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11 dicembre 2013

Sincronicità: al di là del tempo

Due eventi sono correlati in modo "causale" quando la loro relazione si svolge lungo la linea del tempo. Per esempio, l'evento "pasta troppo saporita" è correlato al precedente evento "sale aggiunto in eccesso". Questo tipo di correlazione è comunemente accettata e riconosciuta.

Esiste anche un altro tipo di legame, che non accade lungo la linea del tempo e che è chiamato "sincronicità".  Sebbene Jung ne abbia parlato in abbondanza, la sincronicità stenta a essere riconosciuta dalla maggior parte delle persone. Di cosa si tratta, dunque? 

Due eventi sono correlati in modo sincronistico quando si verificano contemporaneamente e sono accomunati da uguali o analoghi contenuti significativi

Per esempio, una farfalla potrebbe apparire sul davanzale della mia finestra proprio mentre un'amica mi dice al telefono che ne ha sognato una. Gli eventi "farfalla che appare" e "ascoltare l'amica che racconta di aver sognato una farfalla" si verificano nel medesimo istante e non hanno alcun legame di causa-effetto. Oltre ad accadere contemporaneamente, questi eventi colpiscono la mia attenzione in quanto li avverto come particolari, non "casuali", ecco quindi che rappresentano per me una sincronicità. 

Alcuni si riferiscono alla sincronicità parlando di "coincidenze significative", in quanto gli eventi legati in modo sincronistico ci appaiono come coincidenze che però fanno pensare, colpiscono in modo misterioso, ispirano e, a volte, possono determinare anche importanti cambiamenti di rotta. 

Dopo aver visto la farfalla, per esempio, potrei scegliere di prestare attenzione al sogno della mia amica, e trovarvi l'idea per un progetto di lavoro che sarà determinante per il mio futuro. Mentre, se la farfalla non fosse apparsa risvegliando in me uno strano senso di meraviglia per la coincidenza, avrei subito tagliato corto la telefonata per finire di lavare i piatti.

Insomma, la sincronicità appare come una specie di indicazione, tutt'altro che casuale, in grado di orientare alcuni (e chissà quanti) dei nostri passi...

Come spiegare tutto questo? Non si può. La nostra mente esiste solo all'interno del tempo, quindi non può spiegare ciò che ha un legame diverso da quello temporale. 

Un individuo prettamente "mentale" non potrà riconoscere la sincronicità, al massimo la chiamerà "banale coincidenza". E mai sarà disposto a valutare la possibilità che alcuni accadimenti della sua esistenza possano rispecchiare in modo misterioso e istantaneo il suo mondo interiore (ad esempio, se il suo computer prendesse un virus proprio mentre sta frequentando una persona che gli causa dei danni, costui non coglierebbe la "coincidenza" cioè la necessità di aggiornare il "sistema di difesa" in ogni senso).

E' con la coscienza - ossia il principio animico, ciò che abita i piani sovramentali, al di là del tempo - che ci accorgiamo della sincronicità, non con la mente. E più ci accorgiamo, più instauriamo con essa un crescente e prolifico dialogo intuitivo. 

Ecco che le coincidenze significative aumentano man mano che siamo disposti a riceverne la guida e la rivelazione... Guida che accogliamo non certo per atto di fede, o per rivolgerci all'esterno di noi stessi, ma proprio perché riconosciamo l'origine della sua provenienza: il nostro io più grande...