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Distrazioni, crisi, inizi

Eccoci arrivati, in modo assai rapido (ma non sempre indolore) al 2014! Nell'atmosfera si avverte il profumo del cambiamento, ma per alcuni non è altro che una puzza fastidiosa tra disordini sociali, crisi economica e rapporti di coppia affondati nel narcisismo... 

Se non lasciamo andare quello a cui ci siamo attaccati, a partire dalle convinzioni che ci hanno fatto "accettare" uno stile di vita disumanizzante, la puzza aumenterà. Garantito. Cos'è questa crisi, infatti, se non la "richiesta" di cambiare proprio il modo in cui viviamo? Occorre cambiar rotta e dirigersi verso una vita che sia ecologica per se stessi, i rapporti con gli altri e il pianeta... Siamo prontiAllora diamoci da fare, e "pazienza" se tutto intorno crolla: focalizziamoci sul costruire il nuovo!
C'è una cosa, tuttavia, che tengo a evidenziare, e che può impedire di rinnovarci se continuiamo a restarci infognati dentro. Sto parlando della distrazione provocata da aggeggi come cellulari, tablet, iphone e videogiochi vari (non bastava la TV?). 

Sto parlando di una condizione passivizzante e depotenziante orchestrata ad arte per rubare la tua attenzione.
Se continui a rintronarti con queste diavolerie, c'è ben poco da sperare nel cambiamento. Insomma, ti sei guardato bene intorno (qui in Italia)? Sui mezzi incontro tantissime persone a testa bassa perché "si divertono" in continuazione con tablet e iphone, mentre fuori dal finestrino scorrono i paesaggi, le stagioni e le persone... che sembrano oramai solo comparse di un mondo irreale, dove ciò che è virtuale, invece, si è (tra)vestito di importanza e determinazione. 
Nelle case, poi, ci si ritrova (se ci si ritrova) per sfidarsi con la playstation, non più per giocare a biliardino, a carte o per farsi quattro risate tra nuovi amici. E prova a entrare in un bar qualunque: la maggior parte delle volte ci sono facce stranite (altro che zombie!) che "socializzano" con le slot-machine e il gratta-e-vinci.

I "giochetti interattivi" sono la vera droga del millennio, perché hanno l'apparenza di essere innocui... e invece, giorno dopo giorno, consumano la tua attenzione
Con quella stessa attenzione potresti osservare ciò che accade intorno a te, scoprire un libro, esplorare un documentario, specializzarti in una nuova abilità, guardare negli occhi una persona, o anche solo pensare un po' più amorevolmente a te stesso...

Poi, quando si va in ufficio, si vuole fatto tutto e subito, come se l'altro fosse un robot che non ha diritto di chiedere spiegazioni... Già tanto, in alcuni casi, se si scrive una e-mail mettendoci dentro anche le vocali o un "per favore"... che, se scritto, diamine, richiederebbe di "sprecare" ben tre secondi in più! ... ma per giocare, invece, si fanno passare i minuti, le mezzore, le ore, gli anni...

Un conto, poi, è "giocare" con gli amici, con le persone: alla fine si è sempre guadagnato un rapporto più stretto, una coscienza più profonda, una interazione "reale". E un altro è "divertirsi" con i videogiochi, con un programma o nel migliore dei casi uno sconosciuto dall'altra parte della linea, che si deve battere su un campo di battaglia che non esiste... Eppure l'energia e l'attenzione che vengono impiegati per nutrire il video-gioco sono reali

Alla crisi segue sempre una soluzione. E la soluzione è nell'ampliare coscienza, punto di vista, credenze... è nel darsi da fare in modo nuovo, intelligente e con cuore, ampliando quindi il proprio livello energetico e di comprensione. 

Ma se continui a tener lo sguardo fisso sul video-gioco (e parlo di un'abitudine quotidiana, non di innocenti e occasionali diversivi) allora preparati pure ad accogliere crisi più grandi... altro che "profumo del cambiamento". Perché col video-gioco (il social o la distrazione del momento che sia), la tua coscienza non solo non si amplia, ma si ottunde, così come i rapporti con le persone (e con te stesso) si rimpiccioliscono... e questo è proprio l'opposto di dove vuole spingerti l'anima (o il tuo "io sano"), al che ti manda la depressione, l'ansia, il senso di instabilità... Ti manda una realtà dove tutto crolla... e tu, per non sentire questa crisi, ti droghi di distrazione... rimandi a dopo e a dopo ancora ogni inizio, ogni cambiamento... il che è ciò che fa crescere la crisi a sua volta... Insomma, una follia!

E se non "credi" a quella che è una evidenza più che evidente (perdona il gioco di parole), vai pure sul tuo amato Google e cerca gli studi che correlano stati d'ansia e depressione con l'uso dei video-giochi... ce ne sono a bizzeffe. Ecco un link sul primo trovato a caso. Non aggiungo altro.

Ma la ramanzina per il nuovo anno non è finita qui... C'è un altro fattore, importantissimo, di cui voglio far cenno (ancora una volta). Un ingrediente speciale di cui fornirsi al più presto e assai necessario, se si desidera attivare un qualunque cambiamento. Senza di esso nulla può avere inizio, neanche il "nuovo anno": sto parlando della volontà!

Nelle tradizioni esoteriche si parla di tre energie primarie: volontà-potere, intelligenza attiva e amore-saggezza. Tutte e tre sono necessarie e si devono integrare l'un l'altra in modo opportuno nella vita (...). Quanto alla volontà, essa è quell'energia che trascende le ragioni della mente umana e proviene da luoghi remotissimi dell'essere, e che dà inizio a ogni aspetto dell'esistente. Noi la invochiamo quando decidiamo di agire, o la usiamo quando cominciamo la giornata, "sforzandoci" di attivarci al mattino. E anche quando dobbiamo chiudere un ciclo, perché senza volontà probabilmente non ci riusciremmo. Si sa, infatti, che ogni inizio nasce da ogni fine; ecco che la volontà chiude e allo stesso tempo apre.

Se siete infognati nella "droga della distrazione" data da video-giochi o social network a oltranza, dovrete usare la volontà per tirarvene fuori.
Se avete il sogno di un progetto, dovrete usare la volontà per dargli inizio e consistenza.
Se desiderate occuparvi di voi stessi, sempre la volontà dovrete invocare.
Se volete costruire un rapporto di coppia, senza volontà non andrete lontano.

Qualunque sia il proposito, qualunque il cambiamento desiderato, qualunque il vecchio da chiudere e il nuovo da accogliere, la volontà è quel Dio i cui favori e attenzioni ci sono essenziali, se vogliamo davvero attivare qualcosa.

Certo, anche la volontà va corteggiata, va guadagnata. E il primo passo per farlo è prendere una decisione

Smetti di distrarti e di farti distrarre: prendi una decisione e passa all'azione. Non devi vedere tutto il percorso, è sufficiente che tu veda - e faccia - il primo passo. Occupati del singolo passo e il resto verrà da sé.

Anche un viaggio di mille miglia inizia con un passo (Lao Tzu)






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