Passa ai contenuti principali

74. Ascoltando la rabbia

Accade così, improvvisa. Quando non accetti più di imprigionare dentro di te il flusso della vita, e lasci che quel che vuole essere sia, il buio diventa fuoco, ed emerge la rabbia.

Come può avere tutta questa energia, la rabbia? Com'è possibile che prima io non avessi visione, non avessi forza... e ora invece mi travolge la linfa del mondo, un mondo che voglio - che lei vuole - distruggere? Era dunque distruttività, quella debolezza... distruttività mascherata di impotenza? E se provo rabbia per un amore che non c'è più (ogni volta travestito di volti diversi), com'è possibile che accada proprio così... che ci sia impeto e gioco di potere, in un territorio che dovrebbe solo nutrirsi di accettazione e accoglienza?

Ecco, lo sto facendo di nuovo: metto giudizi, metto etichette a quello che penso debba essere giusto, a quello che penso debba essere il territorio dell'amore.
Ma sono io a fare le domande? No, così non vado da nessuna parte. Così continuo a non esserci.


E va bene, cara e spaventevole rabbia. Sono qui. Adesso. Ti ascolto.

Distruggimi con la tua ira, maciullami col tuo peso, scaraventami con il tuo nero dolore contro il muro del nulla. Cosa mai ancora posso fare per evitarti? In quale altro luogo rifugiarmi? ...  tu mi hai sempre scovato. Non ho più voglia di essere inseguita da te. Ti ascolto, ti accolgo, lascio che tu faccia di me quello che vuoi... ma con me presente, con io che scelgo di lasciarti essere, qui e ora.

... che fai? Non urli più? Non mi abbatti più con la tempesta del tuo impeto? Non mi induci più a credere che tu ci sei adesso perché qualcos'altro è stato ieri?


Ascoltando la rabbia, scopro parti di me che avevo ignorato... che ignoro, che ho messo in cantina. Pur di fuggire da lei, ho recitato mille ruoli, e non ho fatto altro che alienarmi da me stessa. Ho delegato la mia felicità al "fuori da me", anche quando pensavo che non era così. Ecco perché la rabbia è potuta crescere nella mia anima: perché io non c'ero, guardavo altrove. E questo non è più ammissibile, non si può fare.

Le situazioni e le persone che ci feriscono ci danno l'occasione per toccare il vuoto lasciato dalla nostra assenza. E ci aiutano a capire che non possiamo essere quello che non siamo...  Quando viviamo esterni a noi stessi, lasciamo la porta aperta a oscure invasioni, e non si può aspettare che qualcosa - sempre dal di fuori - venga a salvarci, a riportarci dentro di noi.

Com'è possibile che questa "sindrome dell'essere salvati" sia così radicata in ogni aspetto della nostra coscienza? Ci hanno davvero convinto che non siamo capaci né abili di costruire e di agire creativamente? Siamo davvero schiavi fino a questo punto? Abbiamo davvero così poca fiducia nella spinta della vita, e nel senso del nostro cammino?

D'un tratto gli eventi che scatenano la mia rabbia, sembrano solo riflessi opachi e molteplici di uno specchio andato in frantumi. Quello specchio sono io... Quello specchio è il mondo. Come faccio a ricostruirlo? Qual è il modo giusto di fare e di essere? Qual è la via per tornare a casa? Ha senso andare verso qualcosa? E se io fossi sempre stata ferma, in un qualche punto, e fosse stato invece solo lo spazio a muoversi attorno a me, creando l'illusione del tempo?



"Non voglio più regole" dice il bambino ferito.
"Le regole ti proteggono" risponde il genitore.
"Le regole proteggono l'apparenza" aggiunge il guerriero.
"Non è questione di regole, è questione di esserci" suggerisce il Cuore. "E' questione di ascolto. Scegli di agire in base al momento presente e ascolta, di volta in volta, la risposta dentro di te. Fai spazio alla risposta".

"E abbi il coraggio di seguirla" aggiunge il secondo guerriero.

E io sorrido.

Commenti

Post popolari in questo blog

Chiaroudienza: chiarezza nell'udire

Eccoci giunti alla quarta e ultima tappa sugli extra-sensi, ossia alla chiaroudienza .  La «chiarezza nell’udire» è il canale intuitivo che, come ci dice il nome stesso, predilige la via sonora, il senso dell’udito. Il chiaroudiente può avere la percezione di essere guidato durante le conversazioni e di ripetere frasi che in realtà gli vengono suggerite interiormente. Spesso dialoga mentalmente con se stesso, avvertendo quasi un botta e risposta tra e varie frasi. Sente una connessione con le piante e gli animali , ai quali parla spontaneamente. È anche particolarmente sensibile alle frequenze della musica e ai suoni in generale. A proposito di suoni, quelli percepiti dal chiaroudente possono essere di due tipi: suoni oggettivi, manifesti sul piano fisico, oppure suoni interiori, percepibili solo a lui. Per quanto riguarda le manifestazioni sonore esterne, possono presentarsi come sussurri, voci, canti o musiche , ed essere sentite tramite mezzi quali la radio oppure provenire ...

