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28 novembre 2013

Istruzioni per un diario

Ho così tante cose da raccontarvi e su cui portare l'attenzione, che non so da dove cominciare, amici! Ho deciso, tuttavia, di "ripartire" da un argomento che, in modo sincronico, mi è stato chiesto da più persone: il diario! Sì, sto parlando del prendere nota dei propri pensieri ed emozioni, e confidarli a un quaderno.

Il diario è uno strumento interessante che può essere usato per alimentare la propria crescita. Se volete provare, ecco qui alcune indicazioni...



A chi è rivolta questa pratica?

A tutti: a chi ama scrivere e a chi non ama scrivere, o pensa di non saperlo fare. Non si tratta, qui, di realizzare un'opera d'arte, ma di attivare un contatto con parti di sé più sfuggenti o profonde. Scrivere il diario può essere utile nei momenti di crisi o a cavallo delle rinascite, ma ben si presta anche come semplice attività quotidiana.

Scopo

Lo scopo è quello di non avere scopo...
Poi, in questo non-scopo, accade che energie bloccate per causa di stress e problemi in corso, comincino a fluire. Accade che la capacità di accorgersi di se stessi, e quindi del proprio modo di stare al mondo, si faccia più grande. Accade che si diventi più ricettivi nei confronti di intuizioni e messaggi... Ebbene, per esperienza, tutto questo diventa possibile quando non fa parte di alcuno scopo. Insomma, non abbiate aspettative: solo così potrete stupirvi davvero.

Per quanto tempo?

Consiglio di provare un periodo di almeno tre mesi. Poi si può decidere se continuare o meno, ma in ciò non chiedete la mia opinione in merito giacché io vi direi di continuare per il resto della vostra vita (scrivo il diario da sempre).



Cosa occorre

Questo è un appuntamento che dedicate a voi stessi, quindi il primo ingrediente è il tempo.
Ricavatevi del tempo e fate in modo che nessuno vi disturbi: almeno 20-30 minuti al giorno.

Per trovare il tempo, all'interno di densissime giornate già molto provanti, io metto la sveglia mezz'ora prima; e mai una volta che mi sia pentita! Quando, invece, ogni tanto salto l'appuntamento col diario, poi mi sento come se mi mancasse la carica per affrontare la giornata.

Il secondo ingrediente è un mezzo materiale: un quaderno o dei fogli.
Con l'aiuto di qualche colore, inoltre, potreste sottolineare le frasi che vi colpiscono o disegnare piccoli simboli grafici di lato alla pagina. La parola chiave è: contatto con il foglio.
Dovete sapere che la "materia" è un supporto per la manifestazione sul piano fisico della "memoria", sia fisica sia spirituale. E' una specie di ponte che collega con ciò che è al di là. Non a caso gli altari di tutti i tempi sono eretti con l'utilizzo di pietre e marmi. I dispositivi digitali, invece, possono ampliare le "dimenticanze", oltre a stressare l'aura e l'energia vitale.
Tuttavia, se trovate scomodo e "rallentante" usare una penna (tantissime persone si sono praticamente disabituate!), utilizzate pure il computer e non fatevene un problema. A patto, poi, che stampiate i vostri scritti e che quindi, alla fine, vengano impressi su un supporto materiale.

Scegliete una pianta o un rappresentante del mondo vegetale: tenetela vicino o a portata di vista (il contatto con la natura è altamente ispirante).

E accendete una candela, per onorare l'appuntamento con voi stessi.

Come e quando

Ogni giorno alla stessa ora o in concomitanza di una stessa azione (quando ci si alza, prima di cena, ecc.), vi siederete alla scrivania o in un luogo a voi comodo, lontano da interferenze, con la pianta vicino e la candela accesa, e poi inizierete a scrivere sul quaderno, proseguendo per almeno 20 o 30 minuti.

Il momento ideale è al mattino, appena svegli, in un orario che va dalle 5:30 alle 7:30 (o quando si può). Le prime ore del giorno, infatti, favoriscono il contatto con i mondi sottili e luminosi. Non potendo in questo orario, ci si adatterà in base alle personali esigenze.

