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2 agosto 2019

La forza di volontà è un muscolo

Alcuni di noi sono convinti di avere poca forza di volontà, ma spesso non si rendono conto che semplicemente non hanno avuto modo di svilupparla. La forza di volontà, infatti, è un "muscolo energetico" e segue le stesse regole dell'allenamento con i muscoli fisici.

Ecco dunque alcuni consigli per sviluppare il muscolo della forza di volontà:

1. All'inizio parti con piccoli allenamenti, non stupirti se ti stanchi subito ma procedi in modo graduale. Qualunque sia il tuo obiettivo (fare sport, migliorare il tuo rapporto con il cibo, studiare una lingua, alzarti prima al mattino ecc.) i tuoi primi passi devono essere piccoli, fattibili e non stressanti in modo eccessivo. Hai cominciato ad allenarti da poco!

2. Dopo un uso del muscolo, c'è sempre bisogno di un momento di riposo, quindi concediti pause adeguate per poterti "ricaricare". Significa che non devi abusare delle tue energie ma rispettare i tuoi tempi e le tue possibilità.

3. Meglio un esercizio piccolo ma quotidiano, piuttosto che grandi sforzi improvvisi e occasionali. La differenza sui risultati in questo caso è evidente a tutti quando si va in palestra, ma non quando si tratta di applicarsi su altri obiettivi. Significa che devi avere gradualità, disciplina e ritmo: stabilisci un programma congruo con le tue possibilità del momento e portalo avanti, pian piano, giorno dopo giorno.

4. Ricordati che un muscolo non si tonifica subito ma solo dopo un po' di tempo, quindi abbi pazienza, persisti con fiducia e nel frattempo goditi serenamente i vari step dell'allenamento.

Buona "palestra" a tutti!

Camilla





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26 luglio 2019

Essere alleati di noi stessi

Si fa tanto un gran parlare di creazione della realtà, legge dell'attrazione, magnetismo personale, magia e così via... Argomenti molto interessanti e che meritano di essere approfonditi, ma che richiedono comunque un requisito: essere alleati di noi stessi.

Se da una parte il rapporto con le altre persone è fondamentale – al punto che la maggior parte delle patologie fisiche e psichiche, secondo me, hanno origine da disfunzioni relazionali –, dall'altra è parimenti essenziale prenderci la responsabilità di costruire un rapporto con noi stessi, che sia sano e saldo, un rapporto che niente e nessuno al mondo possa spezzare e mettere in dubbio, un rapporto che sia espressione dell'alleanza sancita con il nostro "io".

Avere un tale rapporto con noi stessi è ciò che fa la differenza quando abbiamo bisogno di trovare forza ed energia per superare gli ostacoli e tenere duro se il tempo lo richiede, diversamente rischiamo di deprimerci o buttare all'aria la nostra vita, perché siamo i primi a non darci sostegno.

Questo rapporto si costruisce prima di tutto ascoltando il nostro sentire profondo e rispettandolo, così come accade quando entriamo in relazione con un partner: lo accogliamo con attenzione e cerchiamo di rispettare ciò che è.

L'ascolto, la presenza e il rispetto della nostra autenticità ci danno le chiavi per prenderci cura di noi, così che possiamo fare scelte più opportune e difendere i nostri piani, il che significa anche non permettere alle persone disfunzionali di portarci via la serenità.

Un altro elemento importante per la costruzione di questo rapporto è saper accettare gli ostacoli e ciò che non va bene fuori e dentro di noi, cioè la capacità di restare morbidi e accoglienti, nella consapevolezza che l'esistenza fluisce tra alti e bassi e che noi siamo su un cammino che è sempre in trasformazione. Quello che conta non è controllare le cose, ma esserci, con noi stessi e con la vita.

Il mago, colui che crea, è sempre l'anima, il nostro vero Sé. Pure l'ego è capace di creare, ma in modo egoistico e, a lungo termine, gli effetti della sua creazione sono devastanti. Costruire un buon rapporto con noi stessi, essere nostri stessi alleati, implica costruire un rapporto con la nostra anima, con la nostra parte autentica, quella che non si sente né inferiore né superiore, ma sempre si adopera per portare avanti il piano più grande.

Tutto ha inizio dall'ascoltarci, dall'accogliere ciò che siamo, per giungere infine a riconoscere il potenziale e la grandezza che albergano in noi e che chiedono di essere incarnati, chiedono la nostra attenzione ed energia per diventare realtà manifesta.

Quando il rapporto con la nostra parte animica è saldo – in altre parole, quando non siamo in conflitto con la nostra dimensione interiore ma anzi ne siamo alleati e desiderosi di metterci al suo servizio – allora siamo pronti per diventare creatori consapevoli, per agire quella magia di cui il mondo ha bisogno, che è la capacità di materializzare una vita che sia espressione del buono, del bello e del vero.

