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27 novembre 2016

Felicità attira felicità?

Quando siamo tristi attiriamo le persone tristi, e quando siamo felici attiriamo le persone felici... Accade proprio così? Ho un'amica che direbbe assolutamente di sì. E un'altra che, invece, direbbe proprio di no, visto che a volte sperimenta l'opposto: quando è felice, incontra persone ancora più tristi e deprimenti!

Chi ha ragione? Direi tutte e due! Personalmente ho sperimentato entrambe le situazioni. Ho cioè sperimentato che, quando sono "felicemente nel flusso", tutto si muove armoniosamente intorno a me, persone comprese. Ma ho anche sperimentato che, quando alzo la mia energia, quello è il giorno in cui partono all'attacco i vampiri energetici: ti piombano addosso intoppi di ogni tipo oppure ti chiama quel certo parente che ha una voglia improvvisa di raccontarti tutte le disgrazie dell'umanità!

Molto dipende, in realtà, dal tuo "stato vibrazionale" di ogni giorno. Se vivi una realtà quotidiana di gioia, entusiasmo e fiducia, saranno sopratutto queste a essere le tue frequenze dominanti, quelle insomma che hanno più forza. Ecco perché, appena sorridi, anche tutti gli altri sorrideranno intorno a te: è la forza della tua positività ad agire!

Se, invece, vivi una realtà quotidiana di frustrazione e infelicità, saranno soprattutto questi vissuti ad avere più forza. Quindi, anche se cominci a sorridere e ad alzare la tua energia, non è detto che accada lo stesso intorno a te, anzi ti ritroverai inseguito dall'infelicità, che non vuole mollare l'osso!

Tutto ciò significa una cosa soltanto: se stai lavorando per aumentare le tue frequenze, in altre parole per risollevare il tuo spirito da una condizione miserabile, non devi stupirti se ogni volta che farai un passo in avanti troverai più ostacoli che porte aperte. Questo perché a farla da padrone è sempre il tuo vissuto interiore dominante, quello che hai sperimentato per la maggior parte del tempo fino a pochi istanti fa.

Finché non ti sarai accomodato stabilmente nella nuova realtà di gioia, potere e fiducia, le vecchie configurazioni tireranno i fili della tua realtà, o almeno proveranno a farlo per un po'. Significa che troverai molto più facile rimanere nel fango piuttosto che alzarti e scrollartelo di dosso.

Ma tu non demordere, non farti "riagganciare", lascia che gli intoppi scorrano via e persisti nel mantenere alto il tuo spirito e salda la tua fiducia. Non guardare i risultati dell'immediato e mantieniti focalizzato sul tuo obiettivo a lungo termine: risiedere permanentemente nella terra della gioia e non come visitatore occasionale.

Camilla





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21 novembre 2016

The Miracle Morning - Il mattino miracoloso

È qualche anno, ormai, che mi alzo presto al mattino per svolgere alcune routine, prima di mettermi a lavorare. Per esempio, faccio meditazione, scrivo sul diario, e così via.

Prendermi del tempo per me stessa e per le attività a cui tengo, e farlo all'inizio di ogni giornata, ha alzato di molto i miei livelli di energia.

Credevo di aver inserito già tutte le routine possibili e ottimizzato al meglio la mattina, finché ho incontrato il libro di Hal Elrod, The Miracle Morning (stesso titolo anche nella versione italiana), che mi ha fatto capire come rendere il mio mattino ancora più "miracoloso".

Hal mi ha trasmesso un grande entusiasmo ma soprattutto ha rafforzato in me la fiducia in ciò che stavo facendo. La maggior parte degli amici e dei parenti, infatti, trova strano che io mi alzi molto presto solo per fare delle attività ai loro occhi non ben definite (meditazione, scrittura, preghiera, ecc.)! Credo che alcuni la considerino, addirittura, una specie di mia nevrosi.

Grazie ad Hal ho definitivamente compreso che, se volevo alzare ulteriormente il mio livello di energia, e offrirmi possibilità più ampie, dovevo puntare il mio massimo sulle routine del mattino. Il mattino, infatti, ha un'energia fantastica e carica di possibilità. Quello che facciamo ogni mattino ha il potere di determinare la giornata. E quello che facciamo ogni giornata ha il potere di determinare il percorso di una vita intera!

