Iscriviti per ricevere i nuovi post via email

10 luglio 2013

Dittature e scelte

Ci sono tanti dittatori a cui obbedire, come un servo senza speranza. Dittatori che non sempre sono ovvi e manifesti. Puoi obbedire a una credenza («Gli Angeli non esistono»), a una maschera («Mi sento depresso»), a una paura («Lo faccio per proteggermi»).
A volte i dittatori si travestono da liberatori: personaggi che stimi e che vuoi imitare, guide che appaiono in sogno o guru che fanno miracoli in Terra. Ma dando loro il potere di guidarti, non fai altro che sostituire una schiavitù con un'altra.

Per questo rimani prigioniero dentro quel mondo dove accadono sempre le stesse cose e si sa già come vanno a finire i giorni, come vanno a finire i pensieri: non sai più obbedire a te stesso (lo hai mai fatto?). Non servi l'unico dittatore che ha senso servire: quello che si abbevera alla fonte della tua Coscienza.

L'essere spiritualmente evoluto non obbedisce a nessuno, neppure a un santo che si materializzi davanti ai suoi occhi. Egli sa che l'unica cosa da fare è sviluppare il proprio discernimento. L'unica dittatura che tollera è quella del proprio Cuore.

E per «Cuore» non intendo «emozioni». Sto parlando di mente intuitiva. Di Sé superiore. Di quella Chiamata la cui forza è così intensa che è impossibile ignorarla senza pesanti conseguenze psico-fisiche.
Tuttavia questo vale se l'hai avvertita almeno una volta.
Se invece vivi da sempre distaccato dal Cielo, non corri alcun pericolo: il tuo Sé non ti prenderà molto in considerazione e ti lascerà il tempo (vite e vite, in questa dimensione o altrove) per rafforzarti e poter sostenere le sue ingiunzioni in un prossimo futuro.

Non hai bisogno di guide che indichino il sentiero. Il sentiero da percorrere è sempre lì, davanti a te. Esso attende che ti accorgi di lui, mentre ti perdi nei sentieri degli altri.
Non sto suggerendo di ignorare i messaggi costruttivi, le luci che ispirano, o di sminuire l'entusiasmo e la forza di una missione collettiva. Sottolineo, invece, che non è possibile delegare a nessuno la responsabilità e la scelta del proprio percorso.
Nessuno può rivelarti la direzione perché l'unica direzione che puoi intraprendere è quella che accade quando è il tuo io a scegliere.

A volte, prima di scegliere, aspetti segnali dal cielo o dalle persone intorno a te… Hai notato, tuttavia, come siano proprio quelli i momenti in cui tutto tace, oppure nuovi immaginati dubbi vengono a confonderti l'anima o a strattonarti da una parte all'altra? Accade perché cerchi risposta dove risposta non esiste: fuori dal tuo io, fuori dal terreno misterioso e vastissimo che è la visione della tua Coscienza.

Più cerchi segnali che ti indichino dove andare o cosa fare, più rimandi il tempo del confronto con te stesso e perdi le forze, ti indebolisci. Ogni volta che cerchi una guida che ti indichi la direzione o alla quale appoggiarti, infatti, metti radici in un giardino che non è il tuo.

Lo so, non è facile (e non è per tutti) contattare quella realtà del Cuore, quella Chiamata celeste che giace sotto la coltre dei pensieri e delle emozioni, e dalla quale emerge la scelta. Ma si può cominciare, ci si può allenare.

All'inizio cercherai nella paura, scambiandola per il tuo Cuore.
Cercherai negli attaccamenti, scambiandoli per i tuoi desideri.
Si tratterà di scelte condizionate, apparenti. Ma se oserai fare i tuoi passi, invece di rimanere bloccato nel dubbio, consumerai il fuoco dell'incoscienza e libererai nuovi spazi, nuove possibilità.

Comunque vada, il Cammino avrà avuto inizio, e questo è ciò che veramente conta.