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29 maggio 2015

Inzupparsi

La tua frustrazione (come ogni altra emozione negativa) è cibo saporito per diverse persone ed entità collettive. Quando hanno fame premono qualche bottone qui e là... et voilà, gli fornisci la pappa.

Come fare? Innanzitutto smetti di sprecare energia cercando di confrontarti con cose e persone che non sono funzionali per il tuo percorso. In altre parole: lascia che sia. Ottimo, a tal fine, il potente mantra esoterico "Vaffa...!", "Vai al diavolo!", "Ciao ciao, io cambio strada!".

Poi non esitare: scegli di co-vibrare con i tuoi sogni, con il tuo percorso autentico, con ciò che ti fa stare bene. Insomma, inzuppati con pensieri, parole e azioni di tutto ciò che piace all'anima, che ti ispira, che ti porta più avanti.

Inzupparsi significa inzupparsi davvero: studiare, alimentare l'intento, passare all'azione, sfruttare ogni possibilità per annaffiare i semi... al punto da non aver più spazio nella mente e nel proprio tempo/energia per discutere (non diciamo lamentarsi) delle varie angherie subite dagli affamati di turno.





28 maggio 2015

Fatti un favore

Usare le proprie credenze per giustificare certe esperienze.

E usare le proprie esperienze per giustificare certe credenze.

Credenze che giustificano esperienze che giustificano credenze che giustificano esperienze che giustificano credenze...

Taglia corto e fatti un favore: apri la tua mente a ciò che non credi e scegli di fare esperienza di ciò che non conosci.






26 maggio 2015

Frustrazione

Accorgersi di come la gente risponda non perché quel pensiero l'abbia formulato autonomamente, ma perché innescato da un programma interno. Vi è mai capitato?

E provare la frustrazione del far finta di niente, di non sapere, di credere alla favola che uno il pensiero l'abbia formulato in libertà, e non per aderenza a schemi interiori preconfezionati. 

Ho smesso da tempo di provare a far notare il meccanismo, anche indirettamente: o uno ci arriva da solo o non serve a niente, perché colui che "crede" di pensare spesso è il primo a difendere la propria mente come se si trattasse della propria vita... 

Certo, puoi spargere qualche seme, un sorriso ironico, un gesto inusuale che i programmi non sanno prevedere... Qualcuno ogni tanto lo raccoglie e comincia a interrogarsi. Ma è una sua scelta, un suo accorgersi. 

Non credere ai tuoi pensieri. E soprattutto non credere che sia tu ad averli formulati. Nella migliore delle ipotesi è il cervello che li schematizza in base alle credenze subconscie che hai dentro. Nella peggiore... siamo nel campo della fantascienza, quindi evito. 

La mente è una cosa meravigliosa, ma anche una prigione senza uscita per chi ai propri pensieri è attaccato più che alla verità del cuore.

Ecco, l'ho detto. "Ascolta la voce del cuore". 

Banale? 

Che significa banale? 

Significa che è scontato. 

Così scontato che nessuno lo vede, lo fa, lo vive.

Ascolta quella fottuta voce che si agita come un disperato ogni volta che fai finta di non sapere cosa ti sta dicendo. L'alternativa è restare con i pensieri. Sì, quelli non tuoi. Quelli che ti fanno sentire dalla parte del giusto anche se stai buttando nel cesso la tua vita. Auguri.






25 maggio 2015

Il passo successivo

Quando raggiungiamo un certo stato evolutivo, spesso non abbiamo più bisogno di ciò che ci ha portato fino a quel punto... ma che, di fatto, era necessario per raggiungerlo! L'errore che molti fanno sul cammino spirituale è privarsi di determinate esperienze (dal sesso al cibo, per esempio) per imitare i santi e gli illuminati, confondendo così gli effetti con la causa.

Bisogna permettersi di vivere le esperienze del proprio percorso in pieno, invece di privarsene o addirittura deviare su cammini estranei all'anima e al corpo, se si vuole alimentare lo sviluppo di sé.

In poche parole, fidatevi di quello che siete adesso, non condannatelo ma portatelo a compimento, perché è ciò che vi condurrà al passo successivo.