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Problemi e soluzioni

Ogni volta che c'è un problema bisogna adoperarsi per rimuoverlo, giusto?

... No! Sbagliato! Pensare che la "soluzione" sia nel rimuovere il problema, non è affatto scontato. E' solo il punto di vista di un certo tipo di mentalità che tratta la vita a compartimenti stagni, come se le cose e gli eventi non fossero collegati fra loro. Ecco allora che il problema è sentito come un "ostacolo" e quindi come qualcosa da rimuovere nel più breve tempo possibile. Il che potrebbe avere anche un suo senso, in fondo, se non fosse che la maggior parte delle volte il problema non è quello che appare come tale. E come puoi cercare la soluzione se non vedi il vero problema?

Un uomo disse a un amico: "Litigo di continuo con mia moglie e durante gli scoppi di rabbia mi lancia dei coltelli".
E' terribile" commentò l'amico. E aggiunse: "Hai provato a risolvere il problema?".
"Certo che ci ho provato" rispose l'uomo. "Ma non ha funzionato".
"Cosa hai fatto?" chiese l'amico.
"Ho fatto sparire tutti i coltelli da casa. Ma ora mi arrivano addosso le forchette"...

Il problema è la malattia che ti sta turbando? Il caratteraccio dell'altra persona? L'incidente che fa perdere tempo e denaro? Il problema è Dio, il diavolo, la sfiga?

... No! Il problema sei tu!  Sì, sei proprio tu. Semplicemente perché tu sei il centro magnetico della tua esistenza, il che significa che la tua vita gravita intorno a te, e che anche i problemi che ti turbano esistono solo quando e dove esisti tu!

A questo punto ti consiglio di cambiare subito la vecchia "mentalità" perché se dovessi applicare su te stesso il tuo metodo per risolvere problemi (cioè quello di rimuoverli), finiresti col dover rimuovere te stesso, visto che sei tu il problema...

Con altre parole, si potrebbe dire che siamo noi ad "attirarci" quello che ci capita nella vita, attraverso le azioni e le emozioni che seminiamo. Tuttavia bisognerebbe aprire una parentesi enorme sulla parola "attirare" perché è un concetto che non si può spiegare: si può solo darne un'idea. La mente non capirebbe poiché ella non vede il quadro ma solo dei pezzi scollegati fra loro. La mente, ad esempio, chiederebbe subito: "Come la mettiamo se sono nato povero e malato? Quando avrei attirato tutto questo?"...
No, non risponderò che c'è di mezzo il karma (individuale o collettivo), quello che si è fatto in altri piani di esistenza o che ci sono intenti che conosce solo l'anima... tanto per fare degli esempi (e potrei farne davvero in abbondanza). Questo non è il punto.
Il punto è che di mezzo ci sei solo "tu", c'è quello che sei. Che sei ora.

Ora è ora. Domande sul passato o sul futuro non hanno senso. Quello che sei ora è il centro attorno a cui gravita il tuo passato e il tuo futuro.
Non c'è niente da spiegare: c'è solo da essere!

La cosa interessante nell'essere è che è verificabile e sperimentabile. quindi, se ti metti in testa di vederne gli effetti (invece di cercare di spiegarli), puoi farlo!
Quando lavori sulla tua coscienza, il mondo esterno risponde coerentemente. Se impari a essere più nella fiducia, là fuori qualcosa si muove per confermarlo. Se impari a essere più nell'amore, ancora nuove realtà appaiono nella tua vita per confermarlo. A volte non senza "prove di passaggio", ma comunque qualcosa accade, accade una trasformazione, una risposta. E a un certo punto ti accorgi che anche il futuro si modella in modo nuovo, in modo coerente con questa nuova vibrazione del tuo essere, e che e altrettanto fa il passato.

Non perdere più tempo! Occupati di essere!
Se esistono "soluzioni" ai tuoi problemi, queste sono sempre in funzione di ciò che sei!

Se sei un martello, vedrai ogni cosa come un chiodo da battere e, se dovessi incontrare un leva-chiodi, lo useresti comunque a mo' di martello. E magari ti lamenteresti che ci sono sempre più chiodi conficcati ovunque. Ma se ti trasformi e ti concedi di essere qualcosa di più di un martello, puoi prendere in considerazione di levare via i chiodi, invece di spingerli e basta. Intendi?

Il mondo abbonda di strumenti, ma per usarli davvero occorre che tu prenda la responsabilità di essere colui che "è", colui che usa gli strumenti che incontra.
Ecco allora che un "problema" si rivela essere uno strumento per diventare qualcosa di più grande: non va "rimosso" ma semmai "usato" per fare un passo avanti sul percorso di ciò che si è.

Sto dicendo che la "soluzione" arriva attraverso ciò che sei, esattamente come è arrivato il "problema".
La buona notizia, insomma, è che tu sei il il problema ma sei anche la soluzione!

La cattiva notizia, invece, è che non ci credi fino in fondo, non credi di essere tu il problema né di essere tu la soluzione. Dentro di te c'è quella vocina (installata ad arte) che ti fa mettere alla ricerca della "soluzione anti-problema", della pomata anti-sintomo, del principe azzurro anti-vuoto-interiore, dell'alieno salva-umanità... Ma è sempre la stessa mentalità del passato, sempre lo stesso dormire!

