09 febbraio 2012

Se hai un dono, coltivalo



Posso assecondare il fluire delle parole od oppormi.
Quando mi oppongo, esse tendono a marcire dentro di me e fomentano nevrosi e malattie.
Proprio così: quando metto da parte lo scrivere - a causa di tutti i "doveri" del quotidiano - tendo ad accartocciarmi su me stessa, lentamente, inesorabilmente.
Non c'è "buon mangiare" o stile di vita che tenga.
Se non libero le parole, tutto il resto perde di sostanza.
Spero di tornare a scrivere più spesso, quindi.

Credo che alcuni "doni" si comportino proprio in questo modo. Quando li ignori, essi si rivoltano contro di te. Sono come un vento che soffia forte in una precisa direzione: se la assecondi ne vieni sostenuto, se ti opponi ne deriva fatica e sofferenza. Un dono non accolto si trasforma facilmente in un ostacolo!

Se sei un sognatore, ad esempio, e non fai nascere e vivere le tue idee e fantasie, rischi che queste si trasformino in incubi e illusioni, facendoti perdere il senso della realtà.
Oppure, se in te c'è una ballerino che vuole prendere forma, e tu non l'ascolti, esso attaccherà il tuo corpo con fastidi e dolori. Perché un ballerino che non può danzare, non vuole neanche camminare...

E se le parole ti vengono a trovare in ogni momento della giornata, così come capita a me, e magari le ignori perché "non c'è mai tempo", allora porebbe accadare che non solo cominci a non trovare più le parole "giuste" con gli altri, ma anche con te stesso...
Sono solo esempi. Ma credo che tu sappia di cosa sto parlando.

Se hai un dono - e per dono non intendo necessariamente un'abilità "riconosciuta" dagli altri, quanto piuttosto un qualcosa che fai con facilità, che ti rende felice o che soddisfa il tuo "esistere" - allora hai il dovere di coltivarlo. Non solo perché questo potrebbe accrescere il tuo benessere, ma anche perché i nostri talenti sono sempre al servizio degli altri, e negandoli a noi stessi li neghiamo anche al percorso collettivo in cui ci ha inserito la vita.

Tutte le strade degli uomini si incrociano e interagiscono, nessuna è isolata.
Quando neghi un talento a te stesso, lo neghi anche agli altri.

24 gennaio 2012

109. Ventiquattr'ore senza giudizio



Il giorno che non scorgerò più alcun giudizio nelle parole dei miei famigliari, nello sguardo delle persone in strada, nelle chiacchiere in ufficio, alla radio o in tv... credo che sarà il giorno in cui sarà stata restaurata la pace sulla Terra. Ci scommetto senza indugio: 24 ore senza alcun impulso di giudizio nel mondo intorno a me potranno accadere solo quando il pianeta avrà restaurato un'era di armonia.

Giudicare è creare divisione. Divisione che a sua volta genera ulteriore giudizio. In un ciclo infinito di torbida e oscura energia che plasma in modo poco piacevole il piano fisico, emotivo e mentale. Avete notato, infatti, come ciò che si giudica (persone o cose) diventi più brutto, e viceversa come ciò che è amato cresca in bellezza e armonia?

18 gennaio 2012

108. Superare il lamento



La  lamentela è quanto di più dannoso possiamo fare a noi stessi e agli altri. Capire questo principio non sempre è facile, poiché la maggior parte della gente non ha coscienza di come l'energia che emette con parole e intenzioni condiziona la realtà.

07 gennaio 2012

107. Ben arrivati nel 2012

Finalmente siamo arrivati al fatidico 2012! Non c'è anno più famoso di questo, tanto è stato pubblicizzato negli ambienti spirituali, e negli ultimi tempi anche dalla cultura di massa, essendo associato alla fine del famoso calendario Maya.

22 novembre 2011

106. La felicità è una scelta... o no?


Per stare male e vivere i soliti conflitti ci vuole davvero poco. Basta non essere presenti a noi stessi. Basta mettere da parte ciò che ci ispira veramente. Basta che ci lasciamo andare ai soliti automatismi emotivi. Basta che qualcuno prema un pulsante (ci offende, ci giudica...) e che noi reagiamo come marionette.

Diciamolo: per quanto "doloroso", stare male è rassicurante: ci conferma che abbiamo tutto sotto controllo (perché conosciamo quel territorio), e magari ci sentiamo pure autorizzati a lamentarci.
Non sempre siamo così aperti a esplorare l'incauto territorio della felicità.
... E anche quando ci sentiamo pronti e vogliamo essere felici, a volte ciò non sembra sufficiente!

19 novembre 2011

105. Due è meglio che uno?

A causa di un'intrusione hacker, questo blog è stato sospeso per diversi giorni. Anzi, era stato proprio cancellato senza appello.
Quando, d'un tratto, è riapparso... grazie alla professionalità dei tecnici di Blogger.
Google aveva associato il mio account all'hacker e sembrava, invece, che non ci fosse uscita a questo problema.

Pazienza - mi sono detta. Devo imparare a lasciar andare le vecchie situazioni, e ad accettare tutto quello che accade.
E con spirito di rinnovata creatività, ho dunque aperto un nuovo blogger "Coscienza Evolvente":
http://coscienzaevolvente.blogspot.com

Coscienza Evolvente è stato impostato con le nuove visualizzazioni dinamiche di Blogger, che non consentono (perlomeno al momento) l'uso di gadget (aggiunta amici, link preferiti, ecc.) ma sono assai facili da far interagire con il contesto della rete, i cellulari e i social network.

