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Lasciare un seme



Nella nostra realtà possiamo fare esperienza di diversi tipi di persone, da quelle che hanno un contatto più forte con la loro coscienza a quelle più inconsapevoli, "automatiche" o distruttive. 

Nei casi in cui l'umanità ci mostra il suo volto peggiore, è normale "rimanerci male" e chiederci sgomenti il perché di tutto questo. Dobbiamo tenere presente che la maggior parte della gente è imbrigliata nel gioco dei "pendoli", dai quali si fa manovrare. I pendoli sono entità energetiche complesse, composte dalle emozioni e dai pensieri delle persone, e ciascuno presenta specifiche peculiarità. Certe idee collettive, filosofie, culture e religioni, come anche certi partiti, club, associazioni ecc. sono la manifestazione dei pendoli: se "ragioni" come loro e secondo i canoni della loro struttura, sostenendo e alimentando le loro logiche, ti fanno sentire parte della "famiglia", sennò divieni una sorta di nemico da abbattere.

Ogni pendolo ha bisogno di energia conflittuale per agganciarsi alla mente delle persone e acquisire potere rispetto agli altri pendoli, per cui cerca sempre di alimentare il pensiero a senso unico e il giudizio. Se fossimo totalmente liberi dai pendoli, non ci faremmo imbrigliare dalle loro lotte. Purtroppo non sempre è così.
 
Molti di noi si trovano a metà fra due mondi. Da una parte sentono il "richiamo" dell'anima, l'esistenza di un Sé più grande che agisce secondo valori e direttive coscienziali, ben oltre la logica dei pendoli, ma, nonostante questa consapevolezza, accade che si facciano agganciare dalle polemiche, dai problemi, dalla paura. Il fatto è che è altrettanto forte anche il richiamo del mondo inferiore, quello che si nutre dell'incoscienza delle persone, e che ricercatori come David Icke chiamano "Matrix", proprio come nell'omonimo film, per sottolineare il fatto che si tratta di un mondo costruito su una "matrice" di parametri, che però non sono i parametri della verità ma dell'illusione.

Secondo Icke, il DNA è una specie di "antenna" che emette fotoni e nel far ciò genera l'ologramma della realtà (per dirla in modo estremamente sintentico). Questa antenna sarebbe usata dalla Matrix per creare una realtà conflittuale (quella dove spadroneggiano i pendoli), così che possa govenare e assorbire l'energia degli esseri umani. 

L'anima, a sua volta, può agganciarsi al DNA, sovrascrivere i programmi della Matrix e proiettare un'altra realtà, ma occorre che l'individuo collabori attivamente con lei, in altre parole occorre che abbia una coscienza sviluppata, capace di sintonizzarsi con le frequenze dell'anima e scegliere di dare energia a essa piuttosto che ai pendoli. Fino al momento in cui l'individuo non si sintonizzerà con le più alte frequenze dell'anima, sarà condizionato dai programmi della Matrix.

Tutto questo per dire che, se vi sentite attirati dalla realtà animica o comunque dai valori spirituali, e non vi spiegate come mai vi ritrovate a vivere ancora in un mondo pieno di oscurità, è perché probabilmente il programma della Matrix fa ancora leva su di voi, mentre quello dell'anima non riesce a predominare del tutto. In pratica, attraverso il vostro DNA, siete ora strumento della Matrice e ora strumento dell'anima, trovandovi strattonati fra due mondi, e questo può sconcertare molto.

Cosa fare? Persistere nel Lavoro e continuare a trasformare la propria coscienza, sfruttando ogni ostacolo e problema come leva per evolvere, confidando che prima o poi si riuscirà a staccarsi dalle frequenze della Matrix, per sintonizzarsi definitivamente con quelle del Sé superiore.

A seconda delle frequenze a cui siamo agganciati, la realtà viene creata di conseguenza: o quella conflittuale della Matrix, o quella unificante del nostro Sé divino, oppure un po' l'una e l'altra, come abbiamo visto, dato che le trasformazioni spesso richiedono fasi di passaggio e diversi rodaggi. 

