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12 gennaio 2017

Ringraziare per il cibo

Quando ero bambina non era raro per me trovarmi a delle tavolate dove si faceva una preghiera e si ringraziava per il cibo in tavola. Oggi questo non accade più.

La maggior parte della gente ha perso l'abitudine di benedire e ringraziare per il cibo. Anzi, alcuni si lanciano sulle cibarie in tavola senza aspettare che siano seduti tutti gli amici e i parenti, inoltre spesso accendono la tv per "farsi compagnia" oppure continuano a chattare con il cellulare. Già tanto se si ricordano di masticare.

Essere disattenti con ciò che si mangia è il primo passo per espandere la disattenzione a tutto il resto, quindi anche alle idee e alle emozioni che si assorbono... Ciò che diventa parte di noi, che entra in noi, andrebbe vagliato attraverso la nostra amorevole presenza e accolto con gratitudine.

Per quanto mi riguarda, se c'è un'atmosfera agitata in cucina o se qualcuno ha acceso la televisione, mangio con difficoltà: il cibo mi risulta più pesante o indigesto, come se non fosse stato preparato in modo corretto. Invece, quando l'ambiente è sereno e accogliente, e soprattutto quando lo si ringrazia, il cibo stesso mi sembra più buono e digeribile.

Esprimo gratitudine verso gli ingredienti stessi già quando li tiro fuori dal frigo per cucinare. Poi, quando tutto è pronto, ringrazio e offro il mio pasto attraverso una preghiera. Si può offrirlo al Cielo, alle Guide celesti, a Dio, al Divino, al Cristo, a chiunque rappresenti per noi un principio di sacralità, anche alla Vita stessa.

La preghiera che uso non è niente di complicato, si tratta più che altro di poche parole accompagnate dal giusto intento! A seguire, ecco alcuni esempi che puoi adattare come meglio ritieni opportuno.
  • Grazie per questo cibo. Lo offro alla Vita con tutto il mio cuore.
  • Che siano benedetti tutti gli esseri grazie ai quali io posso nutrirmi, e che sia benedetto questo pasto, che porti salute e gioia al mio corpo e alla mia anima.
  • Ringrazio il Divino per il cibo che è sulla mia tavola e sulla tavola di tutti coloro che ne hanno bisogno.

... Buon appetito e grazie!






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7 gennaio 2017

Deviazioni

Ogni volta che "scegli" quello che non vuoi veramente crei una frattura nel tuo campo aurico, poiché tradisci te stesso.

Questa frattura ti fa perdere la capacità di mantenerti sintonizzato con la tua "linea di vita" principale, quella che corrisponde al tuo "io" più autentico. Allora vieni inevitabilmente spinto su una deviazione, su un'altra strada, perché non hai più la forza e l'energia per rimanere collegato con quella precedente.

Quante volte hai fatto scelte che veramente non sentivi tue? Quanto volte hai detto sì ma volevi dire no? Quante volte hai rinunciato a un tuo desiderio per assecondare l'approvazione degli altri? Tutte le volte che l'hai fatto, ti sei allontanato dalla strada che avresti percorso se invece avessi scelto te stesso. Ogni volta hai creato una deviazione che ti ha portato sempre più lontano, dentro un destino che non era veramente tuo.

Ma ogni destino, qualunque esso sia, ha le sue lotte, e quindi ti sei trovato ad affrontare degli ostacoli. Ostacoli che non hai mai veramente digerito perché sapevi, da qualche parte nel tuo profondo, che non erano gli ostacoli a cui aspirava il tuo cuore, ma quelli di un vita che non ti apparteneva. 

Cambiare direzione, puntare nuovamente a quella linea di vita dove dici sì a te stesso, dove le prove che affronti ti rendono più grande e non più misero, non solo è possibile ma forse è l'unica opportunità che hai per vivere un'esistenza piena di significato.

Occorre tuttavia grande determinazione e perseveranza, occorre che resti aggrappato con tutte le forze alla tua visione, perché le vecchie strade non ti lasceranno andare facilmente; ma se perseveri, se rimani fermo nel tuo intento, non riusciranno a fermarti.

In realtà, nessuna deviazione è sprecata per l'anima: tutto ha un senso, tutto è connesso. Durante le tue deviazioni hai comunque fatto esplorazioni e appreso lezioni importanti, e ora puoi portarle con te e trasmetterle attraverso ciò che sei.








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2 gennaio 2017

Quando sei pronto per qualcosa

Quando sei pronto per qualcosa –  non importa se sei d’accordo o meno, non importa se ciò coincide con i tuoi piani o i piani degli altri – e non ti prendi quel qualcosa, non lo fai diventare il tuo scopo, allora volti le spalle a te stesso, al posto che ti compete, al fremito dell'anima.

Sai che la tua vita dovrebbe essere su un altro binario, sai che hai le competenze per nuove sfide, sai che sei capace di responsabilità più grandi... Allora perché non passi all'azione?