Camilla







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12 luglio 2019

Inizia con un minuto

Ti è mai capitato di voler migliorare il tuo stile di vita, di voler introdurre nuove abitudini nella tua quotidianità – fare movimento fisico, mangiare meglio, praticare meditazione, leggere di più, diventare ordinato, studiare una lingua... – e ritrovarti, non molto tempo dopo, ad aver abbandonato ogni proposito, nonostante la motivazione iniziale, tornando inesorabilmente alle vecchie abitudini?

Se la risposta è sì, non ti preoccupare: hai semplicemente la stessa difficoltà che hanno tantissime persone nell'essere perseveranti, me stessa compresa... ed è per questo che oggi voglio condividere con te una strategia che mi ha aiutato a superare questo genere di situazioni (che spaziano dalla pigrizia alla mancanza di volontà, dal disamore di sé alla procrastinazione).

La strategia

In breve, si tratta di dedicarsi alla nuova abitudine scelta, ma solo per un minuto al giorno.

Dopo qualche tempo, quando sentirai che è facile per te impegnarti per quel minuto giornaliero, potrai aumentare la finestra temporale passando per esempio a tre minuti, poi a cinque, a dieci, e così via.

Fare qualcosa solo per un minuto potrebbe sembrare ridicolo, tant'è che la mente è subito pronta a commentare che "non serve a niente!". Ti invito, però, a essere più furbo della mente e a non sottovalutare il potere innescato dalle piccole azioni.

Molti anni fa mi approcciavo per la prima volta alla meditazione e ricordo come questa mi sembrasse difficile da praticare. Decisi allora di iniziare con un minuto soltanto. Poi, con il passare del tempo, incrementai spontaneamente la durata passando a 5 minuti e oltre, superando facilmente le mie resistenze (oggi addirittura ho il problema opposto: mi piace così tanto meditare che mi obbligo a interrompere la meditazione dopo 20/30 minuti, anche se non vorrei, per non creare sovraccarichi energetici).

L'obiettivo deve essere piccolo

Se l'obiettivo è molto piccolo e facilmente raggiungibile, possiamo realizzarlo senza stress e sentirci comunque soddisfatti per averlo fatto. Avere come obiettivo un minuto di meditazione non richiede un grande impegno: facciamo prima a farlo che a combattere con la procrastinazione del momento.

Questo vale per qualunque obiettivo. Forse quel minuto all'inizio non cambierà niente – cosa cambia con un minuto di meditazione? E con un minuto di ginnastica? Con un minuto in cui mangi cibo sano? Con un minuto in cui metti a posto delle cose in disordine? Con un minuto di lettura di un buon libro? – ma solo all'apparenza: avrà intaccato invece la nostra tendenza a fare tutto subito o a fare niente, a volere risultati immediati o a mollare ogni cosa, tra gratificazione immediata o perfezionismo latente.

Il serbatoio dell'energia di cambiamento

Quando facciamo quello che ci siamo proposti di fare, per quanto sia qualcosa di semplice o breve, cominciamo a sentirci fieri di noi e ad accrescere il serbatoio della nostra "energia di cambiamento". L'energia di cambiamento è quell'energia che serve a realizzare i cambiamenti. Finché tale serbatoio è vuoto o riempito poco, non riusciremo a produrre i cambiamenti desiderati o a mantenerli. Stabilire piccoli impegni da realizzare in un minuto o poco più aiuta a riempire questo serbatoio quando è a secco.

Più avanti, quando il serbatoio sarà più colmo, ci verrà naturale aumentare il nostro impegno; infatti, più disponiamo di energia di cambiamento e più possiamo usarla come carburante per i nostri progetti. Ma attenzione: appena dovesse ripresentarsi la stanchezza o la procrastinazione, significa che bisogna fare un passo indietro e ripartire da obiettivi più piccoli, perché è il segnale che il serbatoio ha cominciato a svuotarsi.

Sii pronto a fare un passo indietro

Quando l'obiettivo diventa troppo difficile o stressante rispetto alla nostra disponibilità energetica, tendiamo ad abbandonarlo e ne derivano inevitabilmente un senso di fallimento e frustrazione e, come se non bastasse, queste vibrazioni di bassa frequenza vanno a consumare ulteriormente il nostro serbatoio. È molto importante, quindi, essere pronti a fare un passo indietro, ad alleggerire gli impegni, a ripartire anche da un minuto soltanto, per darci modo di interrompere ogni perdita energetica e recuperare. Se stiamo portando avanti più progetti contemporaneamente, ma tendiamo a mollare, valutiamo di concentrarci solo su uno che sia prioritario; reintrodurremo gli altri quando sarà il momento opportuno.

