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1 marzo 2010

33. Solo l'infinito

Non ci si può opporre alle forze che spingono nel fango. Che fare, allora, quando scaviamo nella melma con mani di sangue, quando la corazza vacilla, quando tutto sembra oscuro, ineluttabile, fragile?

Smettere di opporsi. Ecco cosa fare. Ecco cosa essere.


Passiamo tutta la vita ad opporci, a fare resistenza... ma quando facciamo resistenza è perché non abbiamo compreso la nostra responsabilità, non ci fidiamo di quello che siamo - e siamo il nostro corpo fisico, le nostre emozioni, la nostra aspirazione... e siamo gli oggetti che usiamo, gli eventi che descriviamo, le persone che incontriamo... tutto questo è "noi"!

Opporsi significa scavare una tomba senza fine, signifca dare nutrimento - con la nostra paura e il nostro dolore - a un ostacolo che è in noi soltanto.

Non ti puoi opporre alle forze che ti spingono nel fango. Ma puoi fermarti, ascoltare, accogliere la vita - questa vita. E scoprire così che essa è per la volontà dell'Anima, e che il sacro fuoco degli Dei brucia la tua carne per farne un banchetto d'Amore.

Allora finalmente sei nudo, e il tuo cuore si schianta. Finalmente, nessuno che sia fuori dal tuo "io". Nessuno più da legare con il tuo bisogno. Nessuno più da usare per paura di non avere abbastanza.
Solo l'infinito.