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Anime compagne

Siamo simili, siamo diversi, ma le nostre anime sono come magneti e, spinte dalla vita, sono destinate a toccarsi. Non importa se siamo pochi fra tanti, soli e lontani: ciò che ci accomuna trascende ogni distanza. Il destino spinge affinché lo scegliamo. Dobbiamo cedere, non ai luoghi comuni che deviano dal sentire, ma alla fiamma che abbiamo dentro. Ovunque possiamo attingere alla risonanza di noi, riconoscerci, stupirci, ritrovarci nel tempo che deve ancora accadere. Ovunque possiamo scegliere. Scegliere di essere alleati. Allora gli alleati sceglieranno noi.

Cos'è che non ho capito?

Se la malattia e gli ostacoli portano un insegnamento, cos'è che non ho capito , visto che il problema non passa? Troppe volte ho sentito pronunciare questa frase da amici e conoscenti, spesso impegnati su un percorso spirituale e di guarigione, i quali si struggono per trovare una risposta. Come sappiamo, la risposta arriva solo se la domanda è fatta in modo corretto . Se non si ottiene risposta ai propri interrogativi, se le domande che ci si fa sono sempre le stesse, ma nulla cambia, allora è il caso di riformulare i propri quesiti. La domanda con cui ho aperto questo post ( Cos'è che non ho ancora capito? ) nasce da un assetto mentale particolare: esso dà per scontato che, per guarire, occorra "capire" il significato della malattia  o più in generale capire il messaggio degli ostacoli. Ma siamo sicuri che funzioni proprio così? Siamo sicuri che il punto sia "capire"? L'inghippo è proprio qui, è nel credere che "capire" equivalga ...

Fregare la fregatura

La realtà ha molte facce.  Ma noi ci accorgiamo solo di quelle che abbiamo già deciso essere reali.  Qui sta la fregatura: il programma interiore seleziona le frequenze da riconoscere o meno, mentre tu credi che sia tutto oggettivo.  Tuttavia puoi fregare la fregatura, mandare in corto il circuito dell'illusione. Come? In che modo?  Accendendo i neuroni del cuore.  Tu fallo. Fallo e basta. L'interruttore è dentro di te: devi solo attivarlo. E, una volta attivato, non potranno più usare la tua mente per tenerti lontano dalla verità.

Inzupparsi

La tua frustrazione (come ogni altra emozione negativa) è cibo saporito per diverse persone ed entità collettive. Quando hanno fame premono qualche bottone qui e là... et voilà, gli fornisci la pappa. Come fare? Innanzitutto smetti di sprecare energia cercando di confrontarti con cose e persone che non sono funzionali per il tuo percorso. In altre parole: lascia che sia. Ottimo, a tal fine, il potente mantra esoterico "Vaffa...!", "Vai al diavolo!", "Ciao ciao, io cambio strada!". Poi non esitare: scegli di co-vibrare con i tuoi sogni, con il tuo percorso autentico, con ciò che ti fa stare bene. Insomma, inzuppati con pensieri, parole e azioni di tutto ciò che piace all'anima, che ti ispira, che ti porta più avanti. Inzupparsi significa inzupparsi davvero: studiare, alimentare l'intento, passare all'azione, sfruttare ogni possibilità per annaffiare i semi... al punto da non aver più spazio nella mente e nel proprio tempo/energia per discu...

Fatti un favore

Usare le proprie credenze per giustificare certe esperienze. E usare le proprie esperienze per giustificare certe credenze. Credenze che giustificano esperienze che giustificano credenze che giustificano esperienze che giustificano credenze... Taglia corto e fatti un favore: apri la tua mente a ciò che non rientra nelle tue credenze e scegli di fare esperienza di ciò che ancora non conosci. La vita potrebbe stupirti. Camilla

Frustrazione

Accorgersi di come la gente risponda non perché quel pensiero l'abbia formulato autonomamente, ma perché innescato da un programma interno. Vi è mai capitato? E provare la frustrazione del far finta di niente, di non sapere, di credere alla favola che uno il pensiero l'abbia formulato in libertà, e non per aderenza a schemi interiori preconfezionati.  Ho smesso da tempo di provare a far notare il meccanismo, anche indirettamente: o uno ci arriva da solo o non serve a niente, perché colui che "crede" di pensare spesso è il primo a difendere la propria mente come se si trattasse della propria vita...  Certo, puoi spargere qualche seme, un sorriso ironico, un gesto inusuale che i programmi non sanno prevedere... Qualcuno ogni tanto lo raccoglie e comincia a interrogarsi. Ma è una sua scelta, un suo accorgersi.  Non credere ai tuoi pensieri. E soprattutto non credere che sia tu ad averli formulati. Nella migliore delle ipotesi è il cervello che li schematizza in b...

Il passo successivo

Quando raggiungiamo un certo stato evolutivo, spesso non abbiamo più bisogno di ciò che ci ha portato fino a quel punto... ma che, di fatto, era necessario per raggiungerlo! L'errore che molti fanno sul cammino spirituale è privarsi di determinate esperienze (dal sesso al cibo, per esempio) per imitare i santi e gli illuminati, confondendo così gli effetti con la causa. Bisogna permettersi di vivere le esperienze del proprio percorso in pieno, invece di privarsene o addirittura deviare su cammini estranei all'anima e al corpo, se si vuole alimentare lo sviluppo di sé. In poche parole, fidatevi di quello che siete adesso, non condannatelo ma portatelo a compimento, perché è ciò che vi condurrà al passo successivo.





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