Il Codice della Guarigione

Nota: l'ultimo aggiornamento di questo post risale al: 24 ottobre 2012 Leggi in fondo gli aggiornamenti! La copertina del libro non mi attirava per nulla, ma ero alla ricerca di informazioni che approfondissero il legame fra stress, memorie cellulari e stato di salute, e il Codice della Guarigione , di Alexander Loyd e Ben Johnson, sembrava focalizzato proprio su questi argomenti. La prima parte del libro è molto bella, scritta bene e organizzata in modo fluido. Il contenuto, strepitoso, fa chiarezza sul ruolo dello stress in relazione alle memorie cellulari . Accade che le nostre cellule abbiano "installato" il programma permanente "Urgenza in corso", e dunque che esse non si comportino più normalmente ma si "contraggano", per dedicare tutte le energie allo "stato di allarme". Ne consegue, prima o poi, un indebolimento del sistema immunitario. Come si fa a riprogrammare la memoria cellulare ? Non certo con la volontà, spiegano gl...

L'io selvaggio

Qualunque sia la direzione da cui proveniamo, qualunque siano i traumi e le prove che hanno segnato il cammino, dentro ciascuno di noi esiste un sentire autentico, un "io selvaggio", legato alla natura profonda ed essenziale del nostro essere, che conosce la verità del nostro cuore e che si accorge dei predatori e degli alleati. Per motivi culturali, di educazione e altro, siamo spessi indotti a trascurare questo sentire, fino a dimenticarci della sua esistenza; allora ci tuffiamo in scenari illusori, ci raccontiamo storie che non sono nostre e facciamo entrare i predatori in casa, scoprendoci insicuri di fronte alla vita. Il supporto e la guida dell'io selvaggio sono essenziali, poiché esso conosce istintivamente  la strada per attraversare il bosco. La prossima volta che avverti un segnale interiore, anche sottile, sia esso un disagio o una gioia, drizza i sensi e attiva il fiuto: è sicuramente il tuo io selvaggio che sta cercando di farti accorgere di qualco...

Il troppo uccide anche il poco!

Quando si hanno troppi vestiti nell'armadio, si finisce con l'indossare i soliti e dimenticare tutti gli altri. E che dire della scrivania, quando si riempie di penne, fogli, cartelle, appunti e vari oggetti? Qualcuno verrà perso, sotto il nostro naso! Lo stesso dicasi quando si cerca di fare troppe attività : alla fine se ne faranno poche, o con fretta e disattenzione. Si pensi, poi, a tutte quelle e-mail: dopo qualche giorno non si riuscirà che ad aprirne qualcuna, e a volte nessuna! E che dire di tutte le cose che mangiamo? Per alcuni limitarsi nell'alimentazione è un punto dolente. Il troppo è troppo, in ogni senso! Anche i pensieri non fanno eccezione: troppi giri di mente, troppe idee ammassate, ci indurranno a mantenere attivi i soliti vecchi e usuali schemi di pensiero (e non è detto che siano i più costruttivi), e ad ammassare i restanti in un angolo della mente; e in un modo o nell'altro daranno il loro bel contributo a un qualche stato di confusione o...

La montagna che hai davanti non è una prova, ma una missione

Diciamolo, non è proprio un periodo facile. Molte persone sono demotivate, spaventate, sotto stress. Gli specialisti ci dicono che sono aumentati i casi di ansia, di attacchi di panico e di depressione, anche fra i giovanissimi. Qualcuno dice che, in realtà, non siamo abituati ai veri problemi perché non stiamo vivendo una vera e propria guerra, così come hanno fatto i nostri nonni. A tal proposito, vorrei far notare due punti importanti. Vivere in un allarme continuo Primo punto: il nostro sistema nervoso viene messo sotto continua pressione da informazioni e situazioni stressanti, ansiose, allarmanti. I telegiornali, i notiziari, le persone, la cultura intorno a noi ci inondano di notizie negative. E non parlo solo della situazione che stiamo vivendo negli ultimi tempi. Fin da quando nasciamo, veniamo gettati in un mondo intriso di competizione, di continui confronti, un mondo che ci fa percepire come un problema anche ciò che non lo è, come per esempio avere un peso fuori forma, no...





Acquista Online su SorgenteNatura.it