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15 novembre 2014

Radici

Ciò che dovrebbe stare sopra sta sotto e viceversa: abbiamo ribaltato il mondo, creando una società profondamente disarmonica e squilibrata. Non stupiamoci se, allora, non riusciamo a essere felici.

Uno dei "ribaltamenti" che è stato messo in atto riguarda il rapporto tra la psiche e il corpo.

Diverse persone hanno problemi di salute oppure vivono sopraffatte da emozioni disarmoniche. Quando questi problemi non rientrano in protocolli noti o facilmente risolvibili con una pasticca o una tecnica, spesso non si esita a consigliare alla persona di "rilassarsi", lasciando intendere che il problema è a "livello mentale".

Io stessa, durante i miei numerosi pellegrinaggi fra medici e ospedali alla ricerca di una miglior salute che non arrivava mai, sono stata spesso consigliata di "rilassarmi", così con il passare degli anni una infezione non diagnosticata alla fine ha fatto il suo bel danno. Perché nessuno ha ascoltato l'ovvio, che io gridavo come potevo. E' stata un'esperienza che mi ha insegnato a fidarmi definitivamente delle mie sensazioni, tuttavia questa è un'altra storia.

"Ma la mente crea la realtà... Il modo in cui ci sentiamo interiormente determina la manifestazione di ciò che è là fuori!" mi si dice ogni volta.

Che la mente (o meglio gli stati mentali) abbia in sé capacità straordinarie di attivare e scoprire nuove vie, di provocare trasformazioni e indurre cambiamenti a livello emotivo e fisico, e di agire più in generale sui meccanismi della creazione della realtà, è sempre più dimostrabile, quindi non sarò certo io a "sconsigliare" l'educazione del proprio pensiero e delle proprie emozioni.

Ma il punto non è questo!

Il punto è, come dicevo in apertura, che viviamo a testa in giù e partiamo dai rami quando dovremmo partire dalle radici!

Di fronte alla gran parte dei problemi di salute e di stress, moltissimi pensano che la "prima causa" (o peggio "l'unica causa") sia la mente o un conflitto psichico, soprattutto fra gli aspiranti spirituali: appena sorge un qualunque disagio, vi è la tendenza a domandarsi quale sia il messaggio dell'anima, invece di sentire... il corpo.

Eh, sì, perché le radici sono nel corpo!

Cosa significa? Significa che il corpo è la "base" della nostra incarnazione, ciò su cui fa leva il nostro essere per slanciarsi nel mondo.
Prima di parlare, prima di pensare... abbiamo respirato, abbiamo toccato. Siamo stati puro corpo. Siamo stati radice. 

Se il corpo va in squilibrio... ciò influenza ogni aspetto dell'esistenza. Anche la psiche. Anche il modo stesso in cui l'anima può manifestarsi.

Spesso partiamo in quarta con i "giudizi" e pensiamo subito che ci sia di mezzo la mente o l'anima... dimenticando di valutare, come prima cosa, il corpo, e come questo influenzi la psiche stessa. E ben me lo rammento ogni volta che mi ammalo: mi cambia persino il carattere!

In un'epoca dove i ritmi di vita sono innaturali, con le più elementari regole di igiene alimentare ed emotiva regolarmente infrante tra patatine fritte e telegiornali terroristici, il corpo è messo sotto attacco.




Quando ho frequentato la Scuola di Guarigione Esoterica di Umberta Favre, mi è stato insegnato che tutte le malattie sul piano fisico derivano da uno squilibrio che intacca il campo eterico, la matrice sottile del corpo. Questo squilibrio può essere indotto da conflitti originati primariamente a livello dell'anima, della mente e delle emozioni, ma per il 70% è originato a livello del corpo stesso, cioè dello stile di vita.

Ma come, l'anima non è sempre la soluzione al 100%?
Oh, si che lo è! Perché non solo essa può sciogliere i blocchi a livello sottile ed energetico, ma è grazie a essa che prendiamo "coscienza" di dover rispettare e curare il corpo.

In conclusione, miei cari, se avete dei problemi di salute, o vi sentite depressi e non sapete il perché, è bene che, in primo luogo, vi chiediate:
- Mangio in modo equilibrato e con cibi sani?
- Faccio attività fisica?
- Respiro adeguatamente?
- Faccio regolari passeggiate al verde o almeno in un parco?
- Dormo a sufficienza e in modo regolare?
- La sera evito di guardare programmi emotivamente stressanti?
- Al mattino trovo un momento per stare in silenzio e rendere grazie alla giornata?
- Mi lavo, mi vesto e mi faccio "carino/a" soprattutto per me stesso/a?
- Mi concedo massaggi (o simili) per rilassare il corpo?
- Mi accorgo quando il corpo mi manda segnali di disagio?
- Ascolto il corpo e le sue esigenze?
- Tengo ordinato e accogliente l'ambiente in cui vivo?
- Vivo al riparo dai campi elettromagnetici?
(si potrebbe poi continuare con domande che riguardano la sfera emotivo e dei rapporti con se stessi e con gli altri, ma ora il piano che ci interessa è quello "basale").

Insomma, niente di metafisico, esoterico, astruso... niente "roba cool"... ma banale "occuparsi di sé sul piano fisico".

