di stato interiore , un riconoscimento di ciò che nel profondo è già tuo... e allora sai che il tuo compito è materializzarlo attraverso la tua stes...





Acquista Online su SorgenteNatura.it