Passa ai contenuti principali

109. Ventiquattr'ore senza giudizio



Il giorno che non scorgerò più alcun giudizio nelle parole dei miei famigliari, nello sguardo delle persone in strada, nelle chiacchiere in ufficio, alla radio o in tv... credo che sarà il giorno in cui sarà stata restaurata la pace sulla Terra. Ci scommetto senza indugio: 24 ore senza alcun impulso di giudizio nel mondo intorno a me potranno accadere solo quando il pianeta avrà restaurato un'era di armonia.

Giudicare è creare divisione. Divisione che a sua volta genera ulteriore giudizio. In un ciclo infinito di torbida e oscura energia che plasma in modo poco piacevole il piano fisico, emotivo e mentale. Avete notato, infatti, come ciò che si giudica (persone o cose) diventi più brutto, e viceversa come ciò che è amato cresca in bellezza e armonia?

Uscire dal ciclo del giudizio è possibile solo quando ci apriamo a un livello diverso dell'esistenza. Il livello della compassione, dell'accoglienza.

Ogni persona, ogni situazione, ha un proprio percorso di cui non conosciamo tutte le vie. Se ci fermiamo ad ascoltare, la storia degli altri rivela inaspettati intrecci con la nostra. Significa che non possiamo muovere filo dentro o fuori di noi senza che altri non ne risentano in qualche modo.

Quando giudichiamo, invece, è perché abbiamo il presupposto di essere in qualche modo "migliori", non connessi con coloro che stiamo criticando.
Se "quel tizio è un incapace" o "imperdonabile" è perché noi ci sentiamo "più bravi"...
Ma il giudizio, per quanto a volte appaia anche "intelligentemente ragionevole", in realtà è sempre molto limitato. Perché non scorge oltre quel che appare agli occhi. Non vede tutta la "trama". Ha fretta di creare scompiglio, a lui non interessa accogliere... Solo accogliendo, tuttavia, si può vedere...

I fiori dell'albero non giudicano le radici o il tronco, né i fragili germogli appena nati o i frutti caduti... ma è quello che accade fra noi umani quando giudichiamo: non ci accorgiamo di essere tutti parte dello stesso organismo, dove ognuno ha un suo tempo e un suo ruolo, l'uno in connessione con l'altro.

Certo, un conto è giudicare e un altro è valutare. Operare il discernimento è una qualità che cresce man mano che coltiviamo la nostra consapevolezza, e ci aiuta ad andare oltre l'ostacolo, a costruire quel che va costruito.

Si può giudicare l'ostacolo, oppure imparare a superarlo, sviluppando le qualità che la situazione ci richiede. In questo modo onoriamo la funzione dell'ostacolo, la nostra funzione nel superarlo, e il destino che ci ha messo insieme, consci che nulla ci viene dato che non possiamo affrontare e che sia causale...

Come facciamo a sapere se siamo nel giudizio o nella valutazione? Semplice.
Nel primo caso spesso proviamo una qualche emozione, in genere "negativa": astio, disprezzo, auto-compiacimento,impazienza, intolleranza, ecc. Inoltre col passare del tempo possiamo cambiare velocemente idea e sensazione in merito.
Nel secondo caso, siamo invece distaccati e le nostre emozioni non sono "mosse" dagli eventi. Col passare del tempo manteniamo la nostra visione in modo relativamente stabile, al più si modifica in modo coerente con la crescita della nostra consapevolezza.

Oh, non sono mai riuscita a trascorrere 24 ore consecutive senza esprimere o pensare alcun giudizio di sorta! Credo che non posso "giudicare" il resto del mondo per il fatto che giudica (!) se prima non riesco io stessa a vivere nel non-giudizio. Dunque, prima di esprimermi, attendo il giorno in cui per almeno 24 ore riuscirò a non giudicare :)
Curioso pensiero, questo: imparare a non giudicare per sentirmi "autorizzata" a giudicare chi attua il giudizio! Paradossale, no?

In tutto questo, la mente, povera stolta che in realtà poco capisce, si chiede:
Sei tu a creare la realtà? Se tu cambi, cambierà anche il mondo circostante? E in che modo, esattamente? Con quali regole e tempi?
Oppure è che cambiando il mondo anche tu cambi di conseguenza?
Oppure, ancora, ciò avviene simultaneamente?


L'unica cosa che intuisco è che quando avrò ottenuto il traguardo delle "24 ore senza giudizio", potrei accorgermi che tutto il mondo intorno a me sarà cambiato a sua volta nel non-giudizio.
E chiedersi come, quando o perché sarebbe solo un modo di non vivere la pienezza di quell'istante.

Commenti

ManuelV ha detto…
Quello che tu proponi è follia!
Insomma, il giudizio è l'appiglio a cui ci aggrappiamo per la paura che ci fa la vita.

Se la vita è il dirupo, il giudizio è la ringhiera che ci impedisce di caderci dentro.

Insomma, senza quella ringhiera, rischieremmo di cadere... oppure di volare!!!

Siamo angeli inconsapevoli di avere ali: il giudizio ci serve per giustificare la nostra paura a saltare nel vuoto, a diventare consapevoli del nostro potere.

Giudichiamo perché abbiamo paura di ciò che siamo.

Riusciremo mai a liberarci di questa paura?