Quando sono stata male, io l'ho fatto. Con grande sforzo. Perché quando l'anima urla, le emozioni abbondano e la vita non va come vuoi (e sei del segno dei gemelli, il che è sinonimo di "incostanza")... l'ultima cosa che vuoi fare al mondo è certamente farti dei massaggi, truccarti la domenica mattina o tenere casa in ordine. Bhé... mi sono fatta forza, ho seguito l'istinto e ho "curato" e rimesso a posto i miei "banali ritmi materiali". E un 60% dei miei disagi emozionali e dei miei conflitti interiori svanì come neve al sole. Sul piano fisico migliorò salute, capacità pratiche, intuito. Sentivo, inoltre, di volermi davvero bene.

Non c'è dubbio: il terreno, le radici, sono tutto! Sono la linfa attraverso cui scorre non solo la vita stessa... ma anche ogni rinascita!
Ecco perché bisogna occuparsi "materialmente" di sé, rendere ciò un rito quotidiano, un sacro agire che prepara il corpo a essere tempio.

Sono consapevole che mi sto "ripetendo" su questi concetti, ma non pochi mi confessano disperati i propri "problemi spirituali" e poi, quando indago, scopro che hanno uno stile di vita che manderebbe in crisi il più illuminato degli illuminati!

Non so per quale motivo, moltissimi pensano che quando saranno "allineati" con la loro anima, troveranno la forza, la motivazione o l'ispirazione per vivere in modo più equilibrato. Ma la realtà è che se non abbiamo una quotidianità atta a sostenere le energie del corpo, ci sentiremo straniti, nervosi, indeboliti, entrando in strani circoli viziosi di depotenziamento, arrivando a essere facili vittime di predazioni energetiche e a boicottare la nostra crescita in tutti i sensi.

Anche se siamo anime eterne e viaggiatori di infinito, se vogliamo portare la nostra luce all'interno di un mondo, dobbiamo fluire con quella realtà e con le sue leggi di manifestazione. Allora, nel farci equilibristi tra essenza e forma, impariamo a crescere verso l'altro, sapendo di poter contare su solide radici.









7 novembre 2014

Non fermarti in alcun porto


Non fermarti in alcun porto, non cercare la sicurezza.
Sicurezza non è sinonimo di gioia, ma di paura: se tu non avessi paura, non ne cercheresti.
Non temere l’imprevisto e ciò che è nuovo.

E non temere di essere nuovo, ogni giorno, anche se ami una persona o una professione; quelli non sono porti, sono mondi da coltivare, se l'anima lo richiede.

Non avere paura di stare male, se ascolti i tuoi "sì".
Ci sono dolori che strappano via il cancro dell'illusione come chirurghi benedetti.
Lasciali agire.
E lasciali andare appena hanno compiuto la loro opera.

Dopo ogni tempesta, il cielo si fa più pulito e l'orizzonte più nitido.
Allora capisci che che puoi ricominciare e ti rimetti in viaggio, lasciando le valigie pesanti al tempo che fu.




1 novembre 2014

Spiritualità ed empatia. Ripigliamoci, gente!

Affermazione: "Farò tardi sul lavoro per un problema. Dobbiamo rimandare il nostro appuntamento".
Risposta "Ricordati chi sei e che tu sei il creatore delle tue circostanze"

Affermazione: "Continuo ad avere quei terribili mal di pancia"
Risposta: "Hai certamente il secondo chakra bloccato".

Affermazione: "Mi sento sotto stress e senza energie"
Risposta: "Non dovresti lamentarti. Tutto è perfetto!"

E così via... Esempi, questi, di come moltissime persone usino argomenti spirituali per agire una totale mancanza di empatia.

Non fai in tempo a dire qualunque cosa, che subito ti arriva una "lezione di spiritualità", non richiesta, dal novello guru del momento, anche e soprattutto se l'hai appena conosciuto su Facebook, non sa nulla di te e non ti ha mai guardato negli occhi.

... Ripigliamoci, gente!

Certo, nel mio caso, magari è un po' di karma... a forza di rompere l'anima su argomenti spirituali, ora mi ritrovo con gente che, invece di rispondermi "Fissiamo un altro appuntamento", "Spero tu possa sentirti meglio" o "Mi dispiace", mi fa l'analisi karmica extradimensionale in due minuti e mi dispensa pillole di cosmica saggezza da mandar giù con gratitudine cristica e pensiero positivo di quinta dimensione.

Grande è lo stupore quando grugnisco, invece di assecondarli. Cos'altro posso fare? Spiegare? Spiegare non serve a niente. Allora sì, grugnisco un po', sperando arrivi il messaggio che "se hai pensato che quella roba potesse riguardarmi solo perché scrivo su un blog spirituale, non hai capito una mazza", e poi saluto, educatamente: "Buona fortuna" (che ne hai bisogno).

Il punto è che se non sei capace di mostrare un minimo di empatia, allora hai capito poco o niente della spiritualità, almeno per come la intendo io.

Il miglior modo di essere spirituali, per me, è "lavorare" su se stessi. E quando tu cominci ad accendere una luce, perché ti sei fatto un giretto all'inferno e ne sei uscito, chi è nel buio può guardarti e "credere" al fatto che non tutto è oscurità. E se lo vorrà, ti chiederà spiegazioni. Sennò, inutile spiegare! E, comunque vada, che l'altro si accorga o meno della luce che tu hai acceso, un "mi dispiace", un "capisco", un abbraccio, vale più di mille consigli su karma, chakra e legge d'attrazione, se proprio ci tieni a donargli qualcosa di valevole.

Ben vengano i discorsi sulle tematiche spirituali, ma siate sufficientemente in spirito da capire come e quando sia opportuno farli.