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5 febbraio 2017

Vuoi avere successo? Fai quello che... non ti piace!

"Fai quello che ami e il successo verrà di conseguenza!" Sempre più spesso, negli ambienti di crescita personale o della spiritualità, sento questo consiglio... ma funziona proprio così? Io non credo!

Fare quello che ami, infatti, potrebbe essere la più subdola delle trappole, bisogna allora che tu abbia le idee chiare per evitare di caderci dentro come una pera cotta.

Personalmente, ho fatto esperienza di grandi crescite solo quando mi sono buttata a capofitto nel fare proprio quello che non volevo fare, ma che in un certo senso andava fatto.

Vuoi dei risultati concreti? Vuoi fare un passo avanti? Allora fai quello che normalmente la gente non sarebbe disposta a fare: vai incontro al dolore, alla sofferenza, all'attrito! Solo in questa maniera puoi andare veramente avanti.

Sì, lo so, la gente è frustrata perché vive una vita che non ama, fa un lavoro che detesta, e tante altre cose, che è costretta a subire per motivi economici e di altro tipo. E magari in mezzo a quella gente ci sei pure tu, che ora sei stanco di tutta questa sofferenza gratuita e hai capito che forse dovevi dare più attenzione ai tuoi sogni e a tutto ciò che autenticamente ti rispecchia, e certamente non hai voglia di sentirti dire "Fai quello che non ti piace!"

Bada bene, in genere la gente non "fa" mai quello che non le piace. O meglio, non lo fa volontariamente! La gente "fa" solo quello che ha voglia di fare, e quando fa quello che non ama fare è perché si trova costretta... il che equivale a non farlo, almeno dal punto di vista energetico!

Vivere con qualcuno di sgradevole, accettare un lavoro sottopagato, prendere quello che la vita ci presenta senza reagire più di tanto, è quello che accade ai più, in conseguenza del fatto che hanno sempre cercato di fare quello che amavano ed evitato ogni altro tipo di fatica. Il sacrificio e la sofferenza non sono stati da loro scelti intenzionalmente, bensì si sono trovati ad affrontarli costretti dalle circostanze, in altre parole li hanno subiti.

La sofferenza di cui ti sto parlando, invece, è quella che scegli intenzionalmente. Quando scegli di proposito di fare quello che non ami fare, è perché stai puntando a diventare più grande di quello che sei oggi: allora ti alzi presto al mattino, ti metti a dieta, studi nel tempo libero, rinunci alla gratificazione immediata, costruisci il tuo prossimo passo anche se non sei sicuro del risultato, e così via... In altre parole, fai tutto quello che normalmente la gente non fa: vai incontro alla sofferenza e ci vai spontaneamente!

Quindi, sì, te lo ridico: se vuoi avere successo, fai quello che... non ti piace!

Ti accorgerai che gli effetti di questa "sofferenza pro-attiva" sono molto differenti rispetto a quelli di una sofferenza che devi "subire". Quando sei costretto dall'esterno a fare quello che non ami, la tua anima soffre, il tuo spirito perde di vitalità e tutta la tua vita in un certo senso si rimpicciolisce. Ma quando sei tu a darti questa costrizione, quando sei tu a metterti spontaneamente dei limiti, accade il contrario: la tua anima si espande e le tue energie cominciano a crescere.

Riassumendo, se fai solo quello che ami, se parti con questo intento, rischi di boicottare la visione necessaria a impegnarti, sacrificarti, stare male. La vita è una serie di prove, di sfide, di ostacoli, che arrivano anche improvvisi... e se vuoi fare solo quello che ti piace fare, non li affronterai, cercherai di evitarli, e perderai la loro spinta evolutiva.

Se invece vuoi un'esistenza che sia più amplia e più appagante, devi essere disposto ad attraversare quello che ti mette in difficoltà, fare quello che ti fa fatica, quello che sul momento non ti piace, ma che è intrinsecamente necessario.

Ogni tanto ricevo obiezioni e critiche su quanto da me esposto ("Soffrire è solo un concetto cattolico!", "Con la Legge dell'Attrazione possiamo attirarci quello che ci piace!", "Solo facendo quello che amiamo tiriamo fuori il meglio di noi!", e così via...). Io so solo una cosa: che un conto sono i ragionamenti e un altro i fatti. Comunque la pensi, cerca sempre i fatti, e allora quella sarà la risposta più vera per te.

A presto!

Camilla








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