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26 gennaio 2014

Piccoli passi nella nebbia

Saltare da una strada all'altra, prendere mille vie traverse e alla fine giungere in nessun luogo... Cambiare idee, emozioni, visioni... Cambiare casa, professione, amicizie con una frequenza imbarazzante... Qualcuno si riconosce in questo itinerario?
Diciamolo pure: la vita è cambiamento, ma a volte sembra proprio non darci tregua con le sue sorprese e la sua instabilità! E questa incertezza di direzione può lasciarci sgomenti e timorosi di andare avanti.

In tutto questo c'è una buona notizia e una cattiva.

La buona notizia è che in questo "slalom" abbiamo imparato a essere flessibili, a modellarci nella situazioni, ad accorgerci del bello dove prima era impensabile. Abbiamo imparato a non credere più alle nostre emozioni del momento, perché sappiamo che esse possono cambiare, e noi con loro, mentre ci fidiamo più dei sentimenti, quelli che sono solidi dentro di noi e che nessuno può toglierci. Abbiamo imparato a scorgere l'essenza, a dare spazio al nuovo, non avendo voglia - non più - di perdere tempo per guardare nei vecchi , soliti angoli al buio.

La cattiva notizia è che non c'è nessun cartello stradale che possa indicarci come uscire da questo garbuglio di direzioni. Nell'incertezza non abbiamo alcuna strada davanti, o meglio, non la vediamo, perché c'è nebbia totale! E, per alcuni, può essere una situazione davvero sgradevole e generatrice di ansia.

Come fare? Quale direzione prendere senza rischiare di girare a vuoto e perdere tempo prezioso?

Sì, sì... Lo sappiamo: da qualche, parte dentro di noi, il nostro "io profondo" potrebbe farci da bussola. Ah, se solo sapessimo come trovarlo! Eppure abbiamo passato così tanto tempo a cercare dentro di noi... Allora perché non si è accesa una lampadina che ci indica la direzione?

Il perché è semplice, care anime naviganti: stiamo attraversando una zona di passaggio, un confine fra due dimensioni, dove nella prima ci sono le nostre sicurezze legate a quello che già sappiamo, ma che non ci accontenta più, e nella seconda c'è quello che desideriamo, ma che ancora non "conosciamo", ancora non ha preso forma ai nostri occhi.

A ben vedere, non è poi così male questa situazione. Nell'incertezza, infatti, noi non sappiamo cosa sta accadendo, non riusciamo a dare un nome alle cose, né a giungere a conclusioni. Non abbiamo un passato al quale tornare, ma neanche un futuro al quale tendere, perché non riusciamo neanche a immaginarlo. Abbiamo solo un presente, se pur indefinito e a volte anche insensato. 

Dov'è il "bello" in tutto ciò, allora?
E' nel fatto che, in questo stato, noi siamo come nuovi a noi stessi. Non ci sono scatole preconfezionate pronte per noi e alle quali modellarci: siamo liberi di materializzare una qualunque direzione! Siamo liberi di andare là dove la nostra anima ci sta già aspettando, ovunque sia! E' uno stato estremamente ricettivo e generatore di nuove vie... di tutto ciò che vuole essere ma che ancora non è.

Questa condizione non capita sempre. Magari hai una professione ben delineata, un giro di amici che è sempre quello da anni, e una routine familiare che non ti lascia sorprese. Vuoi mettere, per esempio, rispetto al non avere idea di quale lavoro fare, al non avere una relazione o al dover saltare da una città all'altra in cerca di punti di riferimento? Chiaro che in questo caso ci sono molti più gradi di libertà e ogni direzione diventa possibile!

Ah, già, stavamo appunto dicendo che, essendoci una gran nebbia, non vorremmo prendere la direzione sbagliata: qui non si vede oltre il palmo del proprio naso!
Ma qualcosa, a distanza ravvicinata, c'è sempre. E' qualcosa di fondamentale, e puoi vederlo solo se non ti lasci sedurre dallo sconforto o, peggio ancora, dall'inerzia di chi aspetta all'infinito che la realtà cambi da sola.
Cosa c'è, insomma, a distanza ravvicinata?
... Semplice! C'è il tuo prossimo passo.

