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26. Lavoro e trasformazioni

Certo che il lavoro per moltissime persone è proprio una "nota dolente". C'è chi saltella da un contratto temporaneo all'altro (quando c'è) o chi invece ha un lavoro "sicuro" ma che è proprio uno "strazio".

Credo che quando e se veramente ci sarà una "Nuova Era" lo capiremo dal modo in cui le persone lavorano. Oggi occorre una trasformazione radicale nel lavoro, che sia riflesso di una maggiore consapevolezza; è chiaro quindi che non si può più lavorare "solo" per lo stipendio o per sopravvivere economicamente da un mutuo all'altro.

Il lavoro dovrebbe essere espressione della creatività e dell'impegno di chi lo effettua, e allo stesso tempo dovrebbe essere parte integrante di un processo di crescita collettivo. Ciascun lavoro che possa definirsi veramente tale dovrebbe essere integrato con le esigenze della collettività, avere cioè una valenza etico/ecologica sia nei riguardi dell'ambiente che della stessa struttura sociale. Insomma, dovrebbe portare vantaggi a livello globale, e non svantaggi.

Quando la maggior parte degli esseri umani lavoreranno in base a questi criteri, allora e solo allora saprò che un Nuovo Mondo è sceso in Terra... Ma che fare prima di allora?

Io direi che, nonostante tutto, oggi ci sono comunque più vie di quelle che si immagina, e se ci limitiamo già nelle "credenze", non potremmo mai veramente scoprire nuove possibilità... o, al limite, crearne! Non rinunciate ai vostri sogni, studiate, formatevi al meglio possibile nell'ambito di vostro interesse: la qualità e la competenza raramente sono toccate dalla crisi. Siate naturalmente flessibili, creativi e aperti al cambiamento; venite incontro al "mercato" ma, ripeto, non lesinate mai - in termini di tempo e impegno - sulla vostra formazione e sulla vostra cultura.

Non manca naturalmente il punto di vista spirituale: i problemi nella sfera del lavoro (ma anche quelli relativi alla "casa"!) sono spesso correlati con il territorio della sicurezza di sé e con la capacità di "sentirsi nutriti". Sono cioè connessi a squilibri del primo chakra, ma di chakra non abbiamo ancora parlato quindi non dico altro... ma si rifletta comunque sul modo in cui ci nutriamo e prendiamo energia dalle situazioni, se abbiamo attaccamenti, dipendenze, etc., se sappiamo alimentare un progetto, delle relazioni, se c'è equilibrio in queste aree della nostra vita.

Se nulla è frutto del caso, le difficoltà che incontriamo sul lavoro ci invitano a trovare risposte diverse... inutile ostinarsi e nuotare contro corrente. Occorre invece cercare di ascoltare la saggezza che spesso è insita nella situazioni incerte. La domanda quindi è: quali capacità mi viene richiesto di sviluppare con questa situazione? Dove vuole portarmi quello che sta accadendo?

Ogni problema si presenta a noi con due prospettive: quella del passato e quella del futuro. la prospettiva del passato ci induce a fossilizzarci sulle cause che l'hanno creato, distogliendoci dalla soluzione che invece abita nel futuro... e se fosse proprio la soluzione che dal futuro ci manda questo "problema" affinché possiamo dirigerci verso di essa?

Forse la semplice verità è che l'attuale situazione non fa per noi e il mondo - la nostra anima - ci sta aiutando affinché possiamo abbandonarla, e intraprendere un percorso più autentico...

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