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13 settembre 2016

Non chiederti qual è la causa


Quando ci troviamo incastrati in una situazione che non riusciamo a risolvere, magari una malattia cronica oppure un ruolo che non riusciamo ad abbandonare, alcuni di noi - quelli che amano chiedersi il perché delle cose - si danno da fare per cercare le cause.

Oggi voglio portare la tua attenzione sul fatto che cercare le cause non significa automaticamente guarire, guarire da un problema, un disamore, una depressione, una povertà, una malattia organica...

Quando cerchi una causa, stai limitando il campo d'azione: per esempio, rivolgi la tua attenzione al passato, dando per scontato che sia l'unico tempo a influenzare la tua condizione presente. Invece ciò che influenza la tua situazione attuale risente anche del tuo futuro, della tua direzione, della tua aspirazione. Ti capita mai di guardarti indietro e scoprire che tutto aveva un senso? Per la mente ciò non ha senso, ma l'anima è consapevole che il tempo, invece, è circolare, e sa che passato e futuro si incontrano sempre.

Inoltre, nel cercare una causa, spesso guardi solo a quello che hai vissuto in prima persona, dimenticando che gli intrecci dell'esistenza coinvolgono altre persone ed esperienze che raggiungono tutti noi attraverso il nostro albero genealogico o mediante l'energia del gruppo di cui siamo parte. Per esempio, potresti scoprire che anche un tuo bisnonno, tanto tempo fa, si era trovato ad affrontare il tuo stesso problema: in un certo senso, l'albero genealogico sta cercando di risolvere i suoi sospesi attraverso di te!

Per tutto questo, cercare una "causa", o meglio fossilizzarsi sulla ricerca della causa come se fosse l'unica a portarci la soluzione dei nostri guai, rischia di diventare limitante e poco risolutivo. 

Lo ripeto: trovare una causa non significa automaticamente innescare una guarigione o un cambiamento. Le cause sono importanti, ma non sono tutto, sono una visione parziale. A volte questa parzialità basta per sbloccarci e fare il passo successivo, altre volte invece, come spiegato, è un limite che ci tiene lontano da ciò che possiamo, dobbiamo, vogliamo diventare.

Guarire è più che trovare una causa. Cercare una causa significa sguazzare a oltranza nell'ambiente del problema o della malattia. Guarire è entrare in una modalità che innesca un nuovo equilibrio, un cambio di stato. Tale modalità, potrebbe trovarsi anche molto lontano rispetto al territorio delle "cause".

Mettiamo che ti ammali di un brutto male, ma poi un giorno ti metti a dipingere e, dopo un po' di tempo, scopri che sei guarito dalla tua malattia. La tua guarigione, in pratica, si trovava in un luogo molto diverso rispetto a quello della ricerca delle cause. Non fraintendermi: fai sempre tutti gli esami che devi fare a livello medico, ma apriti alla possibilità di diventare una persona diversa da quella che sei oggi, perché a volte la guarigione si trova lì, in quello che ancora non sei, ma che ti sta aspettando.

Altro esempio: sei depresso a oltranza, perché hai alle spalle un passato di maltrattamenti, ma poi scopri che ti piace essere utile a qualcuno, magari facendo del volontariato, e la tua depressione se ne va via. Hai riorientato il tuo sé verso un territorio nuovo, e hai scoperto che in quel territorio c'è un tuo "io" che ha voglia di darsi da fare per gli altri. Lo assecondi, e, senza che lo avessi programmato, guarisci.

Se ti stai chiedendo da troppo tempo "qual è la causa della mia condizione?", ma la risposta non arriva, forse devi cambiare il tuo chiedere.

Non chiederti qual è la causa. Chiediti invece: qual è la mia guarigione? 

Dove si trova la mia guarigione? 
Qual è il piccolo prossimo passo nella direzione della mia guarigione?
E, se potessi ascoltare quella parte di me che è libera e integra, cosa mi direbbe in questo istante?

Scruta nel tuo cuore e vedrai che la risposta non è una parola, una frase, un concetto mentale, un percorso lineare. La risposta è qualcosa che arriva tramite l'intuito, ha il sapore di una direzione da assecondare, anche per gioco, anche se non sai il perché. E mostra se stessa un pezzo alla volta, una dimensione alla volta, man mano che hai il coraggio di ascoltarla, e di farti condurre da lei.

Buone... scoperte!

Camilla





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