Fermati per un momento, ascolta/guarda/senti dentro di te. Qui c'è qualcosa che desideri fare, qualcosa che è molto semplice, che è mosso non dalla paura, non dalla necessità di far tacere l'ansia o "distrarti", ma dalla voglia di bello, di essenziale.

Per qualcuno può essere dedicare una giornata solo a se stessi, allontanandosi da situazioni e persone che non fanno stare bene. Può essere un interesse intellettuale o un hobby manuale che chiede di avere la tua attenzione. Può essere una persona che vorresti chiamare anche se non la senti da tanto tempo. Può essere la voglia di fare una gita al parco e sdraiarti sull'erba. Può essere scrivere quella poesia, anche se non sai se qualcuno mai la leggerà. Può essere il cercare informazioni, solo per curiosità, su quella nuova professione. Può essere scrivere una e-mail a quel ricercatore che ti aveva colpito in un'intervista. Può essere cercare al mercatino un oggetto insolito. Può essere passare un'ora in una libreria per scoprire un libro che ti piaccia davvero. Può essere andare a mangiare quella brioche tanto buona al bar del centro. Può essere andare a correre domani mattina con il tuo cane e renderlo felice. Può essere anche (come è capitato di recente a me), mettere a posto la tua casa, ravvivandola nei colori e buttando via quello che più non ti serve.

Per quanto tu possa sentirti frustrato e poco tranquillo, c'è sempre qualcosa di piccolo, semplice e immediato che una parte di te desidera, o desidera almeno un po', e che alla fine alzerà il tuo livello di energia. Ecco, questo è proprio il tuo prossimo passo.

Quando ti ritrovi nella nebbia, tutto quello che devi fare è individuare il tuo prossimo, piccolo passo, ricordandoti che si tratta sempre di qualcosa di semplice e che alza la tua energia.
Ogni volta che fai un passo, per quanto piccolo, scoprirai di poter vedere un po' più in là e individuare il passo successivo.
Ma può accadere solo se entri in azione. Domande, dubbi e ansie servono a niente: questo è il tempo dell'agire, e agire significa fare il passo successivo.

Lasciati guidare dai piccoli passi... Non occorre che tu abbia una visione d'insieme globale o che tu veda l'obiettivo finale: quando la nebbia è così densa, puoi solo procedere verso il prossimo passo! ... Questo passo non è l'obiettivo della tua vita, non è funzionale a farti avere più attenzione dagli altri o più soldi, e neanche a raggiungere l'illuminazione... è semplicemente il passo che ti trovi davanti, a un palmo dal naso!

Tornando a parlare di questa "zona di passaggio", così densa di nebbia, va detto che si tratta di un bizzarro cunicolo spazio-temporale il quale collega diverse realtà-frequenze tra loro: è proprio per questo che, quando vi stai dentro, non vedi futuro: il futuro che potevi vedere fino a poco tempo prima, ora non esiste più! Ne sta arrivando un altro, ma essendo questa una zona di transizione, ancora non esiste...

Attenzione, il buon esito di questa attraversata dipenderà dai tuoi prossimi passi, dal tuo essere sveglio nel farli. Se, invece, ti fai prendere dalla paura e ti opponi all'incertezza, restando attaccato a vecchi schemi di vita e boicottando quei piccoli "insignificanti" passi di cui abbiamo parlato, potresti restare intrappolato in questa "realtà parallela" dove il futuro non arriva mai: è il mondo di chi pensa già di sapere e quindi non fa, o di chi fa solo quando sa dove sta andando, e per questo non diventa mai più grande di ciò che è... Terribile!

Per fortuna, adesso sai come fare per attraversare questa zona piena di nebbia: guardi dentro di te alla ricerca del tuo prossimo, piccolo passo, senza pretendere di avere altre direzioni, e lo fai!






