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26 maggio 2015

Frustrazione

Accorgersi di come la gente risponda non perché quel pensiero l'abbia formulato autonomamente, ma perché innescato da un programma interno. Vi è mai capitato?

E provare la frustrazione del far finta di niente, di non sapere, di credere alla favola che uno il pensiero l'abbia formulato in libertà, e non per aderenza a schemi interiori preconfezionati. 

Ho smesso da tempo di provare a far notare il meccanismo, anche indirettamente: o uno ci arriva da solo o non serve a niente, perché colui che "crede" di pensare spesso è il primo a difendere la propria mente come se si trattasse della propria vita... 

Certo, puoi spargere qualche seme, un sorriso ironico, un gesto inusuale che i programmi non sanno prevedere... Qualcuno ogni tanto lo raccoglie e comincia a interrogarsi. Ma è una sua scelta, un suo accorgersi. 

Non credere ai tuoi pensieri. E soprattutto non credere che sia tu ad averli formulati. Nella migliore delle ipotesi è il cervello che li schematizza in base alle credenze subconscie che hai dentro. Nella peggiore... siamo nel campo della fantascienza, quindi evito. 

La mente è una cosa meravigliosa, ma anche una prigione senza uscita per chi ai propri pensieri è attaccato più che alla verità del cuore.

Ecco, l'ho detto. "Ascolta la voce del cuore". 

Banale? 

Che significa banale? 

Significa che è scontato. 

Così scontato che nessuno lo vede, lo fa, lo vive.

Ascolta quella fottuta voce che si agita come un disperato ogni volta che fai finta di non sapere cosa ti sta dicendo. L'alternativa è restare con i pensieri. Sì, quelli non tuoi. Quelli che ti fanno sentire dalla parte del giusto anche se stai buttando nel cesso la tua vita. Auguri.