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Il guru di cui ti innamori


Il guru di cui ti innamori non sempre è solo un guru "spirituale". Può essere chiunque occupi un posto di rilevanza, appaia come un ipotetico guaritore o abbia la parvenza di un salvatore. Può essere un leader di una filosofia alimentare, di un partito politico, e così via.

Ecco che lo metti al centro di ogni discorso e di ogni sentire, ripeti le sue parole a pappagallo dando per scontato che siano la verità assoluta e ti convinci che solo lui sa come cambiare le cose e, se avesse più potere, allora la tua realtà cambierebbe in meglio.

Lo descrivi come il supereroe che sbaraglia il male quando appare nel controllo della situazione, o come la povera vittima dei poteri forti quando agisce in modo incoerente oppure è in difficoltà ma lo devi giustificare.

Qualunque cosa dica o faccia, è colui o colei che ti vende la soluzione. E tu sei ansioso di ricevere quella soluzione, così ansioso che perdi la capacità di ascoltare argomenti diversi, di ascoltare chi ti parla di altro e cerca di interagire con te e si ritrova, invece, a interagire con un programma automatico che fa la televendita a oltranza per quel guru, come un disco incantato.

Non ti accorgi che tu non ci sei più, non perché ti "piace" quel guru – e fino a qui non c'è niente di male: ognuno ha le sue preferenze! – ma perché in suo nome metti da parte ogni autonomia di pensiero, ogni capacità critica, ogni empatia e capacità di ascolto verso il resto del mondo. Non c'è niente da fare, sei innamorato e vedi solo quello che ti infiamma, vedi solo l'oggetto del tuo desiderio.

Sei stato preso all'amo e non lo sai. Ti credi libero e invece sei solo un seguace che ripete le stesse identiche cose di tutti gli altri seguaci. Tu non ci sei più, la tua individualità non c'è più. Parlare con te non è più possibile, perché a rispondere non sei tu ma direttamente il guru, o meglio la sua propaganda.

Camilla


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