L'anima, il sé più grande, sa come fiorire: interra nell'oscurità il seme di ciò che sarà; lo nasconde nel buio, nel freddo, nel vuoto, in ciò che è sgradevole. E poi attende.
Non soffoca il seme con l'aspettativa o con il giudizio, né preme affinché cresca più veloce. Semplicemente lo lascia riposare, protetto, nascosto dalla luce.
Poi, appena la stagione lo permetterà, appena il sole sarà alto in cielo, da quel seme scaturirà un germoglio, dal germoglio una pianta, dalla pianta un albero.
Tu, invece, lascia che il passato muoia, lascia che la notte porti la sua ombra, e non badare a chi, guardando solo alle cose che appaiono, non si accorge di ciò che cresce nell'invisibile.
Non soffoca il seme con l'aspettativa o con il giudizio, né preme affinché cresca più veloce. Semplicemente lo lascia riposare, protetto, nascosto dalla luce.
Poi, appena la stagione lo permetterà, appena il sole sarà alto in cielo, da quel seme scaturirà un germoglio, dal germoglio una pianta, dalla pianta un albero.
Accade così, allora, che da un abbandono nasca un nuovo rispetto di sé; da un amore sofferto derivi la voglia di vivere in pieno; da una malattia scaturisca una visione più amplia.
Nuove dimensioni sono rese possibili proprio quando lasciamo a ciò che fa "male", a ciò che è pieno di ombra, il compito di fertilizzare nuove consapevolezze.
Certe rinascite, certe vittorie, se guardi bene, sono possibili solo grazie alle cadute.
Ciò, tuttavia, non sempre accade: ci sono abissi in cui si precipita in una discesa senza fine... Per esempio, quelli in cui finisce chi si attacca al passato, anche se ormai è più che ammuffito, o chi è incapace di accogliere la notte e cerca solo il giorno.
Nuove dimensioni sono rese possibili proprio quando lasciamo a ciò che fa "male", a ciò che è pieno di ombra, il compito di fertilizzare nuove consapevolezze.
Certe rinascite, certe vittorie, se guardi bene, sono possibili solo grazie alle cadute.
Ciò, tuttavia, non sempre accade: ci sono abissi in cui si precipita in una discesa senza fine... Per esempio, quelli in cui finisce chi si attacca al passato, anche se ormai è più che ammuffito, o chi è incapace di accogliere la notte e cerca solo il giorno.
Tu, invece, lascia che il passato muoia, lascia che la notte porti la sua ombra, e non badare a chi, guardando solo alle cose che appaiono, non si accorge di ciò che cresce nell'invisibile.

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