Molte delle disarmonie e delle illusioni derivano dal fatto che le persone rinunciano al ruolo che davvero compete loro; assecondano scuse, paure, calcoli, nevrosi. Scelgono gli ostacoli minori per avere la certezza di superarli, invece di affrontare quelli che realmente corrispondono alla loro forza, finendo col diventare deboli, col perdere la propria luce.

Più grave del non sapere per cosa sei pronto è saperlo, ma rinunciarvi. Significa rinunciare a quello che sei venuto a servire, quello per cui la vita ha avuto bisogno che tu nascessi.





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28 dicembre 2016

Per il nuovo anno ti auguro di...

Eccomi all'ultimo post del 2016, miei cari! Inevitabile, per me, riflettere sul nuovo anno e su quello che verrà. Amo il presente che ho, ma amo ancora di più l'idea di andare oltre, di raggiungere nuove sponde... Ben vengano, dunque, tutti i progetti, le strategie, le speranze e il coraggio di seguire il mio cuore, che sa sempre dove condurmi.

Da bambina pensavo che fosse ovvio guardare al domani sognando di progettare grandi cose, ma crescendo ho dovuto presto ricredermi. Con mio continuo sconcerto, infatti, noto che molte persone spesso si adagiano nella vita che hanno, anche se non è proprio quella che desiderano. Si adagiano perché hanno smesso di desiderare, di sognare, di fare progetti, di credere che sia possibile cambiare.

Capisci subito quando una persona ha smesso di desiderare – cioè di credere che potrà raggiungere quello a cui aspira – dal suo sguardo spento, dall'importanza che dà alle cose che non contano, e dal fatto che sai esattamente come risponderà alla tua prossima domanda.

Quando una persona smette di desiderare, perde il suo futuro e con esso la sua umanità. Diventa uno zombie. Gli zombie non hanno mai un futuro. Parlo di un futuro non inteso come certezza, ma come quella dimensione che ti chiama, quella dimensione dove sei più "grande" rispetto a come sei oggi, e dove in un certo senso la tua anima abita già.

Per il nuovo anno ti auguro di desiderare. Ti auguro speranza, obiettivi, mistero, scopo, visione. Ti auguro il futuro che meriti davvero.

Camilla







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22 dicembre 2016

La visualizzazione dei passi intermedi

Per centrare un obiettivo, bisogna prima vederlo. Ecco perché, per la Legge dell'Attrazione, è importante visualizzare il risultato che si vuole raggiungere. In questo ambito, tuttavia, c'è chi consiglia di visualizzare solo l'obiettivo, e chi consiglia di visualizzare anche tutti i passi intermedi per raggiungerlo. Chi ha ragione?

°*§*°

Visualizzare la vita o il risultato che vorresti vivere, senza immaginare i passi intermedi, è un modo di lasciar fare all'universo, di non preoccuparti del "come". Lasci andare il controllo e ti apri alla fiducia. Teoricamente. Ma in pratica? Dipende.

Se tutte le parti di te hanno piena fiducia nel fatto che l'universo ti porterà proprio in quella vita che stai visualizzando, continua così e non ti preoccupare dei dettagli.

Diversamente, se una qualunque voce dentro di te non è convinta dell'obiettivo o peggio ancora pensa che si tratti di qualcosa di impossibile, rischi di creare ulteriori resistenze interne, spesso inconsce.

Un'amica mi dice spesso: "Adoro immergermi nella visualizzazione della vita che desidero, ma poi devo tornare alla dura realtà di tutti giorni, che stress!". Parlando con lei, capisco che non crede davvero di poter raggiungere quello che visualizza, alternando momenti di rassegnazione a momenti in cui spera che qualcosa di magico possa cambiare ogni cosa, però si sente giustificata nel "perdersi" in quel mondo immaginato perché i guru della Legge dell'Attrazione consigliano di visualizzare il più possibile.

Ho imparato che se una visualizzazione non ti lascia nella convinzione e nella percezione che stai realmente andando nella direzione dei tuoi sogni, è una visualizzazione che non serve a molto. Allora non stai visualizzando. Stai fantasticando. Con il rischio di aumentare il divario fra la realtà che desideri e quella in cui ti trovi.

°*§*°

Chiarisco subito che la visualizzazione è uno strumento che aiuta la mente e il cuore a sintonizzarsi con l'obiettivo scelto, e non una bacchetta magica che prima o poi farà apparire la casa dei sogni o quella macchina sportiva da 300mila euro.

Non a caso, ho usato la parola "obiettivo". Un obiettivo non è semplicemente una vita che vorresti vivere, ma è qualcosa di raggiungibile attraverso tutta una serie di processi, di passi e di possibilità. Quando vuoi raggiungere qualcosa, devi sempre trasformarlo in un obiettivo.

Per aiutarti a restare focalizzato sull'obiettivo e disporre di tutti i supporti possibili, è importante che tutte le parti di te siano concordi nel raggiungerlo e credano di poterlo fare, anche quelle parti scettiche e che fanno i conti con il momento presente. E noi vogliamo ottenere questo risultato anche e soprattutto con la visualizzazione.

