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Affermazioni e visualizzazioni: funzionano?

Ho sempre avvertito in modo istintivo l'importanza di pratiche focalizzanti come la ripetizione di affermazioni positive, la visualizzazione, la capacità di disciplinarmi, di seguire un piano, e così via. Non sempre, però, sono riuscita a ottenere da queste pratiche i cambiamenti desiderati o comunque l'energia che speravo di poter sviluppare. Avevo la sensazione di sforzarmi molto per qualcosa che poi tardava a manifestarsi o si manifestava in maniera ridotta, contratto, il che dopo un po' diventava frustrante. Devo insistere, darmi tempo – pensavo. Il che spesso è vero (in tanti mollano troppo presto!), però questo non è tutto o, meglio, non è il punto. Darsi tempo è necessario, così come sono necessarie le pratiche che aiutano a focalizzarsi. L'errore, tuttavia, è credere che queste pratiche possano cambiare la nostra vita indipendentemente da noi , dalle nostre paure, dai nostri coraggi, dalle nostre scelte.  Una tecnica, un esercizio, uno strumento ci aiuta a cam...

Trasformare l'impossibile in possibile

Quando si parla di motivazione  e di tutte quelle risorse e strategie che aiutano a rialzarsi e a costruire il proprio destino, puntualmente c'è chi specifica che non sempre è possibile farlo. La spiegazione è che sono in tantissimi a vivere un'esistenza miserabile, a causa di un elenco infinito di impossibilità che vanno dalle condizioni climatiche ai problemi di salute, dalla situazione politica all'egoismo umano e così via. "La realtà non cambia", "La ricchezza e la bella vita sono appannaggio dei potenti", "Chi dice il contrario è solo perché è stato fortunato, ha vinto alla lotteria o ha le conoscenze giuste". Se vuoi gettare via il tuo futuro e sputare in faccia ai tuoi sogni, pensa in questo modo, pensa a tutti i motivi per cui il mondo fa come gli pare , i desideri non si realizzano e le ingiustizie fioccano, pensa alle impossibilità degli altri. Pensa a mollare la spugna, farti trascinare dalla volontà altrui, diventare una vittima.  E...

Non dubitare

Un conto è aspirare a qualcosa in modo vago, sognare a occhi aperti, affacciarti su mille sentieri senza mai percorrerli, fare tanti giri in tondo o lasciarti trascinare dalla corrente. Un altro è riconoscere chi sei , riconoscere i tuoi desideri, sentire il sapore di quel destino che ti chiama attraverso un'altra parte di te. Quando sai chi sei e quale vibrazione vuoi incarnare, cominci ad attirare le cose giuste per te. La tua mente si focalizza, le tue emozioni si aprono a un senso più grande, le tue azioni si allineano e l'universo trova infiniti modi di rispondere al tuo intento.    A contatto con te stesso, non sei più disposto a tradirti, a scappare da ciò che ti attende, solo perché la paura ti racconta storie che promettono di tenerti al sicuro , ma che invece ti tengono lontano dalla tua evoluzione. Spodestare la paura dal suo trono: ecco cosa riesci a fare quando finalmente senti chi sei. Spodestare i suoi ragionamenti, non accettare la sua autorità derivante ...

Ritrovare la motivazione sul lavoro?

In questo periodo (come ogni settembre, in realtà) ho notato che fioccano diversi articoli sulla motivazione in relazione al mondo del lavoro, con titoli tipo "Come ritrovare la motivazione sul lavoro", "5 mosse per ritrovare la motivazione in ufficio" e cose del genere.  Molti di questi articoli danno per scontato che la motivazione sul lavoro sia solo una questione di atteggiamento interiore, per cui suggeriscono di definire i propri obiettivi, aggiornarsi sulle novità del settore e cose del genere; non considerano le condizioni esterne, come se queste ultime potessero essere ignorate. Intendiamoci, adoro il mondo della motivazione, la dimensione dell'empowerment, della crescita personale. Rimodellare la propria attitudine  può davvero fare la differenza e con me l'ha fatta in molte situazioni, quindi... tutto il mio rispetto! È pur vero, tuttavia, che il mondo del lavoro presenta diversi lati oscuri : ci sono ambienti tossici, capi che riversano le loro...

Distacco

Quando invito a  distaccarsi dalle situazioni , dalle aspettative o dai problemi, a volte ricevo in risposta commenti del tipo: "Non ce la faccio a far finta di niente", "Mica posso ignorare quello che sta accadendo!", "Se non mi importasse, non mi coinvolgerebbe così"...  È difficile (ma non impossibile) per la mentalità occidentale – così presa dai processi del pensiero – comprendere che "distacco" non è far finta di niente, non è menefreghismo, non è sinonimo di avere poca cura. È piuttosto una stato di osservazione unito all'accettazione: prendi atto di quella certa realtà e lasci che sia. Non ti fai trascinare via dal problema, ma accetti la sua esistenza. Nel momento in cui sei distaccato da qualcosa, lo vedi meglio . Accade anche con la vista fisica: se vuoi cogliere l'insieme di un oggetto, devi osservarlo da una certa distanza; se vuoi cogliere il paesaggio, devi sollevarti al di sopra di esso. Ecco perché, quando impari a dista...

Fiducia

Una delle parole che preferisco, per tutto quello che mi trasmette, è " fiducia ". È una parola magnifica, piena di possibilità e di misteriose porte da aprire. Per alcune persone fiducia è sinonimo di aspettativa . Se hanno fiducia in qualcuno è perché si aspettano che si comporterà come desiderano e in modo da farle sentire al sicuro. Ma questa non è fiducia, questa è aspettativa, pronta a tramutarsi in biasimo non appena quel qualcuno sceglie di "disobbedire" al copione del film dentro il quale è stato inserito.  Fiducia è molto più che avere aspettative. È sapere che sei parte del disegno della vita e che, come ogni creatura vivente, hai il tuo posto nel mondo . Allora non importa come si comporteranno le altre persone; sai solo che ogni cosa, ogni evento, è l'occasione per te di liberare la tua luce. Dal punto di vista spirituale, fiducia è scegliere di lasciar andare il controllo per affidarsi all'anima, all'aspetto amore. Senti che c'è un sens...

Motivazione e strategie

Dopo aver preso una decisione e iniziato a percorre una strada, d'un tratto puoi scontrarti con la stanchezza, le resistenze, i vecchi schemi di pensiero. Andare avanti diventa faticoso, pesante, e la tentazione di rimandare il da farsi, o addirittura abbandonare tutto, si fa sempre più grande. È naturale che accada, perché il processo evolutivo ti porta sempre a un punto di svolta in cui devi decidere se mollare o fare quel passo in avanti che, però, richiede uno sforzo, una propulsione aggiuntiva. Come fare? Come riaccendere la motivazione? Per " motivazione " intendo l'essere a contatto con il motivo che ti spinge a fare qualcosa , sentire la sua vibrazione, la gioia che ti procura. Si dice che la motivazione sia ciò che fa iniziare qualcosa e l'abitudine ciò che lo porta avanti. Non sono del tutto concorde con questa affermazione, nel senso che la motivazione rimane parte attiva del processo a ogni istante, sino alla fine. L'abitudine è certamente essenzia...





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