So benissimo che alcuni di voi stanno avendo l'orticaria alla sola idea di alzarsi presto, ma se il mattino ha l'oro in bocca per tantissimi trainer, formatori e personaggi illustri, ci sarà un motivo! Ciò che accomuna Benjamin Franklin, Ernest Hemingway, Howard Schulz (CEO di Starbucks), Richard Branson (fondatore di Virgin), Indra Nooyi (CEO di Pepsi), Tim Cook (CEO di Apple) e tante altre persone di successo è proprio il fatto che sono dei mattinieri. Molte persone di successo spesso sono in piedi già tra le 4 e le 5:30 perché si prendono il tempo per le loro routine: per esempio per fare sport, praticare meditazione, visualizzare e mettere a punto gli obiettivi della giornata, e così via.

Anche MJ DeMarco, autore di Autostrada per la Ricchezza, si è ricreduto sull'alzarsi presto al mattino: "Non avrei mai pensato di pronunciare queste parole riguardo a un libro da mattinieri, ma The Miracle Morning mi ha cambiato la vita".

Ulteriormente ispirata da tutti loro, ho deciso anche io di alzarmi presto, o meglio ancora più presto, e inserire di prima mattina quelle routine e attività che ho bisogno di curare ogni giorno se davvero voglio migliorare e cambiare la mia vita. E da quando lo faccio mi sento così entusiasta e ispirata, che ho deciso di dedicare questo post all'argomento.

Va detto che la routine suggerita da Hal si compone idealmente di 6 elementi essenziali (chiamati S.A.V.E.R.S.), da svolgersi nell'arco di almeno un'ora complessiva: 1) Silenzio (come la meditazione); 2) Affermazioni; 3) Visualizzazioni; 4) Esercizio fisico; 5) Ricerca (come la lettura di libri ispiranti); 6) Scrittura (diario o altro).

Si tratta di una routine che lo stesso Hal applica su di sé da molti anni, e grazie alla quale è tornato a camminare (e a correre anche una maratona) quando i medici gli avevano predetto una vita da infermo dopo un grave incidente. Ma ognuno può personalizzarla in base alle proprie esigenze e ai propri obiettivi (per esempio attualmente io ho una routine mattutina di tre ore e mezzo, escluso il lavarsi e il vestirsi!).

Per quei giorni dove non è possibile disporre del tempo necessario per svolgere le routine abituali, Hal consiglia addirittura una mini-routine di sei minuti pur di non perdere la "carica" del mattino. Non serve fare tanto, se lo si fa occasionalmente. Ciò che cambia veramente la nostra vita sono le nostre abitudini quotidiane, quello che facciamo ogni giorno, anche se sul momento sembra poco.

Se siete interessati a saperne di più, non vi resta che leggere il libro di Hal Elrod The Miracle Morning e provare a fare il programma del "mattino miracoloso" almeno per 30 giorni. Dopo di che, se volete, fatemi sapere come è andata!

Camilla


PS. Sul sito ufficiale è presente anche una pagina in Italiano dove poter scaricare dei bonus gratuiti e iniziare il Miracle Morning senza aver per forza comprato il libro: http://www.miraclemorning.com/italy

PPS. Proprio in questi giorni Hal è finito in ospedale e sta affrontando un'altra prova molto difficile, poiché gli è stata diagnosticata una rara forma di cancro. E sapete cosa ha detto, subito dopo la diagnosi? Ha detto che è assolutamente fiducioso del fatto che questa situazione porterà lui e la sua missione a un livello ancora più alto, verso un bene più grande. Da una persona così non possiamo che aspettarci miracoli.  

PPPS. Ho creato un gruppo Facebook ispirato a The Miracle Morning e alla Legge dell'Attrazione. Se condividete questi principi, vi aspetto nel gruppo "The Miracle Morning Italia - La Chiave Suprema del Mattino" a questo link.



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16 novembre 2016

Difendersi dalle notizie negative

Le notizie negative aumentano in noi la sensazione che il mondo vada a rotoli e ci tolgono la speranza e la voglia di trovare soluzioni creative e gioiose.

Le soluzioni si trovano quando c'è entusiasmo e fiducia, e non quando si è depressi. Per questo, bisogna difendersi dalle notizie negative.

I problemi della vita quotidiana spesso ci lasciano senza fiato, se poi vi aggiungiamo la negatività di tutti i media, e tutti i pettegolezzi delle persone attorno a noi sui drammi e sulle tragedie, non facciamo proprio del bene alla nostra fiducia e alla nostra speranza, ma anzi diamo un lauto pranzo all'ansia e alla paura.

Se sei un lettore del mio blog sono certa che sei una persona attenta alle questioni "spirituali", e saprai che la Legge dell'Attrazione è sempre in azione: più con-vibriamo con sensazioni di paura e stress, dunque, più ci attiriamo una realtà che conferma tutto ciò!