Rifletti: se nel tuo momento presente lo scenario è molto diverso rispetto a quello da te visualizzato, una volta tornato con i piedi nel presente rischi di non credere tu stesso al tuo obiettivo, rischiando di sminuirlo e boicottarlo.

Ecco quindi la prima regola: Fai in modo che la tua visualizzazione convinca ogni parte di te, anche quelle scettiche e che fanno resistenza.

*°§°*

A questo punto ci viene in aiuto la visualizzazione dei passi intermedi, ovvero il visualizzare "come" raggiungere un obiettivo.

Per esempio, se sei grasso e flaccido, non comincerai vedendoti subito super tonico, con trenta chili di meno e con il sedere o i pettorali in acciaio... ma partirai con visualizzare il passo successivo: quello dove hai perso due chili e ti senti più in forma perché hai fatto qualche settimana di corsa.

Poi visualizzerai il passo successivo: quello dove mangi serenamente il giusto senza abbuffarti e continui a perdere altri due chili. Poi quello successivo ancora, dove raggiungi una taglia più piccola dei pantaloni e qualcuno ti fa i complimenti perché si vede che sei più in linea. E così via, arrivando infine a visualizzare il risultato finale, ma solo dopo aver percorso tutti gli step intermedi.

Questo non significa che le cose andranno esattamente come le hai visualizzate: devi sempre rimanere aperto e fiducioso in tutte le possibilità man mano che procedi lungo il percorso, mettendo in conto di poter correggere la rotta o sfruttare nuove idee in base a quello che incontrerai. Significa, però, che la tua mente non troverà "ridicolo" o impossibile se ti immagini il tuo prossimo passo, poi quello successivo e quello successivo ancora, a piccola distanza l'uno dall'altro.

In questo modo tieni molto più facilmente a bada tutte le credenze negative e quelle voci interne che lottano contro il tuo sogno ("Chi credi di essere?", "È impossibile", "Rimanda a domani, che tanto la strada è lunga"...) , e allo stesso tempo sviluppi sempre di più un'autentica fiducia di poter raggiungere la tua meta.

Per non parlare del fatto che, avendo ben chiari quali sono i piccoli passi intermedi, riuscirai a individuarli, a raggiungerli e a ricavarne motivazione molto più facilmente: toccare con mano i risultati è molto più convincente di qualunque visualizzazione.

*°§°*

Dal punto di vista metafisico,  affermiamo che la vita che vuoi raggiungere o l'obiettivo che vuoi realizzare si trova su un'altra "linea di vita" rispetto a quella attuale, ciò significa che tra le due linee di vita c'è una certa distanza in termini di frequenza e di energia.

È molto più facile portarsi su una linea di vita vicina a quella attuale, che cioè differisce solo per pochi elementi, rispetto a una completamente diversa, che richiede un potenziale di energia molto più grande.

La linea di vita più vicina a quella attuale è quella dove hai perso un chilo, hai diminuito le medicine, hai creato meno debiti, e così via. È quella del tuo prossimo passo. Una volta raggiunta, ti muoverai allora verso un'altra linea di vita poco più in là, dove avrai perso un altro chilo, dimezzato le medicine, ridotto ulteriormente i debiti, e così via. Fino a quando ci sarà poca distanza con quella linea di vita dove sei magro, in salute e con i soldi.

Visualizzare il processo di attraversamento di tutte queste linee di vita, cominciando dal tuo prossimo passo e arrivando fino all'obiettivo finale, ti aiuta a mantenerti sintonizzato con la direzione.

*°§°*

A questo punto veniamo alla seconda regola del visualizzare, che è una conseguenza diretta della prima: Visualizza sempre i tuoi prossimi passi, partendo da quello a te più vicino, quello che puoi raggiungere senza un eccessivo dispendio di tempo e di energia, arrivando poi a quello finale

Come già accennato, la visualizzazione dei passi intermedi non annulla la visualizzazione dell'obiettivo finale, ma semplicemente lo inserisce in un processo fatto di step tutti collegati fra loro.

Per esempio, se vuoi scrivere un libro e puntare a diventare uno scrittore di successo, la visualizzazione migliore per aiutarti in questo processo consisterà di più fasi, dove vedi te stesso mentre: 1) scrivi ed editi facilmente il libro; 2) firmi un contratto con la casa editrice; 3) fai la tua prima presentazione; 4) il tuo libro riceve ottime recensioni e scala la classifica; 5) vieni invitato in tv; 6) diventi ufficialmente l'autore di un best-seller...

Questo tipo di visualizzazione ti aiuterà molto di più rispetto al visualizzare solamente te stesso come autore di best-seller. Chiaro che poi, ad aiutarti maggiormente, sarà soprattutto la tua reale capacità di scrivere libri, ma forse questa è un'altra storia.

 Buona visualizzazione!



Camilla


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