Passa ai contenuti principali

25. Meditazione con Om Shanti

Oggi vorrei parlarvi di un mantra molto conosciuto: Om Shanti, di origine sanscrita. "Om" è la vibrazione sonora del Divino, la frequenza di base che diede origine e alimenta ogni cosa in questo universo. "Shanti" richiama il concetto di "pace". Om Shanti porta luce e pace nel cuore di chi pronuncia questo mantra.


Dopo aver assunto una posizione comoda, con la schiena eretta e gli occhi chiusi, respirate per qualche minuto per prendere contatto con il momento presente, e concentrarvi. Poi cominciate a intonare dentro di voi (quindi mentalmente) "Om Shanti", cercando di farlo risuonare all'altezza del centro del petto (questo punto è chiamato Atman). Il ritmo che si viene a creare deve essere spontaneo, delicato.

Si immagini un "gong" che ci dà il tempo e ad ogni colpo si pronunci mentalmente Om Shanti.... quindi ancora Om Shanti... e così via. Seguire il fluire del respiro non è obbligatorio, anzi bisognerebbe cercare di lasciare il ritmo del mantra più libero possibile, tuttavia può essere di aiuto soprattutto all'inizio della pratica, per radicarla in noi.

Questa pratica si può fare inizialmente per 5-10 minuti al giorno, e in seguito fino ad un massimo di 20 minuti. Non la si esegua per nessun motivo per un tempo superiore. La mente va mantenuta vigile e presente; se subentrano pensieri che disturbano o creano distrazione, semplicemente riportare l'attenzione a quello che si sta facendo, senza lasciarsi scoraggiare dal numero delle interruzioni. In questo modo ci si allena a governare il nostro campo mentale ed emotivo... per scoprire infine che noi non siamo né i nostri pensieri né le nostre emozioni... ma siamo molto di più.

La meditazione sull'Om Shanti è molto diffusa e raccomandata da numerosi maestri e insegnanti. Sappiate che ogni volta che la effettuate vi mettete in silenzioso collegamento con frequenze spirituali di luce e amore, vi collegate con altre anime e stimolate la crescita della vostra. La si può praticare anche occasionalmente in momenti di sconforto, tristezza e quando si ha bisogno di ricevere aiuto.

Un mantra è un simbolo sonoro che agisce sui corpi sottili, non dovete crederlo ma semplicemente sperimentarlo, concedendovi tempo e disciplina. Permettete a voi stessi di accoglierne gli effetti... e ricordate che solo le modificazioni che accadono al nostro interno possono veramente cambiare la nostra realtà.



Acquista Online su IlGiardinodeiLibri.it

Commenti

Post popolari in questo blog

Chiaroudienza: chiarezza nell'udire

Eccoci giunti alla quarta e ultima tappa sugli extra-sensi, ossia alla chiaroudienza .  La «chiarezza nell’udire» è il canale intuitivo che, come ci dice il nome stesso, predilige la via sonora, il senso dell’udito. Il chiaroudiente può avere la percezione di essere guidato durante le conversazioni e di ripetere frasi che in realtà gli vengono suggerite interiormente. Spesso dialoga mentalmente con se stesso, avvertendo quasi un botta e risposta tra e varie frasi. Sente una connessione con le piante e gli animali , ai quali parla spontaneamente. È anche particolarmente sensibile alle frequenze della musica e ai suoni in generale. A proposito di suoni, quelli percepiti dal chiaroudente possono essere di due tipi: suoni oggettivi, manifesti sul piano fisico, oppure suoni interiori, percepibili solo a lui. Per quanto riguarda le manifestazioni sonore esterne, possono presentarsi come sussurri, voci, canti o musiche , ed essere sentite tramite mezzi quali la radio oppure provenire ...

