Passa ai contenuti principali

53. Regole, rituali

Alcune persone sono allergiche alle "regole"... e di conseguenze rifiutano anche la necessità di "darsi un ritmo". Ma se vogliamo costruire qualcosa e uscire dai nostri automatismi, dobbiamo sviluppare la capacità di lavorare quotidianamente su un intento.

Le regole sono il frutto dell'intelletto umano. Servono a organizzare, a controllare un processo. Sono il frutto dell'esperienza, delle convenzioni sociali, ma a volte possono diventare limiti e impedire l'evoluzione naturale di cose e situazioni. Sta a noi come umanità adeguare le regole alle reali e autentiche necessità dei processi di crescita, perché le regole sono fatte per l'uomo, e non l'uomo per le regole.


Quando usiamo la ripetizione, l'intento, il ritmo per costruire un obbiettivo, per onorare e supportare un processo di crescita, e quando ciò avviene nel rispetto delle leggi divine (governate dall'etica, che è tale quando è ispirata ai valori dell'anima), allora non parliamo più di "regola" ma di "rituale".

E' questo rituale che la mente comune ostacola, cercando invece di "alimentare" le regole.
Alcune persone intuiscono che le regole sono una prigione, allora se  ne distaccano. Ma cadono in errore e fanno il gioco delle forze involutive, quando si lasciano andare al disordine ed ignorano la valenza spirituale e liberatrice del rituale.


La regola imprigiona, contiene, delimita.
La maggior parte degli uomini si fa governare dalle regole in modo automatico, ritrovandosi così imprigionata in convenzioni e modi di pensare schematizzati. Questo accade perché pensano di essere figli del caso, e che sia il mondo esterno a determinare quello che sono. Hanno paura e si sentono protetti dalle regole. Questa è la mentalità dello schiavo, che sia vittima o persecutore.

Il rito o rituale libera, esalta, costruisce.
Il rito libera la qualità intrinseca della materia: riconosce alla materia il suo ruolo di madre, e in questo le permette di lasciar partorire la luce entrostante, secondo i dettami dello Spirito.

Il rituale può accadere solo quando la coscienza guarda all'anima e così guida l'uomo nella liberazione della e dalla materia.
Il rituale non ci porta in un altro mondo, non ci allontana dalla materia... ma ci permette di trasmutarla, di renderla sacra, di usarla per manifestare le leggi divine in Terra.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il Codice della Guarigione

Nota: l'ultimo aggiornamento di questo post risale al: 24 ottobre 2012 Leggi in fondo gli aggiornamenti! La copertina del libro non mi attirava per nulla, ma ero alla ricerca di informazioni che approfondissero il legame fra stress, memorie cellulari e stato di salute, e il Codice della Guarigione , di Alexander Loyd e Ben Johnson, sembrava focalizzato proprio su questi argomenti. La prima parte del libro è molto bella, scritta bene e organizzata in modo fluido. Il contenuto, strepitoso, fa chiarezza sul ruolo dello stress in relazione alle memorie cellulari . Accade che le nostre cellule abbiano "installato" il programma permanente "Urgenza in corso", e dunque che esse non si comportino più normalmente ma si "contraggano", per dedicare tutte le energie allo "stato di allarme". Ne consegue, prima o poi, un indebolimento del sistema immunitario. Come si fa a riprogrammare la memoria cellulare ? Non certo con la volontà, spiegano gl...

Chiaroudienza: chiarezza nell'udire

Eccoci giunti alla quarta e ultima tappa sugli extra-sensi, ossia alla chiaroudienza .  La «chiarezza nell’udire» è il canale intuitivo che, come ci dice il nome stesso, predilige la via sonora, il senso dell’udito. Il chiaroudiente può avere la percezione di essere guidato durante le conversazioni e di ripetere frasi che in realtà gli vengono suggerite interiormente. Spesso dialoga mentalmente con se stesso, avvertendo quasi un botta e risposta tra e varie frasi. Sente una connessione con le piante e gli animali , ai quali parla spontaneamente. È anche particolarmente sensibile alle frequenze della musica e ai suoni in generale. A proposito di suoni, quelli percepiti dal chiaroudente possono essere di due tipi: suoni oggettivi, manifesti sul piano fisico, oppure suoni interiori, percepibili solo a lui. Per quanto riguarda le manifestazioni sonore esterne, possono presentarsi come sussurri, voci, canti o musiche , ed essere sentite tramite mezzi quali la radio oppure provenire ...

25. Meditazione con Om Shanti

Oggi vorrei parlarvi di un mantra molto conosciuto: Om Shanti , di origine sanscrita. "Om" è la vibrazione sonora del Divino, la frequenza di base che diede origine e alimenta ogni cosa in questo universo. "Shanti" richiama il concetto di "pace". Om Shanti  porta luce e pace nel cuore di chi pronuncia questo mantra. Dopo aver assunto una posizione comoda, con la schiena eretta e gli occhi chiusi, respirate per qualche minuto per prendere contatto con il momento presente, e concentrarvi. Poi cominciate a intonare dentro di voi (quindi mentalmente) "Om Shanti", cercando di farlo risuonare all'altezza del centro del petto (questo punto è chiamato Atman ). Il ritmo che si viene a creare deve essere spontaneo, delicato. Si immagini un "gong" che ci dà il tempo e ad ogni colpo si pronunci mentalmente Om Shanti .... quindi ancora Om Shanti ... e così via. Seguire il fluire del respiro non è obbligatorio, anzi bisognerebbe cercare di...

Innamorarsi davvero

Non molto tempo fa ho messo in pratica una specie di rito. Mi stavo innamorando. Il mio pensiero era ossessionato da una persona. E in questo stavo perdendo la mia libertà, la mia capacità di sentirmi appagata dalle piccole cose. Decisa a estirpare da me il dolore dell'abbandono e il bisogno di qualcuno, ho cominciato a muovermi. Poi il movimento si è trasformato in danza, e poi la danza in corsa. E in quel correre ho gridato all'oscurità in cui ero precipitata, con il puro intento di richiamare a me tutte le forze che avevo perso e di riprendermi la mia luce, che era finita in fondo a un pozzo. Ho spinto il corpo oltre la sua naturale resistenza e la mente al limite della sua focalizzazione finché, sotto la coltre dell'innamoramento, ho incontrato la mia rabbia . Allora l'ho sfidata e lei, per spaventarmi, si è trasformata in un lupo feroce. E io ho cominciato a ululare insieme a lei. Alla fine, in un bagno di sudore, mi sono svegliata di nuovo padrona di me stessa...

La scrittura intuitiva

Una tecnica che uso per allenare la mia intuizione è la scrittura intuitiva. Molto in breve, si tratta di scrivere in un diario le proprie domande e poi lasciare che emergano le risposte per via intuitiva . Ogni mattina scrivo nel mio diario osservazioni o domande di mio interesse, dopo di che lascio che emergano informazioni a riguardo, come se provenissero da una coscienza più ampia della mia. Le informazioni che raccolgo per via intuitiva spesso si rivelano essere consigli utili e basati sul buon senso; altre volte mi invitano a guardarmi dentro con maggiore profondità, e capita anche che mi facciano guardare la realtà da angolazioni inusuali e alle quali non avevo pensato. Nella scrittura intuitiva è importante non avere aspettative ; è meglio immaginarsi come dentro a un gioco, e in fondo si tratta proprio di questo, di uno scambio di parole fatto giocosamente con se stessi. Comunque sia, nel rileggere quanto scritto bisogna rimanere lucidi e valutare serenamente le parole tras...





Acquista Online su SorgenteNatura.it