Passa ai contenuti principali

108. Superare il lamento



La  lamentela è quanto di più dannoso possiamo fare a noi stessi e agli altri. Capire questo principio non sempre è facile, poiché la maggior parte della gente non ha coscienza di come l'energia che emette con parole e intenzioni condiziona la realtà.
Presi dallo sconforto e sopraffatti dai problemi, in una società dove è "normale" sfruttare gli altri, sminuirne i talenti e caricarli con pesi di ogni tipo, è facile e comprensibile che la nostra personalità scarichi la frustrazione attraverso il lamento.
Per alcuni, lamentarsi rappresenta l'unico momento di "fluidità" nell'arco della giornata, l'unica valvola di sfogo senza la quale si esploderebbe.

Occorre sapere che tutto quello su cui mettiamo la nostra attenzione, aumenta, cresce, si radica nella nostra esistenza. Lamentarsi significa dare energia a quello che non va, significa nutrirlo con le nostre risorse emotive. Il risultato è che "questa cosa che non va" diventa sempre più grande e sempre più potente.

Il lamento è una forma-pensiero che ha bisogno della nostra frustrazione per nutrirsi. Non si tratta, cioè, solo di "atteggiamento psicologico", ma di una vera e propria "bolla energetica" a cui è  "allacciata" gran parte dell'umanità.

Anche chi si considera una persona che si lamenta poco, provi a monitorare le sue frasi e i pensieri per qualche settimana: scoprirebbe che il lamento è in azione molto più spesso di quanto si crede!

Come fare per liberarsi dai tentacoli di questa energia distruttiva? Ecco alcuni strumenti:

Come prima cosa occorre accettare che tutto quello che è parte della nostra vita esiste perché la nostra coscienza ha fatto spazio per questo. In breve, se facciamo esperienza di qualcosa è perché in noi c'è una porta aperta per quell'esperienza.

"Hai mai notato che i problemi della tua vita si trovano dove ti trovi anche tu?" - ci fa notare il Dr. Ihaleakalà, che con Ho'Oponopono ci ha fatto dono di un meraviglioso mantra da dire ogni giorno, in ogni momento possibile: Mi dispiace, Ti prego perdonami, Grazie, Ti Amo.

Il significato, grosso modo, è questo:
Mi dispiace per la parte di me, di cui sono cosciente o incosciente, che ha creato questa realtà.
Ti prego perdonami, o Signore e tutti coloro che subiscono a causa di questo problema.
Grazie per quello che comunque c'è e per le possibilità che ricevo, non sta a me giudicare.
Ti Amo, poiché l'amore è la forza più potente del mondo, e non c'è nulla che non esista e che non abbia bisogno di essere amato.

Quando ripetiamo il mantra, significa che siamo disposti a prenderci la responsabilità della nostra vita e della creazione della nostra realtà, e che quindi ci affidiamo al Divino per la risoluzione dei problemi. E' lui a risolvere i problemi, noi dobbiamo solo prenderci la nostra responsabilità.
Quando stiamo per lamentarci, dunque, fermiamo il pensiero e affermiamo Mi dispiace, Ti prego perdonami, Grazie, Ti Amo, ripetendolo a oltranza.

In Io non mi lamento, Will Bowen suggerisce di portare un braccialetto e di spostarlo sull'altro polso ogni volta che ci scopriamo a lamentarci (di qualunque cosa, anche del tempo climatico!). L'autore, inoltre, propone di fissare l'obiettivo di stare senza lamentarsi per almeno tre settimane consecutive (con il risultato di non spostare mai il braccialetto).
Molte persone non ci sono mai riuscite, e qualcuno invece ce l'ha fatta dopo qualche anno (al primo lamento occorre ricominciare il conteggio da capo...). Che si raggiunga l'obbiettivo o meno, il braccialetto aiuta comunque a monitorare l'energia del lamento.

Leggendo Risveglio di Joe Vitale, sono incappata in un'altra utile tecnica per limitare i danni del lamento. Dopo un po' di tempo che ci si auto-osserva, si prende consapevolezza del momento in cui il lamento sta per uscire dalla bocca. Quello è il momento giusto per sostituire la mancata lamentela con una intenzione positiva.
Ad esempio, ci arriva una nuova bolletta da pagare e stiamo per dire "Possibile che devo sempre avere tutte queste spese? Dove troverò i soldi?" e invece affermiamo "Desidero avere il denaro sufficiente per pagare questa e tutte le altre bollette".
Formulando un intento positivo, indirizziamo la pressione della lamentela emergente in qualcosa di costruttivo, come nelle tecniche usate nelle arti marziali, dove la forza  dell'avversario è usata per ribaltare la situazione.

Tutto questo produce l'importante risultato di uscire dall'automatismo indotto dalla lamentela.
Chi è riuscito a stare almeno tre settimane consecutive senza mai lamentarsi racconta cose strabilianti: l'energia personale aumenta, la fiducia in se stessi cresce, e anche i rapporti con gli altri diventano più sereni o costruttivi... Ma non mi stupisco, poiché quando non diamo più la nostra energia alla forma-pensiero del lamento, ci ritroviamo a disposizione una maggiore vitalità... Buon allenamento!


