Passa ai contenuti principali

La speranza di essere salvati

La speranza di essere salvati è un veleno che pian piano intossica la coscienza. Finché speri - anche in una piccolissima parte di te - che qualcuno o qualcosa intervenga per migliorare la tua situazione, per sollevarti da una condizione disagevole e cose del genere, significa che non hai abbastanza pepe sotto le chiappe per metterti alla guida della tua vita. Quindi continuerai a fare più o meno le solite cose che ti trattengono sul solito percorso, giorno dopo giorno, alternando tra vittimismo, lamentela o semplice perdita di tempo.

Allora è meglio che la perdi definitivamente, questa speranza. Prima che sia troppo tardi. Prima che sia consumata ogni reale possibilità di cambiamento. Smetti di sperare.

Nessuno può aiutarti. Nessuno.

Eccetto una persona.

Quella persona sei tu. Dico davvero: quella persona sei tu. Sì, lo so che lo sai, però te lo ripeto... Quella persona sei tu.

Non importa quale sia la tua condizione attuale, non importa quale sia oggi il tuo punto di partenza. C'è sempre la possibilità di fare un passo avanti, per quanto piccolo sia. A te il compito di intuire quale, di indagare, di sperimentare... Ma fai quel maledetto passo! Aiutati!

Con il tuo impegnarti, attivarti, muoverti in corpo e spirito metti in moto risonanze intorno a te: non è mai il contrario. La tua onestà verso te stesso, e il tuo intento privo di aspettativa ma ricco di presenza e coraggio, accendono nuove opportunità: lascia che ti raggiungano.

Ma se resti fermo ad aspettare aiuti "esterni", o magari ad aspettare di sentirti "meglio" prima di agire, allora rischi di vanificare questa esistenza e di lasciare l'anima depressa e frustrata.

E devi fare molta attenzione, perché raramente le situazioni rimangono "stabili", livellate. O vanno in alto o vanno in basso. O crescono o deperiscono. Quindi o aiuti te stesso o, con il passare del tempo, sarà sempre peggio. O cresci o decadi.

Tutto parte da te, tutto parte dal fatto che tu sei l'unico che può "salvarti". Non basta saperlo, bisogna agirlo. Ricordatene e... mettilo in pratica.






Commenti

Post popolari in questo blog

Chiaroudienza: chiarezza nell'udire

Eccoci giunti alla quarta e ultima tappa sugli extra-sensi, ossia alla chiaroudienza .  La «chiarezza nell’udire» è il canale intuitivo che, come ci dice il nome stesso, predilige la via sonora, il senso dell’udito. Il chiaroudiente può avere la percezione di essere guidato durante le conversazioni e di ripetere frasi che in realtà gli vengono suggerite interiormente. Spesso dialoga mentalmente con se stesso, avvertendo quasi un botta e risposta tra e varie frasi. Sente una connessione con le piante e gli animali , ai quali parla spontaneamente. È anche particolarmente sensibile alle frequenze della musica e ai suoni in generale. A proposito di suoni, quelli percepiti dal chiaroudente possono essere di due tipi: suoni oggettivi, manifesti sul piano fisico, oppure suoni interiori, percepibili solo a lui. Per quanto riguarda le manifestazioni sonore esterne, possono presentarsi come sussurri, voci, canti o musiche , ed essere sentite tramite mezzi quali la radio oppure provenire ...

Il Codice della Guarigione

Nota: l'ultimo aggiornamento di questo post risale al: 24 ottobre 2012 Leggi in fondo gli aggiornamenti! La copertina del libro non mi attirava per nulla, ma ero alla ricerca di informazioni che approfondissero il legame fra stress, memorie cellulari e stato di salute, e il Codice della Guarigione , di Alexander Loyd e Ben Johnson, sembrava focalizzato proprio su questi argomenti. La prima parte del libro è molto bella, scritta bene e organizzata in modo fluido. Il contenuto, strepitoso, fa chiarezza sul ruolo dello stress in relazione alle memorie cellulari . Accade che le nostre cellule abbiano "installato" il programma permanente "Urgenza in corso", e dunque che esse non si comportino più normalmente ma si "contraggano", per dedicare tutte le energie allo "stato di allarme". Ne consegue, prima o poi, un indebolimento del sistema immunitario. Come si fa a riprogrammare la memoria cellulare ? Non certo con la volontà, spiegano gl...

25. Meditazione con Om Shanti

Oggi vorrei parlarvi di un mantra molto conosciuto: Om Shanti , di origine sanscrita. "Om" è la vibrazione sonora del Divino, la frequenza di base che diede origine e alimenta ogni cosa in questo universo. "Shanti" richiama il concetto di "pace". Om Shanti  porta luce e pace nel cuore di chi pronuncia questo mantra. Dopo aver assunto una posizione comoda, con la schiena eretta e gli occhi chiusi, respirate per qualche minuto per prendere contatto con il momento presente, e concentrarvi. Poi cominciate a intonare dentro di voi (quindi mentalmente) "Om Shanti", cercando di farlo risuonare all'altezza del centro del petto (questo punto è chiamato Atman ). Il ritmo che si viene a creare deve essere spontaneo, delicato. Si immagini un "gong" che ci dà il tempo e ad ogni colpo si pronunci mentalmente Om Shanti .... quindi ancora Om Shanti ... e così via. Seguire il fluire del respiro non è obbligatorio, anzi bisognerebbe cercare di...

La prova dei fatti

La vita che desideri comincia a manifestarsi quando cominci ad avere la percezione di chi sei , cosa vuoi e cosa sei venuto a portare in questa esistenza. Finché la corrente degli altri sceglie la tua direzione, finché la paura di contraddire le aspettative esterne è più forte del desiderio di essere chi sei, sei controllato dalla realtà apparente e dai suoi meccanismi. Nel momento in cui ti accorgi che la tua natura profonda ha una missione – che il tuo valore non viene stabilito da parametri meccanici ed esteriori, ma riguarda il tuo esserci con amore –, non puoi più far finta di niente, non puoi più ignorare quella chiamata che ti esorta a esplorare il mondo delle cause, delle energie, e a fare la tua parte per cambiare i riflessi che si manifestano là fuori. I vecchi schemi entreranno subito in allarme, preoccupati di perdere la loro usuale fonte di energia, cioè la tua attenzione, le tue credenze e le tue emozioni , che sempre li hanno nutriti. Cercheranno, allora, di creare ...

La scrittura intuitiva

Una tecnica che uso per allenare la mia intuizione è la scrittura intuitiva. Molto in breve, si tratta di scrivere in un diario le proprie domande e poi lasciare che emergano le risposte per via intuitiva . Ogni mattina scrivo nel mio diario osservazioni o domande di mio interesse, dopo di che lascio che emergano informazioni a riguardo, come se provenissero da una coscienza più ampia della mia. Le informazioni che raccolgo per via intuitiva spesso si rivelano essere consigli utili e basati sul buon senso; altre volte mi invitano a guardarmi dentro con maggiore profondità, e capita anche che mi facciano guardare la realtà da angolazioni inusuali e alle quali non avevo pensato. Nella scrittura intuitiva è importante non avere aspettative ; è meglio immaginarsi come dentro a un gioco, e in fondo si tratta proprio di questo, di uno scambio di parole fatto giocosamente con se stessi. Comunque sia, nel rileggere quanto scritto bisogna rimanere lucidi e valutare serenamente le parole tras...





Acquista Online su SorgenteNatura.it