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Ridimensionare l'importanza

Il peso di una vicenda è dato dal peso che gli attribuisci tu. Esiste sempre un certo grado di oggettività, ma, al di là di questo, il modo in cui le situazioni impattano su di te dipende molto dall'importanza che dai loro, dal significato con cui le rivesti e come decidi di usare l'esperienza che ti portano. Uno stesso ostacolo può essere vissuto come sfortuna, come il segnale che ti trovi su una strada sbagliata, come conferma che sei un incapace, oppure come qualcosa che può insegnarti a conoscerti meglio , a tirare fuori le tue risorse, qualcosa che ti mette alla prova nelle tue scelte, ma proprio per questo ti dà la possibilità di lottare per loro.  Spesso si tratta semplicemente di ridimensionare l'importanza data alle interferenze del momento. Ci saranno sempre interferenze e parassiti pronti a prosciugare la tua luce. Il mondo è fatto di persone che donano e persone che prendono, e quando incontri quest'ultime, l'errore che non devi fare è dare loro impor...

Autrici a confronto

L'ultima diretta che ho fatto ieri sera è stata in compagnia della scrittrice, attrice e coach Elisa Renaldin. Mi è piaciuto molto questo incontro, centrato sui nostri libri, sul mio,  AAA cercasi guru disperatamente , e su quello di Elisa,  Riaccenditi!   Abbiamo aperto a caso le pagine dei nostri libri e ci siamo lasciati ispirare e condurre in sincronicità nell'affrontare i vari argomenti. Tra gli altri, abbiamo parlato di: consapevolezza, dipendenza spirituale, scientismo, autonomia di pensiero, governo della personalità, ricerca della propria strada, importanza di recuperare le energie psico-fisiche, bisogno di sicurezza, coraggio di essere autenticamente se stessi, influenza delle forme-pensiero e dei pendoli, e di tanto altro... Ecco il video (se non lo vedi, clicca qui )  A presto! Camilla 📌 Notizie Per i video, visita la sezione  Video  e  Pillole Guru . Ogni sabato alle 18:00 ...

Alcune persone sono schiave e non lo sanno

Alcune persone sono schiave e non lo sanno . Schiave, nel senso di non libere, assuefatte a credenze esterne, non capaci di pensare in modo autonomo. Sono tutti coloro che lasciano che le proprie idee siano modellate dagli altri, dalla famiglia, dalla cultura, dalla massa. Un certo grado di influenza dell'ambiente sul nostro modo di essere e di pensare è normale – siamo tutti collegati in un modo o nell'altro – ma diventa disfunzionale quando si trasforma nell'incapacità di pensare,  delegando le proprie scelte e i propri ragionamenti a fattori esterni. I grandi condottieri dell'umanità, ma anche i grandi imprenditori e tutti coloro che hanno avuto successo, hanno sempre avuto un pensiero autonomo e non lo hanno mai delegato agli altri. Il pensiero è la chiave della libertà e del proprio potere creatore. Uno dei sintomi dell'essere schiavi è censurare e aggredire l'espressione del pensiero altrui. Chi ti dice che devi tacere, chi deride i tuoi ragionamenti,...

Disobbedienza

Quanti disobbedienti vedo ritenersi tali, ma che alla prima occasione si piegano al sistema, obbedendo alle pretese della paura , della programmazione, delle logiche imposte dall'alto! Sono disobbedienti davvero? Per loro la disobbedienza è solo una scusa per andare contro a ciò che non piace sul momento, o è una maniera per sentirsi diversi , eppure, quando devono prendere una posizione, rivelano un profondo conformismo allo statu quo. Il vero disobbediente non ha bisogno di scuse per cercare la sua voce, anche quando appare poco confortevole, né ha bisogno di sentirsi diverso. Risulta disobbediente al gregge semplicemente perché ha la sua testa , e chi ha testa non piace alle pecore, a meno che non si trasformi in un qualche guru di cui diventare seguaci. Oggi ti invito a pensare alla disobbedienza , al suo vero valore, che non è quello di distinguerti dagli altri ma semmai di distinguere il tuo pensiero da quello della massa, dal pensiero che pretende di essere vero solo perché ...

Luoghi

Spesso nasciamo nel luogo che ci sembra "sbagliato" perché è quello che ha più bisogno di noi, di ciò che la nostra anima è venuta a portare. Ecco che veniamo attirati in incarnazione non da frequenze a noi simili, ma proprio da frequenze opposte, sicché la persona sensibile, creativa o spirituale si ritrova a crescere nei contesti più duri, sfidanti, soffocanti. Però, a volte, il luogo ha bisogno che noi arriviamo a mettere dei confini con lui, che ci opponiamo alla sua disfunzionalità, mettendo in chiaro i nomi e le cose a cui appartengono. Ha bisogno, cioè, che troviamo la nostra voce e gli diciamo "bye bye, ora so chi sono e dove voglio andare", perché anche i luoghi – i posti, i contesti, le dimensioni – hanno bisogno di imparare chi, cosa e come rispettare coloro che vi dimorano. E chissà che non ci si possa reincontrare, un giorno, entrambi cresciuti – i luoghi e noi stessi – grazie a quel passo in avanti che noi abbiamo fatto, a quella distanza che abbiamo m...

Perdonare

Una delle cose migliori che possa fare per la mia vita è perdonare . Perdonare le persone che mi hanno creato malessere, perdonare chi se ne è andato, perdonare gli eventi che sono accaduti. E perdonare me stessa, per non esserci stata quando era necessario, per aver perso i treni che hanno attraversato la mia stazione. Perdonare è lasciar andare ciò è stato, è accettare quel che è accaduto senza più focalizzarmi su come sia stato "sbagliato" o "ingiusto", è lasciar andare la pretesa che dovesse essere diverso. Questo mi permette di tornare nel tempo presente e dedicare a esso tutte le mie energie, perché non sono più imbrigliate nel recriminare il passato. È importante comprendere che perdonare riguarda noi stessi e non le persone o le vicende che stiamo considerando. Perdonare riguarda il nostro atteggiamento, il modo in cui utilizziamo la nostra energia interiore . Quando scegliamo di perdonare, significa che scegliamo di andare avanti, di raccogliere l’esperi...

Chiedere aiuto

Se stai male o ti senti confuso, non dare per scontato che verrai aiutato. Non dare per scontato che le energie e gli alleati che abitano l’invisibile si attiveranno perché ti vedono in difficoltà. E non dare per scontato neanche il viceversa, cioè che i sostegni non esistano. Il punto è che l’aiuto va chiesto . Stare male, lamentarsi o anche dire “ho bisogno di aiuto” non sono sinonimi di chiedere aiuto. Palesare un bisogno non è ancora chiedere, anche se è il passo che lo precede. L’aiuto va richiesto in modo esplicito e diretto : “Chiedo aiuto”, “Chiedo di essere aiutato su questa cosa...”, “Chiedo di ricevere l’aiuto di cui ho bisogno per...”. In questo modo passi dall’energia del lamento e della sofferenza passiva a quella dell’intento, della richiesta attiva, ed è quest’ultima la via più capace ed efficace per aprire quel canale attraverso cui il sostegno e le risorse possono arrivare. Puoi ricevere aiuto solo e soprattutto se lo chiedi in modo attivo, perché il libero arbitrio ...





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