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98. Aiutati che Dio t'aiuta

 Quando, in una qualunque situazione, ci sentiamo sopraffatti dall'ansia e non sappiamo da dove cominciare, possiamo stilare una lista delle priorità, e poi scegliere quelle più urgenti da cui cominciare. Magari  fissando un certo arco temporale: giornaliero, settimanale, mensile...

Ovvio!?

... Forse non abbiamo mai visto una persona in preda all'ansia e alle crisi: quando l'ombra prende il sopravvento, anche l'ovvietà non è più così ovvia.

Ricapitolando:
1. Fare una lista, cercando di inserire tutte le priorità da svolgere.
2. Scegliere, dopo aver riflettuto, su quale sia la priorità veramente più urgente.
3. Adoperarsi per sistemare la priorità scelta, e possibilmente che sia una soltanto. Alle altre ci penseremo dopo aver sistemato quella in corso.
4. Ogni giorno, alla stessa ora, controllare la lista per eventuali aggiornamenti.

L'ovvietà in questo processo non è poi neanche tanto manifesta. Dobbiamo ricordarci, infatti, che ansia e sconforto si nutrono della nostra frustrazione e del nostro immobilismo. Ciò significa che, quando cominciamo a sentirci ansiosi, esse si "attivano" tutte belle e arzille (... loro, non noi!) e fanno di tutto per portarci ancor più dentro questa "frequenza". Non c'è nulla di male, niente e nessuno da condannare. C'è solo da sapere che queste "forme emotivo-mentali" cercano un po' di pappa perché affamate, come ogni altra creatura in questo universo.

Se diamo ascolto solo a quelle "voci", finiamo col pensare (credendo che sia un nostro pensiero) che è inutile darsi da fare per sistemare qualunque cosa, e alla fine ci ritroviamo ancora più demotivati e depressi (e quindi ancora più "papabili" per questo tipo di energie).

In quella condizione continuiamo a credere che mettere a posto un cassetto sia solo mettere a posto un cassetto, e non un rito che fa appello alle nostre risorse interiori, all'equilibrio e all'armonia. Oppure, che stilare una lista e adoperarsi per le priorità sia solo stilare una lista e adoperarsi per le priorità, e non un meccanismo per passare da uno stato all'altro.

"Aiutati che Dio ti aiuta" si dice, infatti. Una buona frase da scrivere sopra al frigo, o su un foglio appiccicato allo specchio del bagno.

... O crediamo ancora al fatto che più stiamo male e più aumentano le possibilità che qualcuno venga ad aiutarci?!







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