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18 settembre 2012

Le erbacce sono erbacce


"Stare con quello che c'è" - Ecco una una frase che sento usare spesso in modo distorto o per giustificare disastrose inazioni.
Il senso costruttivo di questa espressione è l'invito a non giudicare, a non mettere in moto giri di mente, proiezioni e ansie, ma a rimanere a contatto con la realtà. Eppure la si pronuncia, spesso anche a se stessi, per impedire che il proprio guerriero interiore si risvegli e faccia quel che deve fare. Si lascia spazio, piuttosto, alla propria distruttività.
Succede così che qualcuno continui a fare scelte infelici ma commenti: "Sto con quello che c'è". Come se questo non-giudicare fosse un esercizio di profondissima spiritualità.
Scusate se rompo l'idillio, ma non c'è nulla di spirituale in questo. E, soprattutto, quando i comportamenti di una persona sono regolarmente distruttivi, c'è poco da credere alla favola del non-giudizio: il giudizio sotto sotto c'è eccome, perché distruttività e giudizio si alimentano a vicenda.

A certe cose bisogna semplicemente dire no. Punto e basta. Altro che starci insieme.
Stare con la distruttività? Stare con quel che fa male? Ma proprio per niente! Un conto è saper accogliere le onde della vita, un altro è persistere nella negatività. Cominciamo, allora, a fare scelte più luminose!

Oggi non servono teorici che nascondono la propria distruttività dietro il "Tanto tutto è perfetto". Servono persone che fanno e che traducono in azione i buoni valori che vorrebbero vedere nel mondo.
Mica sto dicendo che bisogna giudicare. Ma l'alternativa al giudizio non è "stare con quel che c'è" bensì è passare all'azione e fare qualcosa di costruttivo.
Sto dicendo solo che le erbacce sono erbacce e vanno levate via. Se ci mettiamo a giudicarle, invece di cercare un attrezzo con cui estirparle, è normale che crescano!
Certo, tutto è perfetto, mica lo nego, allora è perfetto anche cercare un buon attrezzo per levar via radici, semi e rami infestanti prima che devastino il giardino.

Attenzione, quindi, a certa letteratura "new age" che a volte ci fa sentire in colpa o "incapaci di stare con quel che c'è" quando vogliamo levar via le erbacce. Non stiamo giudicando le erbacce, ci stiamo prendendo cura del nostro giardino. E' diverso!

Buon giardinaggio a tutti!