Forse non ti è semplice lasciar andare tutte le ansie che riguardano i problemi, ma puoi fare comunque qualcosa. Per esempio, puoi scegliere di limitare il contatto con le notizie negative che arrivano dal resto del mondo. Soprattutto quando riguardano eventi e situazioni su cui non hai alcun potere. Manda una benedizione e poi dimenticale.

Sì, hai letto bene. Dimentica e stacca il cordone da quelle notizie, rivolgi la tua attenzione ad altro. Anche perché, come dicevamo, se esiste una soluzione, non è con la pre-occupazione e l'ansia che riuscirai a vederla e, meno che mai, a metterla in atto.

Un'altra azione che puoi fare è questa: per ogni notizia negativa che raggiunge le tue orecchie, pensa o cerca subito due notizie positive (cerca per esempio fra i gruppi Facebook dedicati alle buone notizie, o leggi la rubrica Enjoy The News su Anima.TV a questo link).

All'inizio ti sembrerà strano, forzato, difficile. Ma poi comincerai a prenderci gusto e proverai sempre più interesse nel portare l'attenzione sugli eventi piacevoli, invece che su quelli negativi... Ricorda che i muscoli della positività vanno allenati, perché quelli della negatività ormai sono dei campioni olimpionici!

Un'altra cosa che puoi fare per sintonizzarti con frequenze di positività è aiutarti con invocazioni e preghiere.

Per esempio, se una notizia riguardante una disgrazia collettiva ti dà ansia, prima di tutto accorgiti della sensazione, fai un respiro profondo e accoglila. Cosa ti sta dicendo? Ti sta dicendo che hai paura. Paura che quella situazione possa colpire anche te o i tuoi cari. Abbraccia tutto questo.

Porta quindi le mani sul petto o, se preferisci, incrocia le dita a preghiera, e lancia l'intento di aprirti alla percezione della fiducia e alla speranza. Poi, ripeti: "L'amore è più grande della paura. Io mi connetto all'amore e attraverso di esso mi connetto alle soluzioni e all'abbondanza, nella certezza che ogni aiuto mi sarà dato al momento opportuno".

Questo è solo un esempio. Sono sicura che puoi scrivere invocazioni ancora più belle per te stesso, devi solo allenarti a farlo.

Camilla


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11 novembre 2016

Le persone morte, quelle addormentate, e quelle che iniziano a svegliarsi

“Le persone sono divise in tre categorie: le persone morte, quelle addormentate, e quelle che iniziano a svegliarsi. I morti sono morti, non possono svegliarsi. Quelli che dormono hanno almeno una possibilità teorica di svegliarsi se le circostanze sono favorevoli. Ma nell'esistenza, le persone che dormono cadono facilmente sotto l'influenza delle persone morte; paragonate alle persone che dormono, esse sono molto forti, perché non hanno alcuna coscienza né vergogna. E cosa rende deboli le persone ordinarie? La coscienza e la vergogna. Le persone morte esercitano un'influenza straordinaria sulle persone addormentate. Queste non possono resistere. Le ammirano così tanto che vorrebbero essere come loro.”
(P.D. Ouspensky)


Da bambina mi chiedevo come fosse possibile che gli animi più gretti e oscuri si sentissero a proprio agio nel comportarsi in modo ignobile e scorretto, e come potessero farlo spesso senza alcuna remora. La risposta è semplice: senza coscienza vai dritto come un treno, indipendentemente da chi hai davanti. Se la tua anima è morta, è morta anche la tua capacità di farti scrupoli e passi sopra il cadavere degli altri senza battere ciglio.

Molti pensano che il successo sia riservato a questo tipo di persone – alle persone morte – e che il mondo appartenga a loro. In realtà il mondo appartiene a chi non ha paura.

La voce della paura non riesce a persuadere i morti poiché costoro non hanno alcuna coscienza. Vi hanno rinunciato definitivamente perché sanno che toglierebbe loro potere e forza. I morti non tornano indietro; c’è speranza solo per i dormienti.

I dormienti hanno una coscienza, ma non hanno la forza di assecondarla, se non quando spinti dall’ambiente intorno a loro o da condizioni straordinarie. In genere la paura fa leva sulla loro coscienza ancora debole, amplificando i dubbi e la mancanza di fiducia.

Solo una persona che ha iniziato a svegliarsi, una persona che ha sviluppato fiducia e fede, può opporsi al dominio della paura.