Così, ora, mi ritrovo con due splendide creature (ogni "scarrafone" è bello a mamma sua) fra le mani, invece che una sola. Mi chiedo: due è meglio che uno?




31 ottobre 2011

104. Manipolazione emotiva


Un rapporto di manipolazione emotiva può esistere solo se tutte le persone coinvolte lo alimentano. La persona che "subisce" la manipolazione, infatti, spesso mantiene attivo il rapporto a sua volta, colpevolizzando se stessa per insicurezza oppure idealizzando l'altro, in quanto incapace di affrontare la realtà.

28 ottobre 2011

103. La vita stessa è il vostro maestro

La vita stessa è il vostro maestro.

Una mente intelligente è quella che è in costante apprendimento.

Libertà interiore piuttosto che meccanica efficenza.


25 ottobre 2011

102. Equilibrio nel corpo

Senza equilibrio nel corpo è difficile costruire non solo un percorso spirituale, ma probabilmente anche un qualunque stile di vita adeguato.

Occuparci del nostro corpo è importante. Non significa essere focalizzati su di esso, come accade quando il corpo diviene strumento per coscienze assenti a discapito di qualunque etica. Significa, piuttosto, prendecerne cura in modo fluido.

12 ottobre 2011

101. Il paradosso del cambiamento

"Come cambiare i semi di quello che siamo? ... Non possiamo! Possiamo solo accettarli e portarli con noi nelle vite che desideriamo creare... almeno credo!"

 A chi mi ha fatto questo domanda, rispondo con le seguenti parole.

In realtà c'è un unico modo per cambiare: accettare ogni aspetto di sé, e ogni emozione, al punto da non volerli cambiare. E' paradossale, ma paradossale è l'esistenza stessa, quindi non stupiamoci.

10 ottobre 2011

100. Il seme è la causa di se stesso

Le cause di quello che proviamo e di quello che avvertiamo, risiedono in quello che noi siamo oggi. Risiedono nel nostro presente, non nel passato. Se fosse vero il contrario, come generalmente si crede, non avremmo speranza di effettuare alcun cambiamento, perché potendo agire solo nel presente non ne ricaveremmo granché!

La mente "razionale" cerca sempre delle "cause" nel passato per "spiegare" il presente. I suoi pensieri tipici sono: "Se sono depresso o insoddisfatto, è perché nel mio passato è successo quel trauma"...

07 ottobre 2011

99. Grazie ai bambini, ce la faremo!

La scorsa settimana ho fatto una passeggiata in un grande parco. Ho notato uno splendido cavallo dentro un recinto, molto affettuoso con le persone di passaggio. Soprattutto, c'erano dei bambini che si avvicinavano all'animale: lo toccavano, gli davano ghiande da mangiare, e si stupivano per dettagli che un adulto faticherebbe non solo a trovare interessanti, ma anche solo a notare.

05 settembre 2011

98. Aiutati che Dio t'aiuta

 Quando, in una qualunque situazione, ci sentiamo sopraffatti dall'ansia e non sappiamo da dove cominciare, possiamo stilare una lista delle priorità, e poi scegliere quelle più urgenti da cui cominciare. Magari  fissando un certo arco temporale: giornaliero, settimanale, mensile...

Ovvio!?

30 agosto 2011

97. Dedicato a una donna (parte 1)

Disporre di una potenzialità non significa automaticamente che questa si manifesterà. Il seme di una rosa potrebbe finire in mezzo a un deserto e rimanere inespresso. Ci sono talenti che rimangono inattivi a causa di persone che non li coltivano. Ci sono realtà che rimangono invisibili perché non ci sono occhi per accoglierle. E ci sono donne che rimangono schiave di una dimensione che le soffoca, perché le radici del loro cuore non vengono nutrite.

La donna ha in sé potenzialità profonde e magnifiche, che spesso non trovano realizzazione se non in modo limitato. Come mai? E di quali potenzialità stiamo parlando?

10 agosto 2011

96. Sotto le stelle

Scrivo da una piccola località in provincia di Cagliari. Il sole deciso e potente ha riempito la mia giornata, e ora il fresco della sera, sotto la magnificenza del cielo stellato, mi nutre l'anima come niente altra cosa al mondo. E' tutto qui? Basta davvero un cielo d'estate per sentirsi così vivi, così presenti?

03 agosto 2011

95. Chi gode veramente, lo sa.

Il piacere ha la qualità di una morbida e totale pienezza. Ha la pienezza di una brioche al cioccolato presa il lunedì mattina. Ha la pienezza del tramonto in mezzo ai profumi di una terra selvatica. Ha la pienezza del sorriso di un'altra persona, quando il suo sguardo si riconosce nel nostro.

C'è chi pensa di provare piacere immenso perché fa esperienze sessuali frequenti, si stordisce in discoteca la notte o compra oggetti di lusso... e non si accorge che chi si sofferma a gustare il momento presente, magari scorgendo quel fiore sul vialetto della strada che prima non c'era, gode di più, eccome se gode di più.
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