Passa ai contenuti principali

Non chiederti qual è la causa


Quando ci troviamo incastrati in una situazione che non riusciamo a risolvere, magari una malattia cronica oppure un ruolo che non riusciamo ad abbandonare, alcuni di noi - quelli che amano chiedersi il perché delle cose - si danno da fare per cercare le cause.

Oggi voglio portare la tua attenzione sul fatto che cercare le cause non significa automaticamente guarire, guarire da un problema, un disamore, una depressione, una povertà, una malattia organica...

Quando cerchi una causa, stai limitando il campo d'azione: per esempio, rivolgi la tua attenzione al passato, dando per scontato che sia l'unico tempo a influenzare la tua condizione presente. Invece ciò che influenza la tua situazione attuale risente anche del tuo futuro, della tua direzione, della tua aspirazione. Ti capita mai di guardarti indietro e scoprire che tutto aveva un senso? Per la mente ciò non ha senso, ma l'anima è consapevole che il tempo, invece, è circolare, e sa che passato e futuro si incontrano sempre.

Inoltre, nel cercare una causa, spesso guardi solo a quello che hai vissuto in prima persona, dimenticando che gli intrecci dell'esistenza coinvolgono altre persone ed esperienze che raggiungono tutti noi attraverso il nostro albero genealogico o mediante l'energia del gruppo di cui siamo parte. Per esempio, potresti scoprire che anche un tuo bisnonno, tanto tempo fa, si era trovato ad affrontare il tuo stesso problema: in un certo senso, l'albero genealogico sta cercando di risolvere i suoi sospesi attraverso di te!

Per tutto questo, cercare una "causa", o meglio fossilizzarsi sulla ricerca della causa come se fosse l'unica a portarci la soluzione dei nostri guai, rischia di diventare limitante e poco risolutivo. 

Lo ripeto: trovare una causa non significa automaticamente innescare una guarigione o un cambiamento. Le cause sono importanti, ma non sono tutto, sono una visione parziale. A volte questa parzialità basta per sbloccarci e fare il passo successivo, altre volte invece, come spiegato, è un limite che ci tiene lontano da ciò che possiamo, dobbiamo, vogliamo diventare.

Guarire è più che trovare una causa. Cercare una causa significa sguazzare a oltranza nell'ambiente del problema o della malattia. Guarire è entrare in una modalità che innesca un nuovo equilibrio, un cambio di stato. Tale modalità, potrebbe trovarsi anche molto lontano rispetto al territorio delle "cause".

Mettiamo che ti ammali di un brutto male, ma poi un giorno ti metti a dipingere e, dopo un po' di tempo, scopri che sei guarito dalla tua malattia. La tua guarigione, in pratica, si trovava in un luogo molto diverso rispetto a quello della ricerca delle cause. Non fraintendermi: fai sempre tutti gli esami che devi fare a livello medico, ma apriti alla possibilità di diventare una persona diversa da quella che sei oggi, perché a volte la guarigione si trova lì, in quello che ancora non sei, ma che ti sta aspettando.

Altro esempio: sei depresso a oltranza, perché hai alle spalle un passato di maltrattamenti, ma poi scopri che ti piace essere utile a qualcuno, magari facendo del volontariato, e la tua depressione se ne va via. Hai riorientato il tuo sé verso un territorio nuovo, e hai scoperto che in quel territorio c'è un tuo "io" che ha voglia di darsi da fare per gli altri. Lo assecondi, e, senza che lo avessi programmato, guarisci.

Se ti stai chiedendo da troppo tempo "qual è la causa della mia condizione?", ma la risposta non arriva, forse devi cambiare il tuo chiedere.

Non chiederti qual è la causa. Chiediti invece: qual è la mia guarigione? 

Dove si trova la mia guarigione? 
Qual è il piccolo prossimo passo nella direzione della mia guarigione?
E, se potessi ascoltare quella parte di me che è libera e integra, cosa mi direbbe in questo istante?

Scruta nel tuo cuore e vedrai che la risposta non è una parola, una frase, un concetto mentale, un percorso lineare. La risposta è qualcosa che arriva tramite l'intuito, ha il sapore di una direzione da assecondare, anche per gioco, anche se non sai il perché. E mostra se stessa un pezzo alla volta, una dimensione alla volta, man mano che hai il coraggio di ascoltarla, e di farti condurre da lei.

Buone... scoperte!

