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7 dicembre 2009

18. Karma - parte 2/2

"Karma" non è neanche sinonimo di "destino", inteso come percorso privo di libero arbitrio. Certo, taluni sentieri intrapresi tracciano inevitabilmente una direzione. E questa è tanto più prevedibile quanto più l'uomo è schiavo della personalità e lontano dall'anima. Ma si  tratta sempre e comunque di scelte di percorso...

Finché l'uomo è identificato con la materia del proprio corpo (fisico/eterico + emotivo/astrale + mentale) non si accorge della presenza della luce dell'anima, e del progetto divino che questo angelo solare sta servendo. L'anima permane di incarnazione in incarnazione e spinge l'uomo attraverso molteplici esperienze, per sondare, conoscere, sperimentare e accrescere le proprie capacità di vibrazione e le proprie virtù...

Una scelta avviene su più livelli: l'anima sceglie l'incarnazione, spinta dall'intento divino, mentre l'uomo sceglie, di momento in momento, se ascoltare (o imparare ad ascoltare) gli impulsi superiori, o se ignorarli per assecondare invece la personalità...

Affrontando le conseguenze delle proprie azioni - più o meno "gentilmente" evidenziate dalla legge karmica -  l'uomo si ritrova in ogni caso a "correggere il tiro", a rimediare alle proprie mancanze, e man mano impara ad allinearsi al progetto dell'anima che, parimenti, cresce in consapevolezza e capacità magnetica.

L'uomo è dunque lo strumento con cui l'anima si immerge nella realtà materiale, e il karma è la legge dell'universo che fornisce il campo della crescita e conduce alla comprensione di come ogni cosa sia collegata...

La materia stessa, in tutti i suoi gradi, è quindi il grembo della crescita umana cioè della crescita animica. Alla fine, essa dà luce all'uomo divino - colui che ha trasformato/purificato tutti gli atomi della sua realtà fisica, emotiva, mentale... divenendo quindi un Maestro.
Un Maestro ha fatto tutto il percorso umano e ha sviluppato tutte le qualità dell'anima, al cui volere è soggiogata completamente la sua personalità. In lui non vi sono più ombre e la sua azione è innocua, essendo originata da intenti e moventi esclusivamente puri... egli è perciò libero da karma.

Forse non siamo maestri, ma possiamo comunque fare qualcosa per il tipo di karma che andiamo a seminare... ad esempio, chiedendoci quale sia l'intento delle nostre azioni e dei nostri pensieri. Più l'intento non è puro (ossia se è egoista, al servizio della propria personalità, o anche più banalmente se è frutto di illusioni varie) più questo graverà in termini di karma.

Quindi fate attenzione a quello che chiedete con le vostre azioni, i vostri moti emotivi e i vostri pensieri... A volte è meglio affidarsi con fiducia e con benedizione a quello che incontriamo lungo il cammino, consci che il Sentiero ci porta nei luoghi dove dobbiamo andare, che spingere in modo estremo verso una certa direzione... la mente ha grande capacità di creazione e dominio sugli eventi, assolutamente vero, ma chi ci ci garantisce che l'intento sia puro e quindi privo di conseguenze karmiche?

Dobbiamo assecondare l'anima... non la personalità, le sue paure e la sua voglia di dominio e controllo... perché solo in questo c'è un reale progresso (...). Non si  tratta di andare contro i nostri desideri, ma anzi di realizzare quelli più veri e profondi.
Se vi chiedete come fare, allora siete già a un buon punto.