Commenti

ManuelV ha detto…
Ciao Camilla,

oggi avevo proprio bisogno di questo post. Sembra che tu lo abbia scritto apposta per me.

Grazie infinite
Manuel
Unknown ha detto…
Seguo da un po' di tempo questo percorso di consapevolezza, utilizzando Ho'oponopono e l'auto osservazione senza giudizio e posso confermare quanto dici nel tuo bel post. Noi siamo creatori della nostra realtà e se ci alleniamo quotidianamente possiamo davvero cambiare la nostra vita in meglio..-) Namastè
Camilla Ripani ha detto…
Grazie per i commenti. Non c'è dubbio che il contributo di tutti è importante, e che cambiando noi stessi là fuori cambia davvero molto... :)

Post popolari in questo blog

Il Codice della Guarigione

Nota: l'ultimo aggiornamento di questo post risale al: 24 ottobre 2012 Leggi in fondo gli aggiornamenti! La copertina del libro non mi attirava per nulla, ma ero alla ricerca di informazioni che approfondissero il legame fra stress, memorie cellulari e stato di salute, e il Codice della Guarigione , di Alexander Loyd e Ben Johnson, sembrava focalizzato proprio su questi argomenti. La prima parte del libro è molto bella, scritta bene e organizzata in modo fluido. Il contenuto, strepitoso, fa chiarezza sul ruolo dello stress in relazione alle memorie cellulari . Accade che le nostre cellule abbiano "installato" il programma permanente "Urgenza in corso", e dunque che esse non si comportino più normalmente ma si "contraggano", per dedicare tutte le energie allo "stato di allarme". Ne consegue, prima o poi, un indebolimento del sistema immunitario. Come si fa a riprogrammare la memoria cellulare ? Non certo con la volontà, spiegano gl...

Buttarsi consapevolmente dentro l'abisso

Ogni tanto qualche "sapientone" mi fa notare che "la mente è un principio superiore" rispetto alle emozioni. E me lo fa notare soprattutto se gli racconto dei lavori emotivi che sto facendo per contattare la rabbia e lasciarla essere "allegramente" così come vuole essere, il che suscita evidentemente un certo grado di preoccupazione, per non dire disapprovazione. Le frasi più gettonate che mi sento dire? Queste: "Le persone spirituali non si lasciano governare dalla rabbia", "Così alimenti l'energia della rabbia nell'ambiente", "Bisogna sacrificare i propri impulsi per costruire l'armonia attorno a sé, sennò la personalità prende il sopravvento sull'anima" e così via.  E tutto questo solo per aver manifestato, a gran fatica, un po' di emozioni rabbiose. Parliamoci chiaro: la repressione delle emozioni è dietro l'angolo, e non c'è niente di più dannoso per la salute e soprattutto di più efficace ...

Chiaroudienza: chiarezza nell'udire

Eccoci giunti alla quarta e ultima tappa sugli extra-sensi, ossia alla chiaroudienza .  La «chiarezza nell’udire» è il canale intuitivo che, come ci dice il nome stesso, predilige la via sonora, il senso dell’udito. Il chiaroudiente può avere la percezione di essere guidato durante le conversazioni e di ripetere frasi che in realtà gli vengono suggerite interiormente. Spesso dialoga mentalmente con se stesso, avvertendo quasi un botta e risposta tra e varie frasi. Sente una connessione con le piante e gli animali , ai quali parla spontaneamente. È anche particolarmente sensibile alle frequenze della musica e ai suoni in generale. A proposito di suoni, quelli percepiti dal chiaroudente possono essere di due tipi: suoni oggettivi, manifesti sul piano fisico, oppure suoni interiori, percepibili solo a lui. Per quanto riguarda le manifestazioni sonore esterne, possono presentarsi come sussurri, voci, canti o musiche , ed essere sentite tramite mezzi quali la radio oppure provenire ...

Affermazioni: i consigli di Hal Elrod

Il metodo delle affermazioni prevede di ripetere ogni giorno delle frasi in modo da aiutarsi a raggiungere i propri obiettivi. Da sempre consiglio di formulare le affermazioni in modo che siano più concrete possibili e comunque tali che siano sentite "vere" dalla propria interiorità. Per questo motivo, ho molto apprezzato i suggerimenti "pratici" dati da Hal Elrod in merito alle affermazioni durante il bellissimo webinar che ha fatto con il Giardino dei Libri e che potete vedere per intero a questo link . Hal Elrod è l'autore del libro The Miracle Morning  in cui spiega un metodo che, in breve, consiste nel fare determinate routine ogni mattina (per creare un vero e proprio "mattino miracoloso" che ci aiuti a raggiungere la vita che desideriamo) e tra le quali troviamo proprio la ripetizione delle affermazioni. Avevo già parlato del Miracle Morning in questo post . Ecco a seguire i consigli sulle affermazioni che Hal ha dato durante i...

71. Essere quel qualcosa

Alcune grandi anime si riferiscono alla Terra come alla " scuola dallo sforzo penoso ". Non ci vuole molta immaginazione per capire il perché: l'esperienza umana ci mette costantemente a contatto con i limiti dell'ombra personale e collettiva. L'ombra assume molti nomi, a seconda che la si osservi da vari punti di vista... Tutti sembrano concordi, comunque, quando la si definisce "il male".





Acquista Online su SorgenteNatura.it