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Ti benedico!

Quando qualcosa non ti piace, una situazione ti irrita o vivi una qualche ingiustizia, so che vorresti maledire quello che accade. Tu non farlo. Non maledire, non condannare, non opporti.

Ciò a cui ti opponi diventa più forte. Ciò che giudichi diventa la tua realtà. Ciò che odi diventa il tuo padrone.

Fai invece quello che il tuo impulso, la tua personalità, non farebbe mai: benedici.

La prossima volta che uno ti taglia la strada, invece di alzare il dito medio e augurargli un incidente, esclama "ti benedico!" La prossima volta che sentirai di perdere le staffe davanti alle dichiarazioni di un politico, esclama "ti benedico!" La prossima volta che una persona ti farà sentire a disagio o cercherà di attaccarti, afferma dentro di te "ti benedico!"

Non sarà facile, per contrastare l'impulso della rabbia e del disprezzo dovrai metterci uno sforzo enorme, una presenza assoluta, e forse ti verrà in mente di farlo quando ormai avrai reagito, imprecato, condannato. Non importa, appena te lo ricordi, esclama "ti benedico!"

All'inizio saranno solo parole, ma poi qualcosa si muoverà nel tuo essere, anche solo per il fatto stesso di aver spezzato l'automatismo su cui contano le forze oscure, quello di odiare ciò che ti fa danno e ribrezzo.

Quando benedici una situazione negativa non significa che la stai avallando o ne vorresti ancora di più. Significa invece che ti sottrai dalle frequenze che l'ostacolo vorrebbe farti vivere, quelle di paura, rabbia, sfiducia, scoramento, frustrazione, impotenza, odio. Significa che scegli di rispondere alla bruttezza non con altrettanta bruttezza, ma con la bellezza, la bellezza di chi, invece di opporsi e chiudersi, si apre e si fa scudo dell’assenza di scudi.

Quando benedici rinunci alla posizione di giudice, e anche a quella di vittima. Quando benedici rinunci alla seduzione della paura e dell'odio, e affermi la tua piena fiducia nella natura divina di ogni situazione.

Tutto questo non esclude la necessità di azioni concrete, da fare sul piano materiale, ma saranno il frutto di una consapevolezza maggiore, il frutto di un’anima che sa, e non di una personalità che reagisce.

La prossima volta che senti di voler maledire qualcosa, non assecondare questo impulso, e non cercare neanche di reprimerlo. Fai invece l'unica cosa saggia da fare: trasformalo. Prendi tutta quell'energia e convogliala al servizio di un potere più grande, il potere della benedizione. 

Se vuoi, puoi aiutarti con la seguente formula: Rinuncio a odiarti, non mi oppongo a te, non reagisco ai tuoi attacchi diretti e indiretti, non mi lascio trasformare nella creatura piena di odio, paura o frustrazione che vorresti io fossi. Alla tua prepotenza, al tuo cinismo, alla tua sete di conflitto io rispondo benedicendoti con ogni parte del mio essere. 




Prossimi eventi

P. S. Lunedì 18 dicembre 2017 ci sarà un nuovo incontro di Filosofia e Spiritualità condotto da me e Daniele Palmieri. Ci ritroviamo a Milano, presso Anima Edizioni in Corso Vercelli 56, alle ore 19:00 (ingresso gratuito). Tema della serata: Liberarsi dal Superfluo
Il superfluo è qui inteso come ingombro, eccesso, velo che nasconde e allontana da ciò che è essenziale. Lasciare che il superfluo governi la propria vita significa permettere al consumismo di oggetti, emozioni e pensieri di soffocare ciò che ha realmente valore e che, per essere visto, chiede invece presenza, attenzione, ma anche quella leggerezza e quel distacco che non derivano dalla superficialità bensì dalla capacità di vivere senza attaccamenti e bisogni compulsivi. 



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Se ti piace alzarti presto al mattino, ti interessi di crescita personale e spiritualità, e sei una persona costruttiva, potresti trovare interessante il mio gruppo The Miracle Morning Italia - La Chiave Suprema del Mattino.



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