Ci vuole pazienza, anche con te stesso... Concediti di pensare che la vita è al servizio del tuo intento profondo, che la vita ti sta "sfidando" e ti manda "problemi" non per sfiga, ma perché vuole che tu incontri il tuo cuore. La tua vita sa di cosa è capace il tuo cuore, sei solo tu a non saperlo ancora. E continuerai a non saperlo se ti "perdi" appresso a soluzioni fast-food e a sintomatici tamponi anti-ansia, come se tutto accadesse indipendentemente da te.

Non fraintendermi. Dei problemi bisogna "occuparsi" con intelligenza. Il buon senso non va mai buttato nel cesso. L'importante è tenere presente che si tratta di "strumenti" e non di "problemi da rimuovere".









Commenti

Joker ha detto…
Tutto giusto ma... il lupo che c'entra? @_@
Comunque è bellissimo e ci sta bene lo stesso :)

Purtroppo è proprio come dici...

Sono stressato e depresso? Prendo anti-depressivi, anziché togliere la causa dello stress.

Sono grasso/grassa. Invece di pensare a come mi nutro, faccio diete assurde e palestra, ma poi non faccio un metro senza auto e non uso l'ascensore.

La politica è marcia, ma io sto a casa seduto sul divano, tanto non cambia niente.

A tutto ciò rispondo

We have the power.

E' sempre un grande piacere leggerti! Apri il cuore e la mente!
Un abbraccio
Stefano S. ha detto…
Sarebbe effettivamente carino se fosse come scrivi, Camilla, ma secondo me e' una visione un po' "naive" delle cose.

Mi spiego: se e' vero che l'impegno e un'attitudine corretta sono necessari per risolvere i problemi, e' vero anche che non sempre e' sufficiente.

Per quotare Joker appena qui sopra:
"La politica è marcia, ma io sto a casa seduto sul divano, tanto non cambia niente."

Sai la novita? Ti conviene, in effetti.
Perche' funziona cosi':
- tu fai il tuo dovere civico e vai a votare per cambiare le cose
- dall'altra parte, qualche politico compra tot mila voti (succede, e' la realta' delle cose)

E a questo punto il tuo voto non conta praticamente piu' niente, e hai solo perso tempo.
Il controargomento ovvio, naturalmente, e' che "eh, ma se lo facessero tutti...", ma e interessante e ci fa tornare in topic.
Se a "tutti" non interessa risolvere questo problema, o se non lo vedono come un problema (o come un problema risolubile, almeno), puoi metterci volonta' quanta vuoi, puoi anche tentare di convincere gli altri con tutto il tempo e l'impegno di cui sei capace ma il problema resta comunque li'. Se gli altri vogliono non essere convinti, non sarai tu a riuscire a farlo.

Perche' il tuo problema, a questo punto, e' convincerli; il loro problema, e' riuscire a non farsi convincere da te. Tu hai la tua volonta', ma anche loro hanno la loro.
A questo punto, per qualcuno (non importa se tu o loro - nel contesto, qualcuno DEVE cedere, non e' possibile votare e contemporaneamente non votare), e' evidente che "essere" o "impegnarsi a fondo" non e' stato abbastanza.

E' piu' corretto, secondo me, dire che siamo la soluzione se e quando siamo anche il problema.
Ma dire che siamo anche, sempre, il problema, beh... questo mi sembra decisamente eccessivo.
Camilla Ripani ha detto…
Il lupo?
...
Quando ci si avvicina agli ostacoli, alle vie celate dietro ogni ombra, ci vuole sempre la guida di una creatura che con la notte abbia un rapporto di alleanza, e con le energie della forza un legame indissolubile... ;)
Camilla Ripani ha detto…
Ciao Stefano, tu parli di "volontà" per risolvere i problemi. Ingrediente molto utile, ma non sempre sufficiente, in questo hai ragione. Infatti per risolvere "davvero" i problemi bisogna agire sull'ingrediente "coscienza".

Lo so che è un po' difficile da mandar giù immaginare che sia la coscienza a muovere le cose, e non le cose a influire sulla coscienza.
Ma non c'è bisogno di partire pensando subito che il mondo lo creiamo in toto noi; si può partire da un ambito più ristretto, agendo appunto sul nostro mondo più piccolo, quello che possiamo "modificare", come la qualità di una relazione, i risultati di un impegno ecc. L'importante, però, è non fermarsi in questa "espansione", ma concedersi di esplorare sempre un po' più in là di quello che appare.

Attenzione, inoltre, a definire ciò che chiamo "problema"... Un guidatore ubriaco mi viene addosso e mi rovina la macchina e mi manda in ospedale. Certo questo problema non l'ho "causato" io... Però, esiste anche un altro punto di vista, che è quello della coscienza: Se io mi ritrovo a "contatto" con un problema, significa che lì c'è qualcosa che mi "riguarda".

Siamo quindi "oltre" il concetto di "causa" o di "colpa": intendi?
A questo punto la sfida diventa quella di andare oltre il "è colpa tua" ma aprirsi a domande più interessanti, come ad esempio "Quale crescita mi sta indicando questo 'problema'?"

Ma questa è una domanda che puoi farti, e alla quale puoi rispondere, solo se ti prendi la responsabilità del fatto che tutto quello che ti capita non avviene per caso o per colpa degli altri, ma ha a che fare, in qualche misterioso e affascinate modo, proprio con te.

E non c'è nulla da "credere", c'è solo da sperimentare un po' e vedere cosa accade nella propria vita quando ci si orienta in questo modo :)

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