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Il nuovo non arriva mai dall'esterno



"Per fare il passo successivo, per attivare un cambiamento, una rivoluzione interiore, spesso basta poco. Non c’è bisogno di saltare di qua e di là tra interminabili studi e argomenti, può bastare un viaggio, una frase, un accorgersi, ma al quale dai tutta la tua presenza." (Dal libro AAA cercasi guru disperatamente)

C'è chi è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, dando per scontato che sia sinonimo di "migliore" o di "evoluzione" e, così facendo, si perde la possibilità di raccogliere le innumerevoli rivelazioni di quel che è già sotto il naso.

Ciò che si presenta come nuovo porta il sapore di una qualche diversità, e questo fa piacere, attira, e spesso aiuta a cambiare aria, quindi ben venga. L'anima, tuttavia, bada poco se qualcosa è recente o meno, nel senso che lei bada a ciò che innesca avanzamenti, porta luce, che quindi può apparire insolito ma anche scontato, moderno o antico, non fa grande differenza.

La tua evoluzione, il tuo trasformarti, non dipende dagli strumenti esterni o dagli elementi della realtà, ed è giusto che sia così sennò saresti in balia degli eventi e del caso. Se, dunque, non hai fatto quel passaggio, non è perché non hai ancora incontrato quella novità che, a tuo dire, ti servirebbe! È perché, invece, non l'hai fatto dentro di te!

Quando sei pronto o quando è pronto il tempo, tutto intorno a te diventa strumento di trasformazione... a meno che la mente non interferisca e cominci a dire "non è nuovo, quindi non serve!", trattenendoti nella supponenza di un sapere mentale che non basta mai per andare oltre e, così, impedendoti di raccogliere da ciò che, essendo antico, spesso è più nuovo del nuovo che cerchi, ma non te ne accorgi.

Non cadere nell'errore di credere che sia il nuovo a renderti migliore o a darti quel qualcosa in più, perché è una illusione. Ciò che ti trasforma, ciò che ti proietta altrove, è solo la tua prospettiva interiore, la tua coscienza, l'unica da cui deriva ogni cambiamento di circostanza.

Chi conosce la trasformazione sa che il nuovo non arriva mai dall'esterno, ma è il risultato di un processo interiore. Il nuovo non è una causa, dunque, ma una conseguenza: man mano che evolvi e ti trasformi, scopri di non essere più quello di prima ed è questo ad aprire la porta a dimensioni diverse. Quando arriva qualcosa di nuovo nella tua vita è perché, in qualche modo, sei già nuovo dentro di te.

Non ti stupire se, riprendendo in mano quel vecchio libro che avevi letto in passato, adesso ti sembra di leggerlo per la prima volta: ti parla in un modo che mai avevi conosciuto, e lo può fare perché sei nuovo tu, nuovo per davvero, non come chi non si sazia mai e corre appresso a ogni novità e, proprio per questo, si ritrova incapace di assaporare in pienezza.

E non ti stupire se, nel frequentare le stesse persone, d'un tratto le senti estranee, quasi da non comprenderne il linguaggio. O se la città comincia a starti stretta, quel lavoro comincia a starti stretto, quel vecchio modo di sentire – e sentirti – comincia a starti stretto.

Qualcosa è cambiato in te, si è rinnovato, e ora questo avrà delle conseguenze: la realtà in cui vivi sembrerà un'altra e potresti lasciare le cose così come sono, pago di una rinnovata diversità nel rapportarti con essa, oppure potresti avere bisogno di cambiare gli scenari anche all'esterno, perché il nuovo che hai dentro brama una corrispondenza con il fuori. Il conflitto, allora, si farà intenso, ma se avrai il coraggio di fidarti di lui, ti porterà dove il tuo cuore è già arrivato. 

Camilla


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