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10 giugno 2011

84. Matematica spirituale

A ben guardare, morte e nascita sono due dimensioni di una stessa realtà. Senza l'una non può esserci l'altra. La vita comprende sia la morte sia la nascita, poiché essa vibra fra questi due "poli" e ha bisogno di entrambi per manifestarsi. La morte, dunque, si "oppone" alla nascita, non certo alla vita.

Vita = morte + nascita

L'opposto della vita, invece, è la non-vita, fatta di non-nascite e non-morti. E' uno stato molto pericoloso eppure assai diffuso. Accade quando abbiamo paura di morire, e quindi ci attacchiamo alla non-morte, perdendo così la capacità di nascere (e nascere e nascere ancora).

Non-vita = non-morte + non-nascita 

Quando pretendiamo che nulla cambi, perché terrorizzati dal fluire della vita, cadiamo nella non-vita.
Tutto si blocca e la fluidità dell'essere viene sabotata, provocando spesso malattie e stati d'animo non equilibrati, poiché quel poco di vita che rimane in noi, si oppone e fa di tutto per richiamarci all'ordine delle cose!

La vita fluisce attraverso inspirazioni ed espirazioni, attraverso nascite e morti, su tutti i livelli e a ogni dimensione. Quando qualcosa si oppone alla nostra trasformazione, sta cercando di portarci nella non-vita, dove c'è solo non-nascita e non-morte.

L'anima ne soffre, poiché desiderio dell'anima è mettersi al servizio della vita, al servizio cioè della nascita e della morte.

Anima = servire la vita = servire la morte e la nascita

Ci sono situazioni che luccicano ma che sono solo bigiotteria. Noi a volte ci attacchiamo a esse come se avessimo trovato il senso della vita e invece stiamo facendo soffrire l'anima, che sa... sa che lì c'è la non-vita.

A volte bisogna prendere un po' di coraggio e affondare i denti per rompere-capire, e accorgerci così se quello che abbiamo fra le mani è bigiotteria o qualcosa di più consistente. Dobbiamo cioè rischiare di far morire questa cosa che luccica. Se essa è veramente composta della luce dell'anima, si predisporrà a nuova nascita.

Se al primo morso, invece, si romperà definitivamente, avremo capito perché ci trasmetteva la paura che potesse morire (e da qui il senso dell'attaccamento): perché in realtà desiderava la non-morte! Era quindi senza vita... quindi intrinsecamente incapace di nascere! E L'anima si oppone a tutto ciò che non è capace di nascere!

A questo punto del cammino, bisognerebbe fare due conti:
Sono nella vita o nella non-vita? 
Permetto la morte o sento la paura che qualcosa muoia?
In quali settori fluisco o meno, e in che modo?
Cosa posso fare ed essere, per servire la vita (invece che la non-vita)?

Ovviamente, non si tratta di mettersi a cercare cose "vive" al di fuori di noi. Basterà che noi stessi ci apriamo alla vita, alla luce dell'anima, e anche il mondo si trasformerà di conseguenza. Meglio ricordarsene, ogni tanto. La personalità, si sa, fa brutti scherzi e le credenze (che hanno paura di morire) sono sempre in agguato.