Ma cosa scrivere, esattamente?

Ah, questo è un bel dilemma! Di fatto, non si sa mai cosa si sta per scrivere... In genere lo si scopre mentre accade! Capisco, tuttavia, che all'inizio ci si possa sentire un po' spaesati, ecco qui, allora, alcuni suggerimenti per iniziare.

Se in questo periodo c'è qualcosa che vi opprime, potete parlarne nel diario. Qui siete autorizzati a manifestare tensioni, preoccupazioni, pensieri pesanti, malumori, tensioni e lamenti. Un utilizzo "ecologico" del diario è di fare proprio da "raccogli-spazzatura" di tutti i pensieri pesanti che si hanno dentro e rallentano l'anima.
Il capoufficio vi ha trattato ingiustamente e avete un bel nodo alla gola? Scrivetelo!
La persona che vi piace e di cui vi siete innamorati vi tratta a pesci in faccia? Scrivetelo!
I capricci di vostro figlio vi fanno desiderare di mollare tutto e partire per i Caraibi? Scrivetelo!
Scrivete tutti i pensieri che chiedono attenzione e lasciate che trabocchino attraverso le vostre parole.
Queste energie, se trattenute all'interno, attaccano la salute fisica ed emotiva... Tanto vale, allora, parlarne nel diario, scrivendo a ruota libera e con la certezza che nessuno potrà giudicarvi.

Se ancora non avete idea di cosa scrivere, pensate a quello che avete fatto nelle ultime 24 ore e descrivetelo. E' stato qualcosa di interessante? E' successo qualcosa che ha attirato la vostra attenzione? O è tutto stato noioso e avete incontrato le solite persone? Scrivetelo, che la cosa vi piaccia o meno. All'estremo, potete anche arrivare a scrivere: "Non so di cosa parlare, non mi viene in mente niente, e ora metto giù queste parole per far passare il tempo..."
L'importante è che scriviate e riempiate il foglio. A volte questo è sufficiente per attivare dei ricordi o dei progetti... allora ci si troverò a scrivere: "Fra qualche giorno devo incontrarmi con Mario. Ammetto che sono contenta di andare a pranzo con lui", "La prossima settimana devo consegnare quel lavoro importante, e penso che sia una buona occasione per far vedere quanto valgo", ecc.
Scrivete qualunque cosa, anche a caso, anche se sembra "stupido".
Ancora, potete parlare di un film appena visto, dei progetti per il fine settimana, del lavoro che vorreste cambiare, della lista della spesa... Ma continuate a scrivere. Questa è un'attivazione: vivetela senza nessuna aspettativa.



Il metodo delle domande

Dopo una prima fase (qualche giorno o settimana) di "contatto esplorativo" con il diario, spesso si diventa pronti per utilizzarlo in qualità di "consigliere", cioè un sapiente suggeritore che aiuta a muoversi meglio all'interno del proprio panorama interiore.
Per attivare questa funzione del diario, bisogna essere disposti a fare domande. E intendo domande "autentiche", quelle che accendono una nuova attenzione, non quelle che si credono tali solo perché hanno un punto interrogativo alla fine della frase.

Fare domande è più importante del dare risposte: ogni risposta è collegata alla domanda, quindi se la domanda non sa puntare nella giusta direzione, la risposta non potrà rivelarsi.
Fare domande è un'arte preziosa, che va conquistata e allenata, e nessun campo, in questo senso, è meglio del diario.

Una domanda può aprire la mente, quanto chiuderla. Toccare il cuore, quanto indebolirlo.
Consideriamo queste due domande:
- Dio esiste?
- Ci sono indizi che possono far pensare che siamo parte di un'intelligenza "più grande"?
La prima domanda ci tiene sul piano filosofico, mentale; la seconda stimola in modo più concreto ad accorgersi di eventuali "vie invisibili" sul proprio cammino.
Ecco che sembrano domande simili, eppure in verità sono assai diverse!

