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12 giugno 2011

86. Difendersi dalle persone che non amano

Colui che si ama veramente, apprezza gli altri. Non può essere diversamente. Se da una parte si tiene distante dalle persone infelici, aggressive o che possono minare la sua gioia, dall'altra accoglie con piacere ogni nuova scoperta del mondo dell'altro, perché è l'occasione di una condivisione.

Ci sono persone che, invece, mettono solo se stesse al centro del mondo, e non si curano più di tanto degli effetti delle loro azioni. Non hanno apprezzamento per la realtà dell'altro. Questo non è amore, è narcisismo. Spesso il narcisista parla di amore, ma è tutto quello che sa fare: convincere se stesso e gli altri della sua buona fede. Le sue azioni, invece, prima o poi tradiscono ben altri intenti.

Chi ama, ama se stesso. E ama gli altri.

Se vogliamo tutelarci dalle persone e dalle situazioni senza amore, abbiamo due vie, necessarie entrambe:

1) Con noi stessi: Restare al nostro fianco, con amore e accettazione, nelle prove della vita. Il mondo risponde a quello che siamo. Più impariamo ad amare ogni parte di noi, più avremo occasione di vivere questo amore nella vita quotidiana.

2) Con gli altri: Prima di valutare, nel bene e nel male, non avere fretta e attenersi ai fatti. La realtà materiale ci manda anch'essa messaggi precisi che a volte occorre semplicemente ascoltare con la tanto fantomatica - ma in realtà assai poco usata - facoltà razionale.

Il primo punto ci chiede di scendere dentro di noi, nelle nostre zone ombra, di accogliere i dolori, scovare in che modo si sono radicati nel nostro inconscio, e come possiamo scioglierli alla luce della coscienza. Qui ci vuole un po' di coraggio e pazienza, bisogna entrare in una stanza molto buia di cui spesso non abbiamo conoscenza-coscienza... ed è già questo un buon esercizio di amore.

Il secondo punto ci chiede di mantenerci saldi e lucidi, di accorgerci dei comportamenti esteriori degli altri (e naturalmente gli altri sono anche parti di noi!), ricordando che "in base ai frutti si vede l'albero". Qui ci vuole un altro tipo di amore: quello che non ha fretta di esplodere, che non si ferma alla superficie, che ha i piedi ben piantati in terra, nella realtà ordinaria, quella fisica. Qui contano i fatti.

Questi due aspetti in realtà non hanno confini precisi l'uno verso l'altro, ma bene o male possiamo individuarne comunque le zone di azione.

In questo modo, scendendo da una parte dentro l'invisibile che è in noi per scoprire nuove realtà da illuminare, e dall'altra mantenendoci lucidi e attenti ai fatti del "mondo materiale", impariamo a dire "sì" all'amore, e "no" al non-amore.

Se manchiamo una di queste due vie, saremo necessariamente incompleti, necessariamente a metà. Se ci soffermiamo troppo nel guardare a noi stessi, prima o poi il mondo di fuori avrà il sopravvento. E se guardiamo solo al mondo di fuori, prima o poi il mondo di dentro corromperà la nostra coscienza. In entrambi i casi, le persone senza amore potranno invaderci.

Se invece siamo interi, siamo nell'equilibrio che permette l'amore.