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20 dicembre 2014

Liberarsi del "vecchio"

Visitando la casa di un amico, mi sono accorta di come fosse piena di oggetti per lui vecchi e legati a ricordi dolorosi. Libri, fotografie, soprammobili... anche regalati da persone di cui non vuole sentir parlare. "Perché ti tieni queste cose?" gli ho chiesto. Mi ha guardato come se gli avessi fatto una domanda in aramaico. L'idea di sbarazzarsi del "vecchio", infatti, non gli era mai passata per la mente.

Ci troviamo a pochi giorni dal Natale e dalla fine dell'anno: un periodo perfetto per liberarsi di tutto ciò che è diventato inutile, pesante, obsoleto e che non suscita emozioni più che felici!

Hai idea di quanta "energia" può portare via un oggetto che, ogni volta che lo guardi, ti ricorda una situazione spiacevole? E che dire, poi, di tutte quelle cose che tieni per abitudine e che ammassi ogni dove, ma che usi pochissimo o mai? Sapevi che, in questo caso, possono creare dell'energia stagnante, che grava sulla vitalità fisica, emotiva e mentale?

Ho trascorso l'anno che sta per finire a liberarmi sistematicamente di abiti, libri e accessori che non usavo più da tempo o che reputavo inadatti a me, e non me ne sono mai pentita. Oggi, a dire il vero, mi sento più leggera, lucida, vitale, attenta...

... e non è un caso: quando sei disposto a lasciar andare via i vecchi oggetti della tua vita, accade che ti vien voglia di farlo anche con vecchie idee e credenze, con persone che sono pesanti dentro, con situazioni che non soddisfano più la tua anima. Non solo ho fatto spazio in casa, ma l'ho fatto anche dentro di me. È stata una conseguenza inevitabile: inizi liberando un cassetto e finisci liberando i cassetti dell'anima, facendo spazio al nuovo, al vuoto creativo, all'attesa piena di speranza, al gusto di esserci, a ciò che è essenziale.

Ecco, se non sai da dove cominciare per sentirti più leggero, fai così: mettiti a caccia degli oggetti che hai in casa e che rientrano in una o più delle seguenti categorie:
- Sono legati a ricordi spiacevoli
- Non li indossi/usi da un anno (va bene, facciamo due, al massimo!)
- Ne hai altri simili
- Li tieni solo perché "non si sa mai se potranno servire in futuro"
- Non sono utili né ispiranti né belli
- Sono rotti, brutti, inutilizzabili (e non hai in programma di sistemarli a breve)
- Altro (tu lo sai!)

Poi prendi un bel sacco della spazzatura o una busta da donare a un'associazione o da portare a un mercatino, e metti tutto dentro.

Per un po', forse, crederai di aver fatto solo un'azione "esteriore"... ma col tempo ti accorgerai come l'atto fisico attivi l'atto interiore. Allora, ogni volta che vorrai alleggerire il cuore, non esiterai a liberarti del superfluo, svuotando un cassetto in fondo all'armadio o sistemando qualche scaffale.