Passa ai contenuti principali

Ego, giustizia e doni

Ci sono persone che, avendo ricevuto un torto o un abuso, continuano a sentire viva la ferita anche dopo che è trascorso molto tempo dall'accaduto. Non hanno avuto "giustizia" e per questo continuano a parlarne, a focalizzarsi sul problema, oltre a lamentarsi con amici e conoscenti, alternando rabbia e depressione. Certo, hanno tutte le ragioni, ma il rischio è che si lascino coinvolgere da un atteggiamento di crescente negatività!

Se anche tu ti trovi o ti sei trovato in questa condizione, voglio invitarti ad allargare lo sguardo, a scorgere le molteplici vie della giustizia divina, che spesso rimangono ignote solo a chi si concentra su un unico binario.

Guardati intorno con attenzione: ci sono sicuramente situazioni dove ricevi aiuto, compassione e doni, anche se non riguardano l'ambito dove stai aspettando che "giustizia" sia fatta.

Forse qualcuno ti rovina la vita sul lavoro, ma quando torni a casa hai un partner che ti è vicino e ti sostiene... Forse hai problemi di salute, ma hai anche degli amici che ti aiutano a portare questo peso... Forse hai tanti altri problemi, però magari ogni sera apri un libro e scopri come l'animo umano sia ricco di risorse a cui puoi attingere anche tu...

Allora perché alcune persone si rialzano mentre altre precipitano? Cosa fa la differenza in chi molla e in chi non molla mai? Credo che a questa domanda non si possa rispondere in modo completo, perché sono tantissime e misteriose le vie di ciascuno di noi.

Posso dire, tuttavia, che alcuni elementi accomunano coloro che, come audaci fenici, risorgono dalle loro ceneri: costoro scelgono di focalizzarsi sui doni e non su quanto è andato perduto. In un modo o nell'altro, decidono di darsi una possibilità, di accettare la sfida di ricostruire e ricostruirsi, di cambiare pelle.

Forse hanno perso tanto, eppure non cercano "giustizia", cercano di più: cercano di rendere questo luogo un po' più luminoso rispetto a come lo hanno trovato.

Se lasci che il tuo sguardo si concentri solo sull'ingiustizia, non potrai accorgerti degli aiuti che arrivano in altre forme né delle strabilianti connessioni che si creano lungo il cammino!

L'ego vuole giustizia solamente nel particolare contesto dove pensa di essere stato ferito, mentre l'anima si avvale di tutte le strade dell'universo per distribuire il suo appoggio nel modo che ritiene più opportuno. Più ne sei consapevole, più ti accorgi del processo; più ti accorgi del processo, più il processo stesso cresce e ti coinvolge.

Lotta pure per rimettere a posto i torti che hai subito, ma non abbatterti se la tua lotta non porta frutti. Continua invece a mantenerti nella fiducia e sii pronto a ricevere i doni: adesso sai che possono arrivare da ogni direzione possibile, e non solo da quella per la quale attendi giustizia.

Camilla







Acquista Online su IlGiardinodeiLibri.it

Acquista Online su SorgenteNatura.it





Commenti

Post popolari in questo blog

Il Codice della Guarigione

Nota: l'ultimo aggiornamento di questo post risale al: 24 ottobre 2012 Leggi in fondo gli aggiornamenti! La copertina del libro non mi attirava per nulla, ma ero alla ricerca di informazioni che approfondissero il legame fra stress, memorie cellulari e stato di salute, e il Codice della Guarigione , di Alexander Loyd e Ben Johnson, sembrava focalizzato proprio su questi argomenti. La prima parte del libro è molto bella, scritta bene e organizzata in modo fluido. Il contenuto, strepitoso, fa chiarezza sul ruolo dello stress in relazione alle memorie cellulari . Accade che le nostre cellule abbiano "installato" il programma permanente "Urgenza in corso", e dunque che esse non si comportino più normalmente ma si "contraggano", per dedicare tutte le energie allo "stato di allarme". Ne consegue, prima o poi, un indebolimento del sistema immunitario. Come si fa a riprogrammare la memoria cellulare ? Non certo con la volontà, spiegano gl...

71. Essere quel qualcosa

Alcune grandi anime si riferiscono alla Terra come alla " scuola dallo sforzo penoso ". Non ci vuole molta immaginazione per capire il perché: l'esperienza umana ci mette costantemente a contatto con i limiti dell'ombra personale e collettiva. L'ombra assume molti nomi, a seconda che la si osservi da vari punti di vista... Tutti sembrano concordi, comunque, quando la si definisce "il male".

Buttarsi consapevolmente dentro l'abisso

Ogni tanto qualche "sapientone" mi fa notare che "la mente è un principio superiore" rispetto alle emozioni. E me lo fa notare soprattutto se gli racconto dei lavori emotivi che sto facendo per contattare la rabbia e lasciarla essere "allegramente" così come vuole essere, il che suscita evidentemente un certo grado di preoccupazione, per non dire disapprovazione. Le frasi più gettonate che mi sento dire? Queste: "Le persone spirituali non si lasciano governare dalla rabbia", "Così alimenti l'energia della rabbia nell'ambiente", "Bisogna sacrificare i propri impulsi per costruire l'armonia attorno a sé, sennò la personalità prende il sopravvento sull'anima" e così via.  E tutto questo solo per aver manifestato, a gran fatica, un po' di emozioni rabbiose. Parliamoci chiaro: la repressione delle emozioni è dietro l'angolo, e non c'è niente di più dannoso per la salute e soprattutto di più efficace ...

Ombra e compito dharmico

Il compito dharmico è quella direzione che, se intrapresa, porta a una veloce espansione della coscienza. E' l'obbiettivo della nostra anima. Per capire qual è il nostro compito dharmico, facciamo un passo indietro e diamo un'occhiata, non priva di imbarazzo, ai nostri lati ombra . Sto parlando degli aspetti più bisognosi, frustrati, difficili, intolleranti del nostro sentire. Sì, proprio quelli che emergono quando sentiamo di non essere amati, di non essere apprezzati. Quando sentiamo di essere attaccati, criticati. Quando sentiamo che nessuno si occupa di noi, o che non valiamo niente. Parlo di quegli abissi interiori dove ogni tanto precipitiamo non appena il partner ci delude, un amico ci tradisce o un collega ci fa uno sgarbo. Queste ombre, nutrite nel profondo da ferite mai veramente rimarginate, ogni tanto esplodono come ordingni nucleari e fanno piazza pulita di ogni nostro buon proposito di mantenerci esseri razionali e distaccati, e soprattutto di non ...

11. Meditazione e vuoto mentale

Cominciamo oggi a occuparci di uno strumento fondamentale e importantissimo: la meditazione . Tratterò l'argomento in più occasioni, essendo vastissimo... ma metto subito in chiaro che non è possibile praticare la meditazione senza la guida di un valido istruttore che conosca i nostri meccanismi interiori. Tuttavia nel frattempo ci si può avvicinare all'idea, e l'intento di questi scritti è quello di facilitarvi l'approccio all'argomento, o anche solo di stimolare un dibattito in merito. In base ai numerosi testi che si trovano in circolazione, si può essere indotti a credere (così come credevo io stessa in passato) che meditare equivalga a fare il " vuoto mentale ": a far cadere cioè ogni tipo di pensiero. Qui tuttavia c'è il rischio di farsi male, perché con tutte le forme energetiche che ci attraversano quotidianamente, non mi pare proprio il caso di "assentarsi" e venir meno in coscienza, perché tali energie avrebbero più facoltà di...





Acquista Online su SorgenteNatura.it