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25 giugno 2011

91. Esperienza

Più passa il tempo e più ho la sensazione di aver fatto dei percorsi in tutte le direzioni, per poi tornare al punto di partenza. Una specie di "figliol prodigo" che, dopo aver abbandonato la casa del padre, alla fine torna "all'ovile" poiché si rende conto che il suo posto è il luogo da cui era partito!

Quando ero bambina avevo diverse sensazioni in merito alle persone, agli eventi, a quello che guardavo attraverso i miei occhi. Poi mi sono allontanata da queste sensazioni, per entrare nel "mondo degli altri", dove bisogna pensare in un certo modo, essere in un altro, ecc. Non ho mai sposato realmente la modalità delle apparenze, e di fatto sono sempre rimasta un po' "stravagante" agli occhi della gente (e della famiglia!) proprio per questo motivo... tuttavia una parte di me l'ha fatto ed è quella che, in un modo o nell'altro, ha giudicato la mia stessa essenza, perché era "diversa" da come il mondo si aspettava che fosse.

Oggi sono cosciente di questa essenza e ho scelto di "tornare" a lei, attraverso la maggior verità possibile. E mi accorgo che questo percorso è un ritorno alla "visione" di quando ero bambina, visione che mi faceva desiderare amore per ogni essere in terra e di costruire una vita piena di arte ed equilibrio.

Quando ero piccola, tuttavia, avevo bisogno dei genitori e degli altri, un bisogno che certamente mi metteva nella condizione di modellare i miei comportamenti per ottenere qualcosa in cambio. Era - come giusto è che sia! - un chiedere, un prendere, un cercare il genitore all'infuori di me. Avevo sì la "visione" ma non avevo la coscienza né la forza per credere che fosse vera, perché tutto intorno a me mi diceva che era semplicemente "sbagliata".

Più cerco la verità di quello che sono, e più torno bambina, torno a quella visione. Questa volta, tuttavia, senza cercare "genitori" esterni... perché la Forza è dentro, mai fuori. Torno a "casa", quindi, ma con la coscienza di farlo, apprezzando questa scelta, e toccando l'infinito racchiuso in ogni istante del viaggio.

L'esperienza è questo... è tornare bambini. Con la consapevolezza, però, che questo è uno stato magico davvero, l'unico che può nutrire il nostro potere creativo.

Paradossalmente, mi sembra l'unico modo di essere adulti.