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Com'è il tuo sguardo?



La vista è uno dei sensi principali dell'essere umano e degli animali in genere. È una risorsa a cui fare affidamento per conoscere e interagire con il mondo.

Come funziona? Gli impulsi luminosi provenienti dall'ambiente circostante vengono raccolti per mezzo degli occhi e, tramite il cervello, elaborati come immagini. Questa è una definizione tecnica, che poco racconta, però, dei diversi modi e dei diversi livelli del vedere.

A un primo livello, hai sì gli occhi aperti, ma non sei consapevole di ciò che il tuo sguardo incontra. Per esempio, cammini per strada, ma non fai caso allo scenario, allora non ricordi granché degli oggetti visti, del loro colore o della loro forma, o com'erano i volti delle persone che hai incrociato sul marciapiede.

A un livello più profondo il vedere si unisce all'attenzione. Poggi lo sguardo su qualcosa  e sei presente nel farlo, esplori attivamente i dettagli, sai cosa stai vedendo, cosa riempie il tuo campo visivo. Ecco che il "vedere" diventa allora "guardare", "osservare".

Esiste poi il vedere inteso in senso mentale: è cogliere concetti astratti, elaborare pensieri, "vedere un contesto". In questo caso l'occhio fisico non è necessario, ma si usa quello mentale, ossia la facoltà del cervello di fare ragionamenti e deduzioni

È importante considerare, inoltre, come la realtà psicologica influisca sia sulla visione fisica sia su quella mentale: a seconda delle aspettative interiori, dei valori e dei significati, e di come sono impostati il conscio e l'inconscio, il cervello – ogni volta che elabora le informazioni relative all'ambiente esterno o a un dato contesto – farà le sue opportune scelte di decodifica. 

A un livello ulteriore, si attiva l'occhio interno, chiamato anche Terzo Occhio, connesso alla capacità intuitiva. Non solo, ora, sei in grado di fare astrazioni mentali e deduzioni, ma utilizzi l'intuizione per intendere il senso più ampio, per vedere ciò che in superficie non è visibile. 

Il Terzo Occhio è un'estensione del Sesto Chakra, il centro energetico associato proprio alla vista. Quando questo occhio interno è aperto [ed entra in risonanza con il Centro della Corona, posto sulla sommità del capo, N.d.A.], ti dona la facoltà di cogliere il reale al di là delle apparenze, di vedere oltre le illusioni, e quindi di vedere veramente.

Anche in questo caso, la dimensione psicologica ha il suo peso, in quanto l'intuizione può fluire liberamente solo quando si è raggiunta una certa integrazione della personalità cioè si ha un rapporto sano e costruttivo con il proprio inconscio e le proprie ombre.

Tutti questi aspetti sono interconnessi fra di loro e non è mai possibile separare gli uni dagli altri in modo assoluto. Per semplicità di esposizione, strutturiamo gli argomenti in modo schematizzato, ma i confini non sono mai netti; è bene pertanto mantenere una certa flessibilità quando si usano le parole, considerando che l'esperienza a cui esse si riferiscono è sempre più complessa e variegata. Premesso ciò, si può comunque affermare, in genere, che il livello del vedere a cui si ha accesso è connesso alla capacità di essere presenti e consapevoli, e alla profondità della propria coscienza.

Com'è lo sguardo che poggi sulle cose? È uno sguardo passivo, che fa entrare dentro di sé ciò che scorge distrattamente, oppure è uno sguardo consapevole, attivo, che si accorge di ciò che incontra e lo filtra con la propria attenzione? È uno sguardo che si ferma ai ragionamenti, alle deduzioni, ai confini delle certezze mentali, o coglie anche ciò che è oltre le apparenze, quell'informazione sottile che rivela la natura energetica di ogni forma, la sua qualità intrinseca e la direzione del suo divenire?

E non finisce qui. Attraverso il vedere, tu non solo prendi atto della realtà, ma la crei.

Già le credenze e le aspettative, e quindi la tua attitudine psicologica, come accennato, operano un filtro sulla realtà, la modellano. Ma c'è di più. Quando guardi qualcosa, quando lo fai in un certo modo, con una certa emozione, tu gli dai nutrimento e forza, lo fai crescere.

Più la tua mente e il tuo cuore sono concordi nel vedere qualcosa, più questo qualcosa diventa consistente e reale. Diventa allora essenziale scegliere ciò che entra dentro i tuoi occhi esterni e interni, perché il mondo risponde a come ti rapporti con esso, alla maniera in cui lo vedi.  

Ecco che la maggior parte degli ostacoli va via se li allontani dalla tua visione, se ridimensioni la loro importanza, in pratica se li ignori, perché in questo modo smetti di nutrirli.

A volte, però, ci sono contesti che non puoi tralasciare, problemi che richiamano drasticamente la tua attenzione e che non puoi ignorare. In questo caso, puoi ridimensionare la loro importanza, ma non dimenticandoti di loro, rischiando di peggiorare la situazione, bensì accogliendoli con uno sguardo d'amore; allora scopri che essi sono parte di un disegno più grande, che vuole portare cambiamento e risveglio.

La maniera in cui vedi gli ostacoli determina lo sviluppo degli eventi, non solo sul piano psicologico e dell'attitudine interiore, ma su quello energetico e sottile e, quindi, per precipitazione, su quello materiale. La realtà si allinea sempre alla visione che hai di lei.

Ogni volta che incontri un problema, puoi fare una scelta: farti prendere dall'ansia e vederlo come un ostacolo che ti rende difficile l'esistenza, oppure considerarlo come un'occasione di rivelazione e cambiamento; cioè puoi scegliere di vedere il suo aspetto negativo oppure spostare lo sguardo su un diverso livello, dove puoi cogliere la controparte luminosa, l'opportunità pronta a manifestarsi.

A seconda di com'è il tuo sguardo, i passi del tuo destino vengono plasmati in un modo o nell'altro, le porte che incontri si chiudono o si aprono, e la storia che vivi cambia la sua trama; allora puoi scegliere se restare nel ruolo di vittima o assumere quello di co-creatore, se essere colui che subisce passivamente gli eventi o colui che modella le circostanze in base a come le guarda.

"Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola". (Richard Bach)

Camilla



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