Ecco che fra le persone di successo, fra i leader carismatici, trovi chi è nella morte, privo di coscienza, ma anche chi ha una coscienza ed è sveglio. Entrambi non sono dominati dalla paura, anche se per motivi differenti.

Coloro che sono nel mezzo – i dormienti – rimangono schiacciati dai timori e dai dubbi. Subiscono molto facilmente il fascino dei morti perché scambiano la loro mancanza di coscienza per coraggio o carisma; ma se fossero svegli vedrebbero che quella strada che tanto ammirano non conduce da nessuna parte.

A volte nel dormiente una scintilla che viene dal profondo, dal mondo del risveglio, gli suggerisce come non farsi condizionare dalla paura e dai morti. Una scintilla che alcuni ascoltano, e altri no. Ma quando lo fanno è perché hanno lavorato a lungo su di sé, e un giorno quel lavoro comincia a dare i suoi frutti…

Camilla




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6 novembre 2016

Atteggiamento mentale e pensieri nascosti

La Legge dell'Attrazione ci dice che l'atteggiamento mentale è determinante nella creazione della nostra realtà.

Bisogna considerare che il nostro atteggiamento mentale è formato dai pensieri coscienti, ma anche da quelli semi-coscienti (o automatici) e da quelli di cui ignoriamo l'esistenza (totalmente nascosti perché inconsci).

Quest'ultimi possono essere molto grandi e molto potenti, arrivando a condizionarci profondamente, e spiegano anche perché, se all'apparenza abbiamo pensieri costruttivi, non riusciamo più di tanto a sbloccarci dalle situazioni.

In genere riesco a individuare i pensieri nascosti grazie a degli episodi "esterni". Quando qualcosa o qualcuno mi ferisce in modo particolare, mi metto alla ricerca di una risonanza interna. E alla fine la trovo, trovo cioè una qualche configurazione che assomiglia all'evento esterno, solo che vive dentro di me. Allora capisco che ciò che mi ha danneggiato là fuori ha potuto farlo perché si era alleata con quello che avevo nel mio profondo.

Anche se ho già affrontato l'argomento in altri post, faccio un esempio pratico per chiarezza.

Mettiamo che ti senti ferito perché qualcuno critica i tuoi errori, dando per scontato ciò che invece fai sempre in modo corretto. Poi arriva il giorno che qualcun altro, facendo uno sbaglio, ti fa saltare le staffe. Allora pensi che è uno che non è attento, che non capisce, è superficiale o menefreghista.

Se ascolti il tuo dialogo interno, potresti accorgerti che la voce dei tuoi pensieri ricorda in qualche modo quella esterna che ti aveva accusato. E se ascolti ancora un po', potresti realizzare che quella voce, quella che sta borbottando verso chi ti ha fatto arrabbiare per il suo sbaglio, la maggior parte delle volte è verso di te che punta il dito.

Per questo le critiche esterne fanno così male, perché ti mostrano il dolore che ti provoca il critico interiore.

Allo stesso modo, ho più volte verificato come ciò che ho reso luminoso dentro di me, ciò che ho sciolto e superato, trovi corrispondenze anche nel fuori, attraverso altrettante situazioni luminose e di risoluzione.

In altre parole, ciò che permetti dentro di te, nel bene e nel male, è ciò che inevitabilmente permetti anche fuori di te.

Camilla





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1 novembre 2016

Guarda la foresta che cresce

Oggi vorrei portare la tua attenzione a questo aforisma di Lao Tzu: "Fa più rumore un albero che cade di un'intera foresta che cresce".

Quando vengo sopraffatta dai problemi o dalla credenza che il mondo là fuori stia andando a rotoli, io riparto da qui, dal fatto che non si può misurare la realtà in base al rumore che produce.

Chi crea trambusto, chi accusa e abbaia, sembra occupare uno spazio più grande rispetto a chi non ha tempo di indugiare in superficie. Ma è apparenza, è illusione.

Ci sono cose piccole che fanno molto rumore, mentre altre, molto più grandi, mettono radici in silenzio.

Così è nella nostra vita. Spesso diamo attenzione a singoli episodi che sembrano occupare chissà quale importanza solo perché creano un gran baccano, e dimentichiamo che nel frattempo c'è una foresta che, piano piano, sta crescendo.

Le piccole azioni quotidiane, il nostro esserci giorno dopo giorno, l'accorgersi di tutto il bello che c'è, sono terreno fertile per quella crescita. 

Sì, ogni tanto un albero cade, e fa molta impressione. Ma tu non guardare l'albero. Guarda la foresta che cresce.

Camilla





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