Un bacio
Manuel
Anonimo ha detto…
Magnifico articolo!
Paopao ha detto…
giudicare il giudizio è come illuminarsi con la luna :-)
Unknown ha detto…
Accorgersi del giudizio non significa giudicarlo... e neanche volerlo "cambiare" significa giudicarlo. Si tratta di fare delle scelte e di essere più consapevoli :)
laridream ha detto…
Ciao, se raggiungi quelle 24 ore...cosa non facile,effettivamente qualcosa sara irrimediabilmente mutato, ma ti basterebbe anche non farlo per un istante, per una ho due volte al giorno, basta solo che ascolti quel che senti dentro quando t'accorgi che non stai giudicando, ti basta comprender anche una sola volta la pace e l'armonia che porta dentro di te, per desideralo di farlo ancora...non sarà possibile farlo sempre, e nemmeno c'è da cruciarsi per questo, ascolta dentro di te, e nel tempo ti verrà sempre più facile farlo.
Un abbraccio

Post popolari in questo blog

Chiaroudienza: chiarezza nell'udire

Eccoci giunti alla quarta e ultima tappa sugli extra-sensi, ossia alla chiaroudienza .  La «chiarezza nell’udire» è il canale intuitivo che, come ci dice il nome stesso, predilige la via sonora, il senso dell’udito. Il chiaroudiente può avere la percezione di essere guidato durante le conversazioni e di ripetere frasi che in realtà gli vengono suggerite interiormente. Spesso dialoga mentalmente con se stesso, avvertendo quasi un botta e risposta tra e varie frasi. Sente una connessione con le piante e gli animali , ai quali parla spontaneamente. È anche particolarmente sensibile alle frequenze della musica e ai suoni in generale. A proposito di suoni, quelli percepiti dal chiaroudente possono essere di due tipi: suoni oggettivi, manifesti sul piano fisico, oppure suoni interiori, percepibili solo a lui. Per quanto riguarda le manifestazioni sonore esterne, possono presentarsi come sussurri, voci, canti o musiche , ed essere sentite tramite mezzi quali la radio oppure provenire ...

Chiarosenzienza: chiarezza nel sentire

Dopo aver parlato dei canali intuitivi e in particolare della chiaroveggenza , ci occupiamo ora della chiarosenzienza («chiarezza nel sentire»). Questo è il canale intuitivo di chi riceve indicazioni e messaggi attraverso le emozioni e le sensazioni nel corpo.  Chi è dotato di chiarosenzienza possiede in genere una buona capacità empatica , è sensibile e sa immedesimarsi nel dolore degli altri. I chiarosenzienti sentono "a pelle" se la persona che hanno davanti è più o meno luminosa e qual è il suo stato interiore. Finché non imparano a mettere dei confini con le energie che hanno intorno – cosa che hanno difficoltà a fare, per cui tendono ad assorbire ogni sorta di influsso, nel bene e nel male – è meglio che stiano lontano dalle persone negative o dai "vampiri energetici" e, più in generale, dai luoghi eccessivamente affollati. Sono sensibili alla qualità sottile degli ambienti , tanto che appena entrano in una stanza colgono subito il tipo di atmosfera presen...

11. Meditazione e vuoto mentale

Cominciamo oggi a occuparci di uno strumento fondamentale e importantissimo: la meditazione . Tratterò l'argomento in più occasioni, essendo vastissimo... ma metto subito in chiaro che non è possibile praticare la meditazione senza la guida di un valido istruttore che conosca i nostri meccanismi interiori. Tuttavia nel frattempo ci si può avvicinare all'idea, e l'intento di questi scritti è quello di facilitarvi l'approccio all'argomento, o anche solo di stimolare un dibattito in merito. In base ai numerosi testi che si trovano in circolazione, si può essere indotti a credere (così come credevo io stessa in passato) che meditare equivalga a fare il " vuoto mentale ": a far cadere cioè ogni tipo di pensiero. Qui tuttavia c'è il rischio di farsi male, perché con tutte le forme energetiche che ci attraversano quotidianamente, non mi pare proprio il caso di "assentarsi" e venir meno in coscienza, perché tali energie avrebbero più facoltà di...

Ringraziare per il cibo

Da bambina non era raro trovarmi a delle tavolate dove si faceva una preghiera e si ringraziava per il cibo in tavola. Oggi questo non accade più. La maggior parte della gente ha perso l'abitudine di benedire e ringraziare per il cibo . Alcuni si lanciano sulle cibarie in tavola senza neanche aspettare che tutti gli amici e i parenti siano seduti. Non di rado accendono pure la tv per "farsi compagnia" o continuano a chattare con lo smartphone. Già tanto se si ricordano di masticare. Essere disattenti con ciò che mangiamo è solo l'inizio di una disattenzione più grande, quella che estendiamo alle emozioni e alle idee di cui ci nutriamo. Tutto ciò che entra in noi diventa parte di noi e andrebbe vagliato attraverso la nostra amorevole presenza . Per quanto mi riguarda, se c'è un'atmosfera agitata in cucina o se qualcuno accende la televisione, mangio con difficoltà e il pasto mi risulta più pesante o indigesto. Invece, quando l'ambiente è sereno e ac...

La scrittura intuitiva

Una tecnica che uso per allenare la mia intuizione è la scrittura intuitiva. Molto in breve, si tratta di scrivere in un diario le proprie domande e poi lasciare che emergano le risposte per via intuitiva . Ogni mattina scrivo nel mio diario osservazioni o domande di mio interesse, dopo di che lascio che emergano informazioni a riguardo, come se provenissero da una coscienza più ampia della mia. Le informazioni che raccolgo per via intuitiva spesso si rivelano essere consigli utili e basati sul buon senso; altre volte mi invitano a guardarmi dentro con maggiore profondità, e capita anche che mi facciano guardare la realtà da angolazioni inusuali e alle quali non avevo pensato. Nella scrittura intuitiva è importante non avere aspettative ; è meglio immaginarsi come dentro a un gioco, e in fondo si tratta proprio di questo, di uno scambio di parole fatto giocosamente con se stessi. Comunque sia, nel rileggere quanto scritto bisogna rimanere lucidi e valutare serenamente le parole tras...





Acquista Online su SorgenteNatura.it