Il Codice della Guarigione

Nota: l'ultimo aggiornamento di questo post risale al: 24 ottobre 2012 Leggi in fondo gli aggiornamenti! La copertina del libro non mi attirava per nulla, ma ero alla ricerca di informazioni che approfondissero il legame fra stress, memorie cellulari e stato di salute, e il Codice della Guarigione , di Alexander Loyd e Ben Johnson, sembrava focalizzato proprio su questi argomenti. La prima parte del libro è molto bella, scritta bene e organizzata in modo fluido. Il contenuto, strepitoso, fa chiarezza sul ruolo dello stress in relazione alle memorie cellulari . Accade che le nostre cellule abbiano "installato" il programma permanente "Urgenza in corso", e dunque che esse non si comportino più normalmente ma si "contraggano", per dedicare tutte le energie allo "stato di allarme". Ne consegue, prima o poi, un indebolimento del sistema immunitario. Come si fa a riprogrammare la memoria cellulare ? Non certo con la volontà, spiegano gl...

Multipotenzialità o scusa per non impegnarsi davvero?

In questo periodo mi sento sollecitata da tante trasformazioni e mi sono presa un po’ di tempo per mettere a fuoco le priorità. Sento che il blog – ma in realtà anche la vita stessa – mi sta chiedendo di scegliere una strada , di dargli una veste più definita, meno generica. Mi rendo conto, infatti, che spesso saltello tra argomenti diversi, senza mai prendere una direzione netta e approfondirla. Una scusa? Se, come me, anche tu hai caratteristiche multipotenziali – sei cioè chiamato da direzioni differenti e hai più talenti, più voci, che vogliono esprimersi –, conoscerai bene la difficoltà di scegliere un percorso e renderlo "prioritario", perché nel farlo avverti come un senso di perdita verso quelle altre dimensioni che sono escluse dalla scelta. Ma è proprio così? Scegliere significa rinunciare a pezzi di sé? O fa comodo pensarla in questa maniera? Spesso iniziamo mille cose – mille libri, corsi, avventure – ma non le finiamo mai. Raccontiamo a noi stessi che siamo curi...

Com'è il tuo sguardo?

La vista è uno dei sensi principali dell'essere umano e degli animali in genere. È una risorsa a cui fare affidamento per conoscere e interagire con il mondo. Come funziona? Gli impulsi luminosi provenienti dall'ambiente circostante vengono raccolti per mezzo degli occhi e, tramite il cervello, elaborati come immagini. Questa è una definizione tecnica, che poco racconta, però, dei diversi modi e dei diversi livelli del vedere. A un primo livello, hai sì gli occhi aperti, ma non sei consapevole di ciò che il tuo sguardo incontra. Per esempio, cammini per strada, ma non fai caso allo scenario, allora non ricordi granché degli oggetti visti, del loro colore o della loro forma, o com'erano i volti delle persone che hai incrociato sul marciapiede. A un livello più profondo il vedere si unisce all'attenzione . Poggi lo sguardo su qualcosa  e sei presente nel farlo, esplori attivamente i dettagli, sai cosa stai vedendo, cosa riempie il tuo campo visivo. Ecco che il "vede...

Vivere l'istante

Vivere l'istante , immergersi nel momento, significa focalizzare la coscienza nel qui e ora, sganciarla da quella mente che si perde nei ricordi o si muove nelle proiezioni, per divenire pura presenza. Alcuni fraintendono questo concetto , interpretandolo come l'invito a ignorare qualsiasi obiettivo, qualsiasi direzione che guardi al futuro, perché "bisogna stare nel presente". Vivere l'istante, certamente, è concedersi di esistere sul momento , senza alcuno scopo, senza passato né futuro, come quando si fanno alcune meditazioni, certe pratiche di presenza, o anche semplicemente quando si è a contatto con il respiro, la bellezza, la natura.  Vivere l'istante accade in realtà ogni volta che ti immergi pienamente in quello che stai facendo , anche se si tratta di lavare i piatti o aggiustare un cassetto, o di fare quel piccolo passo che è parte di un percorso più amplio. Pensiamo per esempio agli sportivi, quando, dopo mesi e mesi di allenamento, avendo l'ob...





Acquista Online su SorgenteNatura.it