Passa ai contenuti principali

62. Il cammino spirituale

Se pensiamo che per cambiare il mondo occorre partire da noi stessi - cioè dal cambiamento interiore - allora siamo certamente sul cammino spirituale. Questo, tuttavia, non è sufficiente a garantirci che la strada intrapresa sia quella più corretta.

Cosa si intende per "corretto"? Ammesso e concesso che ogni cosa è relativa alle condizioni del contesto in cui è inserita, definisco "corretto" qualcosa che soddisfi l'intento dell'Anima... in altre parole: ogni intento, azione o scelta che favorisca il bene dell'organismo - cioè l'essere più amplio nel quale siamo inseriti, che si tratti della nostra famiglia, della nostra comunità o della specie umana. L'Anima, per sua stessa definizione, è infatti coscienza di gruppo, e favorisce l'unione e i rapporti.

Ci sono dunque dei modi "non corretti" di affrontare il cammino spirituale.


Un primo modo è legato alla mente. La persona in questo caso ha una buona attività mentale, è arguta e intelligente, ha studiato molto (in questa o altre vite) e possiede molta conoscenza. Tale conoscenza, tuttavia, rimane sul piano mentale e non viene applicata nella vita: l'individuo non opera reali trasformazioni o cambiamenti. Il rischio di questo atteggiamento è quello di nutrire il proprio orgoglio (il fatto di "conoscere" mi fa sentire superiore, in qualche modo speciale o diverso dagli altri). Una tale attitudine non favorisce di certo i rapporti con le persone (al più permette sporadici contatti, dove ognuno rimane "al suo posto"...)

La seconda modalità è quando affrontiamo il percorso spirituale dal punto di vista emotivo. Accade quando desideriamo stare meglio e uscire dal nostro malessere interiore. Non che ciò sia un male, piuttosto lo è il fatto che la "meta" della nostra ricerca sia il bene personale, e non i rapporti con gli altri. Il risultato di un tale atteggiamento è inevitabilmente la creazione di un'armonia superficiale.

Prima o poi l'Anima chiederà di essere ascoltata, e provocherà quelle crisi necessarie a trasformare la nostra personalità, a correggere il tiro e ad occuparci del bene collettivo. L'obiettivo dell'Anima è sempre quello di favorire i rapporti fra le persone, in modo sano ed etico. Quando ciò non accade, allora non stiamo agendo sotto il suo influsso.

Si ricordi che un "maestro" è colui che ha raggiunto una maggiore capacità di servire l'umanità, in base al piano divino.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il Codice della Guarigione

Nota: l'ultimo aggiornamento di questo post risale al: 24 ottobre 2012 Leggi in fondo gli aggiornamenti! La copertina del libro non mi attirava per nulla, ma ero alla ricerca di informazioni che approfondissero il legame fra stress, memorie cellulari e stato di salute, e il Codice della Guarigione , di Alexander Loyd e Ben Johnson, sembrava focalizzato proprio su questi argomenti. La prima parte del libro è molto bella, scritta bene e organizzata in modo fluido. Il contenuto, strepitoso, fa chiarezza sul ruolo dello stress in relazione alle memorie cellulari . Accade che le nostre cellule abbiano "installato" il programma permanente "Urgenza in corso", e dunque che esse non si comportino più normalmente ma si "contraggano", per dedicare tutte le energie allo "stato di allarme". Ne consegue, prima o poi, un indebolimento del sistema immunitario. Come si fa a riprogrammare la memoria cellulare ? Non certo con la volontà, spiegano gl...

71. Essere quel qualcosa

Alcune grandi anime si riferiscono alla Terra come alla " scuola dallo sforzo penoso ". Non ci vuole molta immaginazione per capire il perché: l'esperienza umana ci mette costantemente a contatto con i limiti dell'ombra personale e collettiva. L'ombra assume molti nomi, a seconda che la si osservi da vari punti di vista... Tutti sembrano concordi, comunque, quando la si definisce "il male".

Chiaroudienza: chiarezza nell'udire

Eccoci giunti alla quarta e ultima tappa sugli extra-sensi, ossia alla chiaroudienza .  La «chiarezza nell’udire» è il canale intuitivo che, come ci dice il nome stesso, predilige la via sonora, il senso dell’udito. Il chiaroudiente può avere la percezione di essere guidato durante le conversazioni e di ripetere frasi che in realtà gli vengono suggerite interiormente. Spesso dialoga mentalmente con se stesso, avvertendo quasi un botta e risposta tra e varie frasi. Sente una connessione con le piante e gli animali , ai quali parla spontaneamente. È anche particolarmente sensibile alle frequenze della musica e ai suoni in generale. A proposito di suoni, quelli percepiti dal chiaroudente possono essere di due tipi: suoni oggettivi, manifesti sul piano fisico, oppure suoni interiori, percepibili solo a lui. Per quanto riguarda le manifestazioni sonore esterne, possono presentarsi come sussurri, voci, canti o musiche , ed essere sentite tramite mezzi quali la radio oppure provenire ...

73. Non gettate le vostre perle davanti ai porci

Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi -  Lo ha detto qualcuno che di Amore e sacrificio se ne intendeva. Qualcuno che ci esortava a essere presenti, a riconoscere il valore delle situazioni . Amore non è buttarsi via, sacrificio non è rinuncia. Amore è magnetismo e unione. Sacrificio è la capacità di educare parti di sé per trasmutarsi in qualcosa di più elevato. Non si tratta di una visione "morale" ma di riconoscere e applicare il ritmo evolutivo della Vita..

11. Meditazione e vuoto mentale

Cominciamo oggi a occuparci di uno strumento fondamentale e importantissimo: la meditazione . Tratterò l'argomento in più occasioni, essendo vastissimo... ma metto subito in chiaro che non è possibile praticare la meditazione senza la guida di un valido istruttore che conosca i nostri meccanismi interiori. Tuttavia nel frattempo ci si può avvicinare all'idea, e l'intento di questi scritti è quello di facilitarvi l'approccio all'argomento, o anche solo di stimolare un dibattito in merito. In base ai numerosi testi che si trovano in circolazione, si può essere indotti a credere (così come credevo io stessa in passato) che meditare equivalga a fare il " vuoto mentale ": a far cadere cioè ogni tipo di pensiero. Qui tuttavia c'è il rischio di farsi male, perché con tutte le forme energetiche che ci attraversano quotidianamente, non mi pare proprio il caso di "assentarsi" e venir meno in coscienza, perché tali energie avrebbero più facoltà di...





Acquista Online su SorgenteNatura.it