Camilla





Acquista Online su IlGiardinodeiLibri.it

Acquista Online su SorgenteNatura.it

Commenti

Post popolari in questo blog

Il Codice della Guarigione

Nota: l'ultimo aggiornamento di questo post risale al: 24 ottobre 2012 Leggi in fondo gli aggiornamenti! La copertina del libro non mi attirava per nulla, ma ero alla ricerca di informazioni che approfondissero il legame fra stress, memorie cellulari e stato di salute, e il Codice della Guarigione , di Alexander Loyd e Ben Johnson, sembrava focalizzato proprio su questi argomenti. La prima parte del libro è molto bella, scritta bene e organizzata in modo fluido. Il contenuto, strepitoso, fa chiarezza sul ruolo dello stress in relazione alle memorie cellulari . Accade che le nostre cellule abbiano "installato" il programma permanente "Urgenza in corso", e dunque che esse non si comportino più normalmente ma si "contraggano", per dedicare tutte le energie allo "stato di allarme". Ne consegue, prima o poi, un indebolimento del sistema immunitario. Come si fa a riprogrammare la memoria cellulare ? Non certo con la volontà, spiegano gl...

Relazioni appaganti

Care donne, questo scritto è per voi, ma anche gli uomini possono trovarvi spunto di riflessione.  Si tratta di un vecchio post del 2011 ma ho deciso di aggiornarlo a data odierna, chiarendo e modificando alcuni passaggi. Lo trovo un po' "tecnico" ma lo considero comunque essenziale...  Buona ri-lettura! Il giardino va coltivato Se per noi è importante avere una relazione appagante e costruttiva , non dobbiamo affidarci al caso. Nessun buon giardiniere si affida al caso per la cura della sua terra: sa quali semi proteggere e quali erbacce  sradicare. Le donne a volte si affidano al caso  e non se ne rendono conto. Come insegnano le antiche Leggi, la donna è la "responsabile" di una relazione, occorre allora che il gentil sesso faccia particolare attenzione agli "ingredienti" che sceglie, quando decide di avventurarsi in un nuovo rapporto. Spesso sento dire che l'amore è tale solo quando è spontaneo . Eppure nessuno si preoccupa della sp...

Ombra e compito dharmico

Il compito dharmico è quella direzione che, se intrapresa, porta a una veloce espansione della coscienza. E' l'obbiettivo della nostra anima. Per capire qual è il nostro compito dharmico, facciamo un passo indietro e diamo un'occhiata, non priva di imbarazzo, ai nostri lati ombra . Sto parlando degli aspetti più bisognosi, frustrati, difficili, intolleranti del nostro sentire. Sì, proprio quelli che emergono quando sentiamo di non essere amati, di non essere apprezzati. Quando sentiamo di essere attaccati, criticati. Quando sentiamo che nessuno si occupa di noi, o che non valiamo niente. Parlo di quegli abissi interiori dove ogni tanto precipitiamo non appena il partner ci delude, un amico ci tradisce o un collega ci fa uno sgarbo. Queste ombre, nutrite nel profondo da ferite mai veramente rimarginate, ogni tanto esplodono come ordingni nucleari e fanno piazza pulita di ogni nostro buon proposito di mantenerci esseri razionali e distaccati, e soprattutto di non ...

Buttarsi consapevolmente dentro l'abisso

Ogni tanto qualche "sapientone" mi fa notare che "la mente è un principio superiore" rispetto alle emozioni. E me lo fa notare soprattutto se gli racconto dei lavori emotivi che sto facendo per contattare la rabbia e lasciarla essere "allegramente" così come vuole essere, il che suscita evidentemente un certo grado di preoccupazione, per non dire disapprovazione. Le frasi più gettonate che mi sento dire? Queste: "Le persone spirituali non si lasciano governare dalla rabbia", "Così alimenti l'energia della rabbia nell'ambiente", "Bisogna sacrificare i propri impulsi per costruire l'armonia attorno a sé, sennò la personalità prende il sopravvento sull'anima" e così via.  E tutto questo solo per aver manifestato, a gran fatica, un po' di emozioni rabbiose. Parliamoci chiaro: la repressione delle emozioni è dietro l'angolo, e non c'è niente di più dannoso per la salute e soprattutto di più efficace ...

71. Essere quel qualcosa

Alcune grandi anime si riferiscono alla Terra come alla " scuola dallo sforzo penoso ". Non ci vuole molta immaginazione per capire il perché: l'esperienza umana ci mette costantemente a contatto con i limiti dell'ombra personale e collettiva. L'ombra assume molti nomi, a seconda che la si osservi da vari punti di vista... Tutti sembrano concordi, comunque, quando la si definisce "il male".





Acquista Online su SorgenteNatura.it