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56. Lo scopo della vita


Fare soldi, avere un buon lavoro, un bel matrimonio, essere felici... Questo è "lo scopo della vita" per la maggior parte delle persone. Peccato che si tratti di film confezionati ad arte, che ci spostano nel "domani" - visto che il presente non è mai come vogliamo...

Lo scopo della vita è ben altro. E' entrare a contatto con le ombre e con il dolore, per trasmutarle... per riempire, così, il calice dell'Anima con l'energia del cuore. Per fare questo occorre l'attrito del coraggio, della Volontà che afferma una direzione, tra Intelligenza e Amore.


L'altro giorno sono stata letteralmente assaltata da un dolore... Per quanto io possa allenarmi ad essere vigile, a rimanere presente, sono ben lungi dal ritenermi padrona di quel che provo o dal conoscere tutti i mondi che abitano dentro me. Mi ritrovo così catapultata in dimensioni di terrore, e ora stava accadendo di nuovo... Ho quindi preso coraggio e mi sono tuffata in quelle fitte del cuore, accettando e credendo che sarei precipitata fino a schiantarmi.

E d'un tratto ho visto... il mio attaccamento, la mia paura, la sofferenza che provo quando la vita non risponde allo "scopo" che vuole dargli la mia personalità. E tutto era lì, davanti ai miei occhi, assurdo e beffardo nei riguardi della sottoscritta, ancora frantumata dal corpo di dolore...

Ogni cosa accade e si muove in funzione del dolore che dobbiamo attraversare. Tutto - l'ho sentito - era in funzione di quel momento, di quel dolore che m'aveva preso il cuore. Non sono qui per fare soldi o essere felice (non ho detto che questo non si possa fare o che non faccia parte del percorso...!) ma sono qui per contattare il dolore, attraversare i suoi cancelli minacciosi, e andare oltre.

Toccare le sbarre di quei cancelli di fuoco è doloroso, spaventevole; occorre grande coraggio... Se non riusciamo ad attraversarli, se voltiamo le spalle e ci incamminiamo su sentieri paralleli apparentemente più sgombri, ci ritroveremo ad incrociarli nuovamente, sospinti da nuove configurazioni cosmiche che ubbidiscono al magnetismo della trasformazione... Trasformazione del dolore in cuore, di materia in Luce...

Ecco, d'un tratto non era più così importante sapere come sarebbe finita la mia situazione. Lo scopo, tanto, era raggiunto: catapultarmi nell'oblio dell'incertezza, a contatto con un dolore il cui eco era ben più antico di una sola vita...

L'unico modo per andare avanti veramente è attraversare questi portali di ferite e terrore quando si presentano lungo il percorso. Per farlo bisogna scendere nel buio, a diretto contatto con i mostri che abbiamo seppellito dentro di noi... in un luogo da dove ci governano mentre noi continuiamo a pensare al "domani", quando avremo la bella casa, la mogliettina fedele o il lavoro sicuro...

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