Per quanto mi riguarda, le domande sono il sale della mia intuizione, anche e soprattutto quando affronto un periodo difficile e ho bisogno di lamentarmi! Io faccio così: inizio il diario annotando i pensieri pesanti (fase "raccogli-spazzatura"), poi, appena ho scaricato la mente e il cuore da questa energia, mi metto a caccia di "domande ispiranti"... Adoro questa fase, infatti mi permette di accorgermi di nuovi strumenti e di fare i passi successivi!

Vediamo degli esempi.
Magari dentro avete domande come:
- "Perché la vita ce l'ha con me?"
- "Cosa ho fatto di male per meritarmi questa situazione?".
Scrivetele sul diario: così facendo, in parte scaricherete l'energia di frustrazione, e dall'altra sarete costretti a portarvi un'attenzione meno automatica.
Poi, a partire da questi interrogativi, mettetevi alla ricerca di nuove formulazioni.
Ecco che, avendo preso un po' di coraggio, potreste osare e scrivere nel diario qualcosa del tipo:
- "In questa situazione, c'è un messaggio che posso ascoltare?"
- "Qual è il senso di questo ostacolo?"
- "Quale parte di me può aver contribuito a creare tale circostanza?"
A questo punto, lasciatevi liberi di ricevere la risposta, qualunque voglia essere.

Altre domande interessanti sono quelle da fare "per gioco":
- "Giocando, se non avessi paura di essere giudicato, che scelta farei?"
- "Giocando, se avessi fiducia nelle mie capacità e nel supporto dell'universo, che lavoro sceglierei?"
- "Giocando, se avessi rispetto di me e dei miei sentimenti, che persona vorrei accanto a me?"
- "Giocando, se io fossi un grande saggio, che cosa mi direi per affrontare questa situazione?"
... e così via.

Il giudizio

Nella pratica del diario, il non-giudizio non solo è importante, ma fondamentale.
Durante i tentativi di contatto con il mondo delle proprie parole, qualcuno potrebbe sentirsi tentato dal fare valutazioni del tipo: "Non so scrivere bene, allora che scrivo a fare?" o "Come ho fatto a scrivere questi pensieri... devo essere matto!" Niente di più castrante per i mondi interiori che timidamente cercano di contattarci attraverso il diario.

Attenzione anche alle "esaltazioni"... c'è infatti chi "parte in quarta" e subito pensa: "Sto certamente canalizzando l'arcangelo Uriel e quel che mi dice è verità assoluta".

Occorre lasciare che le informazioni emergano attraverso il diario, mantenendosi nella posizione dell'osservatore: colui che non giudica e non arriva a conclusioni definitive.
Siate consapevoli che in ciascuno di noi esistono infiniti mondi e che quindi possono emergere infinite voci, ognuna con una personalità differente (bambino, artista, critico, invidioso, saccente, stupido, ingenuo, saggio, alieno, intuitivo, esaltato, positivista, contabile, disordinato, guida spirituale, ecc.). Il diario ci permette di contattare queste personalità e, attraverso le domande, di instaurare un dialogo con loro. Ma guai a identificarsi con una di queste, si fermerebbe inesorabilmente il processo della scoperta e della crescita.

La rilettura

Alla fine dei primi tre mesi (oppure ogni tre mesi, se si continua a scrivere), bisognerà rileggere le proprie pagine scritte.
Questo aiuta a:
- Rendersi conto delle voci ricorrenti che si hanno dentro, sia negative sia positive;
- Misurare più concretamente quegli aspetti di sé che nel frattempo sono maturati;
- Recuperare eventuali idee che sul momento sembravano poco utili, ma che ora potrebbero avere senso;
- Prendere coscienza di intuizioni, arrivate chissà da dove, che fanno breccia nell'anima e la curano a un livello profondo...

Le istruzioni (per adesso) terminano qui.
Se avete dubbi o domande, lasciatemi pure un commento.