Anni fa ebbi una esperienza di totale distacco dagli agganci della Matrix, che mi confermò quanto già avvertivo da tempo. Purtroppo, incappai anche in situazioni altre, troppo grosse per me, che mi sconvolsero, per cui reagii cercando di "chiudermi" e di non volerne sapere; tale chiusura mi fece "riacciuffare" dal sistema, perché ogni chiusura, ogni paura, è un abbassamento di frequenza e quindi ti rende più vulnerabile alla Matrice.

Prima di chiudermi, vissi per diverse settimane, con strascichi in positivo per ulteriori mesi, senza paura, completamente guarita da ogni dolore e malattia. Dormivo poche ore ma ero piena di vitalità, infatti tutta la mia energia era mia e non era risucchiata dagli esseri della Matrix, come accade di norma per tutti noi (...). Avevo sviluppato una buona dose di sensitività, vedevo la mia aura nei minimi dettagli, potevo percepire in modo telepatico le intenzioni delle persone e scorgevo anche qualche anima disincarnata di passaggio. Ed era tutto così spontaneo, ovvio, quasi scontato. Sapevo – senza saperlo – che quella era la vera realtà (o, meglio, un suo frammento all'interno di un universo senza confini) e che agivo attraverso la mia vera natura, che era amore.

Dopo tale esperienza, prima di apertura e poi di chiusura, ho investito gli anni successivi a elaborare quanto successo (non è stato facile) e poi a stabilire un contatto, sul piano intuitivo, con i miei alleati invisibili (ognuno ha i suoi, ma molti sono in comune) o, se preferite, con le funzioni più alte della psiche. La prova a me riservata rimane prettamente "umana": superare la paura, recuperare il sentire, sviluppare la fiducia, aprirmi alla mia autentica natura (di cui ebbi un assaggio), e mettermi al servizio, per come posso, del mio Dharma (o scopo di vita), per sciogliere i nodi del passato e delle illusioni.

Non lasciatevi abbattere dagli attacchi degli altri, siano essi persone, situazioni, ostacoli di varia natura. Ricordatevi che siete in mezzo a energie di opposizione che si nutrono della vostra frustrazione e di quella degli altri individui, per cui fanno di tutto per impedire che vi colleghiate con una consapevolezza più grande. Non dategli soddisfazione. È l'antica lotta fra bene e male, fra Matrix e il Quinto Regno di Natura (quello animico), una lotta che può essere superata solo quando si raggiunge la piena consapevolezza che la nostra natura autentica è paradossalmente al di là di ogni lotta.

Mi sentite parlare poco di esperienze paranormali o metafisiche, perché si tratta di un terreno incerto e vastissimo, che spesso attira l'attenzione di soggetti mentalmente instabili o, viceversa, di materialisti incalliti, amanti della polemica. E io non ho voglia di disagi o di fantasie lontano dall'azione, né di perder tempo a dare spiegazioni a chi non vuole capire. Ma ho anche il desiderio di condividere, di lasciare un seme, di tendere una mano al fratello sul Sentiero, per dirgli: "Ehi, non mollare... Le vie del Signore sono davvero infinite!".

Ecco giunti alla fine di questo mio racconto. Non ho risposte assolute da dare; i dubbi sono tanti, il mistero del tutto è insoluto e ogni giorno è una scoperta. Posso dire, però, che nei momenti in cui predomina la luce dell'anima, in cui l'intuizione emerge decisa e alcune porte dell'infinito si dischiudono, riesco a ricordarmi di me, della missione di questo pianeta, e so che c'è una cosa che, semplicemente, possiamo e dobbiamo fare: ricollegarci all'amore... perché l'amore è la frequenza suprema dell'anima, quella che ci libererà dalla proiezione della Matrix, restituendoci alla verità di chi siamo. 

Camilla

 

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