Di fronte al dolore molti di noi tendono a scappare o ad opporsi. Una malattia diventa qualcosa da sconfiggere, un ostacolo diventa qualcosa da abbattere, un nemico diventa qualcuno da vincere.
Andare "contro" il dolore e la frustrazione, tuttavia, non porta a niente di buono. Anzi, il rischio è che il problema diventi ancora più grande perché si nutre della tua energia di opposizione.
Quando ho un sentimento di frustrazione, causatomi da un qualunque intoppo, ne approfitto per fare "meditazione attiva". Meditazione attiva significa stare con quello che c'è, senza combatterlo.
Per esempio, l'altra notte ho dormito poco e male, e al mattino avevo mal di testa e il respiro contratto per il dolore. Stava per partire un automatismo mentale del tipo "ecco, ho mal di testa, sono stanca, addio programmi giornalieri e benvenuto stress...!", insomma un misto di lamentela e pensieri incontrollati.
Invece, ho fermato sul nascere la lamentela e il senso di opposizione che provavo nei riguardi del malessere. Mi sono messa a respirare profondamente per riportarmi nella presenza del corpo, poi ho affermato: "Benvenuto mal di testa, benvenuto dolore, benvenuta qualunque cosa ci sia adesso. Io siedo qui e rimango in compagnia di te, senza alcuna congettura". E così ho fatto, restando semplicemente presente.
Ho permesso a tutto quello che c'era di stare con me, senza chiedere o pretendere che nulla venisse cambiato. "Cara stanchezza, cara frustrazione, mi siedo qui con voi, accanto a voi, e io vi lascio esistere così come volete esistere. Non vi voglio cacciare, ma accetto la realtà di questo momento".
Attenzione, non è una forzatura a pensare positivo, ma è un atteggiamento che non giudica e non vuole cambiare la realtà del momento presente; non ha lo scopo di farti sentire meglio, anzi ti invita ad abbandonare ogni scopo.
Può anche capitare che, così facendo, movimenti interni come rabbia e frustrazione aumentino perché, sentendo che non li rifiuti, si permettono di mostrarsi, oppure che si trasformino in un nuovo sentire; in ogni caso tu, ancora una volta, lasciali esistere. Lascia esistere te come sei in questo momento e ciò che senti come è in questo momento.
In pratica, meditazione attiva significa avere l'attitudine ad accogliere le cose come sono, senza opporti, senza volerle cambiarle. È una resa al loro esserci, che non significa rinunciare ad ambire a qualcosa di meglio, ma accettare quello che c'è. Allora metti da parte le congetture mentali e ti apri al contatto con la realtà; le dai il tuo sguardo, la tua totalità, ma non ci precipiti dentro.
Camilla

Quando ho un sentimento di frustrazione, causatomi da un qualunque intoppo, ne approfitto per fare "meditazione attiva". Meditazione attiva significa stare con quello che c'è, senza combatterlo.
Per esempio, l'altra notte ho dormito poco e male, e al mattino avevo mal di testa e il respiro contratto per il dolore. Stava per partire un automatismo mentale del tipo "ecco, ho mal di testa, sono stanca, addio programmi giornalieri e benvenuto stress...!", insomma un misto di lamentela e pensieri incontrollati.
Invece, ho fermato sul nascere la lamentela e il senso di opposizione che provavo nei riguardi del malessere. Mi sono messa a respirare profondamente per riportarmi nella presenza del corpo, poi ho affermato: "Benvenuto mal di testa, benvenuto dolore, benvenuta qualunque cosa ci sia adesso. Io siedo qui e rimango in compagnia di te, senza alcuna congettura". E così ho fatto, restando semplicemente presente.
Ho permesso a tutto quello che c'era di stare con me, senza chiedere o pretendere che nulla venisse cambiato. "Cara stanchezza, cara frustrazione, mi siedo qui con voi, accanto a voi, e io vi lascio esistere così come volete esistere. Non vi voglio cacciare, ma accetto la realtà di questo momento".

Può anche capitare che, così facendo, movimenti interni come rabbia e frustrazione aumentino perché, sentendo che non li rifiuti, si permettono di mostrarsi, oppure che si trasformino in un nuovo sentire; in ogni caso tu, ancora una volta, lasciali esistere. Lascia esistere te come sei in questo momento e ciò che senti come è in questo momento.
In pratica, meditazione attiva significa avere l'attitudine ad accogliere le cose come sono, senza opporti, senza volerle cambiarle. È una resa al loro esserci, che non significa rinunciare ad ambire a qualcosa di meglio, ma accettare quello che c'è. Allora metti da parte le congetture mentali e ti apri al contatto con la realtà; le dai il tuo sguardo, la tua totalità, ma non ci precipiti dentro.
Camilla

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