Ogni obiettivo per essere realizzato ha bisogno di un certo deposito di energia. Il modo migliore di procedere è dividere l'obiettivo in tanti piccoli step che siano davvero accessibili quotidianamente, a partire dal primo giorno che ce ne facciamo carico.

Il tempo passa lo stesso

Non avrei mai pensato di trovare il tempo e l'energia di scrivere un libro (AAA cercasi guru disperatamente), eppure l'ho fatto: mi sono alzata un po' prima al mattino ogni giorno e, scrivendo una pagina alla volta (ma spesso anche molto meno) ho dedicato quel piccolo tempo mattutino, prima di andare in ufficio, al mio progetto editoriale. In passato avevo rimandato diverse volte l'impegno di mettermi a scrivere: aspettavo di avere più tempo e concentrazione, che però non arrivavano mai. Poi mi sono detta: "Il tempo passa lo stesso, tanto vale fare comunque piccoli passi ogni giorno". E così ho fatto. Certo, quando si scrive un libro non è ideale doversi interrompere dopo qualche minuto, eppure ce l'ho fatta: man mano che il mio libro prendeva vita, il serbatoio delle mie energie cresceva e mi sosteneva a sua volta nel realizzarlo.

Se anche tu vuoi scrivere un libro, ma ti senti completamente bloccato e rimandi il momento di sederti alla scrivania e prendere la penna in mano (o accendere il computer), ti consiglio di iniziare proprio da un minuto al giorno. Per esempio, puoi stabilire che domani mattina dedicherai un minuto del tuo tempo per riflettere sugli argomenti di cui vuoi parlare nel tuo libro, ovviamente qualcosa a grandi linee. Scaduto il minuto, continuerai la mattina successiva, e quella successiva ancora. Mattina dopo mattina, prenderai nota di qualche frase, magari ti verrà in mente anche il titolo che vuoi usare. Dopo un po' di giorni, avvertirai la voglia di trasformare quel minuto in qualcosa di più, magari in cinque minuti (ti consiglio di procedere sempre in modo graduale) e poi dieci, venti, ecc.

Programma con anticipo e sii regolare

Attenzione: è importante programmare con anticipo il tempo che impiegherai per i tuoi obiettivi. Non deciderlo a caso, ma stabiliscilo per esempio la sera prima, scrivendo sull'agenda tutti i dettagli. Quando ti sentirai pronto a fare di più, programmalo nella tua agenda per il giorno successivo. Un minuto programmato non è la stessa cosa di un minuto scelto sul momento: nel primo caso ti sei dato un piccolo obiettivo e l'hai raggiunto, nel secondo hai assecondato un impulso di passaggio. A questo punto immagino che avrai capito quale dei due casi ti aiuta a riempire il serbatoio della tua energia di cambiamento e quale invece no.

Anche quando mi sento piena di vitalità e voglio partire in quarta con nuove abitudini o nuovi obiettivi, l'esperienza mi ha insegnato che è molto più fruttuoso e saggio iniziare con piccoli passi e farli ogni giorno, o comunque con una certa regolarità: questo mi preserva dalle perdite improvvise di energia e mantiene colmo il mio serbatoio da cui attingere per le necessità del cammino.

Camilla






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30 giugno 2019

Non gettate le vostre perle davanti ai porci

"Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!". (Dal Vangelo secondo Matteo 7,6.12-14).

Ho riportato queste straordinarie parole di Gesù perché trascendono ogni luogo e ogni tempo, così come si addice a ogni maestro di alchimia, e racchiudono in pochi passi importanti insegnamenti spirituali. Vediamole più in dettaglio.

"Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi" è il monito a riconoscere ciò che ha valore e a collocarlo nel suo giusto posto.

Amore non è buttarsi via, sacrificio non è rinuncia. Amore è magnetismo e unione. Sacrificio è la capacità di educare parti di sé affinché si trasmutino in qualcosa di più elevato. Se diamo la nostra luce a persone o situazioni che la buttano via, violiamo l'ordine universale e rendiamo un cattivo servizio alla vita.

Dare "le perle ai porci" è sinonimo di mancanza di coscienza per se stessi e per gli altri. La persona cosciente e che agisce il giusto discernimento sa come impiegare le proprie energie senza sprecarle, sa come annaffiare ciò che può crescere, e darà agli altri ciò di cui hanno bisogno in relazione a quello che possono ricevere.

"Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti" cosa significa?

La grande vita universale nella quale siamo immersi – il cosmo intero – è governata da leggi che ne testimoniano l'intelligenza; si tratta di leggi divine, ben più grandi di quelle umane. In base a queste leggi, riceviamo solo quando doniamo, prendiamo solo quando lasciamo andare, siamo appoggiati solo quando appoggiamo. E non può essere diversamente in quanto, a livello sottile, tutti gli uomini sono parte di un'unica grande anima: quello che un uomo fa a un altro, nel bene e nel male, in realtà lo fa a una parte di se stesso, e prima o poi dovrà confrontarsi con il frutto delle sue azioni.

"Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!". Questo passaggio è stato interpretato nel corso dei secoli in diverse maniere, anche per giustificare giudizi moralistici... Per quanto mi riguarda, esso è semplicemente l'invito a scegliere ciò che è giusto rispetto a ciò che, sul momento, potrebbe sembrare più facile o più comodo.

Non sempre riusciamo a riconoscere ciò che è giusto, ma se restiamo aperti, lontano dal giudizio e dai preconcetti, e prestiamo attenzione alle reazioni della nostra interiorità, ci mettiamo senz'altro sulla strada per riconoscere e accogliere quei "sì" o "no" interiori che – quando uditi – non ci lasciano altra scelta che assecondarli.

Camilla






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2 giugno 2019

Affermazioni: i consigli di Hal Elrod

Il metodo delle affermazioni prevede di ripetere ogni giorno delle frasi in modo da aiutarsi a raggiungere i propri obiettivi.

Da sempre consiglio di formulare le affermazioni in modo che siano più concrete possibili e comunque tali che siano sentite "vere" dalla propria interiorità. Per questo motivo, ho molto apprezzato i suggerimenti "pratici" dati da Hal Elrod in merito alle affermazioni durante il bellissimo webinar che ha fatto con il Giardino dei Libri e che potete vedere per intero a questo link.

Hal Elrod è l'autore del libro The Miracle Morning in cui spiega un metodo che, in breve, consiste nel fare determinate routine ogni mattina (per creare un vero e proprio "mattino miracoloso" che ci aiuti a raggiungere la vita che desideriamo) e tra le quali troviamo proprio la ripetizione delle affermazioni. Avevo già parlato del Miracle Morning in questo post.




Ecco a seguire i consigli sulle affermazioni che Hal ha dato durante il suddetto webinar:

Le "affermazioni" possono essere difficili per due motivi:

1. Mentire a te stesso non funziona.
2. Il linguaggio passivo non produce risultati tangibili.

Spesso ci viene detto di ripetere a noi stessi qualcosa di positivo, anche se non rispecchia la realtà. Per esempio, se abbiamo problemi di soldi, potrebbero suggerirci di affermare "Sono benestante e ho molti soldi". Ma, se di fatto così non è, ciò potrebbe attivare una certa conflittualità nella nostra mente. Mentire a noi stessi non è mai una buona strategia – specifica Hal, – perché a prevalere sarà sempre la verità.

Anche il linguaggio che richiama uno stato passivo non va bene per le affermazioni. Per esempio, consideriamo l'affermazione: "Sono un magnete per i soldi e i soldi mi raggiungono perché io li attiro". Si tratta di una affermazione che ci induce a un atteggiamento passivo laddove, invece, per guadagnare dei soldi è necessario sforzarsi e a volte non poco.

Il problema di queste formulazioni è che portano solamente delusione e ci lasciano distaccati dalla realtà.

A questo punto Hal suggerisce quattro step per creare affermazioni davvero efficaci, capaci di generare risultati importanti.

Prendiamo carta e penna e scriviamo:

1. Cosa vogliamo raggiungere, per cosa ci impegniamo.

Non scrivere semplicemente cosa si vuole, ma quello per cui si ha l'intenzione di impegnarsi. Noi otteniamo non quello che desideriamo ma quello per cui ci diamo da fare.

2. Perché è davvero importante per noi raggiungere ciò per cui ci stiamo impegnando.

3. Quali azioni ci garantiranno di arrivare al successo.

4. Quando abbiamo intenzione di mettere in pratica tutto questo.

Le affermazioni ottenute in questa maniera ci mantengono collegati alla realtà e ci aiutano a rinforzare le azioni necessarie per raggiungere ciò che vogliamo.


Se, come me, usate il Bullet Journal, scrivete tutto questo in un'apposita sezione così da averla sempre a portata di mano. Potreste ripetere la procedura per ogni obiettivo che volete raggiungere (io ne ho almeno tre riguardanti il benessere psico-fisico, la ricerca spirituale e la realizzazione professionale).

Come accennato in apertura, le affermazioni sono parte del metodo "The Miracle Morning". Per approfondimenti, consiglio la lettura del libro The Miracle Morning di Hal Elrod.

Se vuoi saperne di più sugli argomenti di questo blog e sul mondo della spiritualità, ti consiglio la lettura del mio libro AAA cercasi guru disperatamente (Anima Edizioni).

Buona consapevolezza a tutti!

Camilla


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