11 gennaio 2014

la Forza e la disciplina

Dentro di te esiste una Forza che ti sospinge verso ciò che è superiore, che è luminoso. Non è l'unica forza con cui sei a contatto nel momento in cui metti piede su questo pianeta (...) ma essa è ciò che alimenta la spinta verso l'alto.

Ogni volta che scegli in base a ciò che non è una istanza del tuo Sé, non solo non avanzi, ma sottrai energia a questa Forza. Non ti stupire allora se, man mano che fai scelte non tue, il Cielo sembra sempre più lontano.

Ci sono principalmente due modi per boicottare questa Forza.

Il primo è quando assecondi le aspettative - i desideri, le paure, le pretese - degli altri. Probabilmente per essere "amato" un po' di più, per "non creare problemi", per non essere considerato "strano" o cose del genere. In questa configurazione, spesso vivi (o meglio non-vivi) nell'attesa che qualcuno, prima o poi, ti appoggi e sostenga nella strada che vorresti intraprendere.

Il secondo modo è quando ubbidisci automaticamente e compulsivamente ai tuoi desideri. Quando il drago del desiderio si sostituisce alla tua coscienza, scegliendo al tuo posto, la Forza viene compromessa.


C'è un modo per farsi ubbidire dal drago e disporre della sua vitalità. Oltre a spogliarlo, anche, di ombre, illusioni e bisogni indotti che non appartengono alla verità del tuo percorso.

Questo modo si chiama "disciplina".

Intendiamoci bene, non sto parlando di reprimersi, ma di coltivarsi. Reprimersi è da stupidi. La repressione nasce dal giudizio di cosa è sbagliato e cosa è giusto. Ma non ci sono cose "sbagliate" o "giuste", c'è solo l'esserci. Ecco che la vera disciplina non nasce dal pensiero di ciò che va fatto o non fatto, di cosa sia morale o non morale, ma è diretta espressione della volontà del cuore.

Nella disciplina, decidi consapevolmente le tue azioni, quindi non c'è nessuno che ti obbliga, nessuno di cui lamentarsi, e allo stesso tempo agisci senza attaccarti ad alcun risultato, perché sai che tu devi fare la tua parte, ma solo il Cielo ha l'ultima parola.

Ci si autodisciplina non per ottenere un qualche riconoscimento né per mania di perfezionismo, ma.per costruire la propria via verso l'alto, per ubbidire alla chiamate del proprio sé, per accrescere i propri gradi di libertà. Così facendo, la Forza trae nutrimento, mentre quell'atteggiamento di compiacenza, che porta ad assecondare gli altri mettendo in secondo piano la propria verità, viene devitalizzato.

Sempre attualissimo, Lo Sfidante è un docu-film che ci aiuta a fare un po' di luce, anche sul ruolo della disciplina. Lo trovate nella pagina ufficiale a questo link o nei video qui sotto.

Buona visione!







5 gennaio 2014

Il potere maschile ti sottomette?

Questo è un post che interessa assai poco i maschietti, ma che invece non dovrebbe essere ignorato dalle donne.
A seguire riporto un estratto dal libro Psicocoposta di Alejandor Jodorowsky, dal capitolo "Il potere maschile ti sottomette? Come vincerlo in quattro mosse" in cui vengono suggeriti alcuni atti di psicomagia per riappropriarsi della propria genuina e vitale forza femminile.

Maestro Alejandro,
ho ventidue anni e studio medicina, o perlomeno ci provo.
Non che non mi piaccia farlo… il problema è che credo di sapere tutto alla perfezione, ma quando mi siedo davanti al professore per dare l’esame, mi blocco completamente. Non riesco proprio a dire una parola. Ovviamente la mia carriera universitaria è disastrosa e questo mi fa una gran rabbia, perché molto spesso sono molto più preparata di certi miei amici che prendono trenta. Non so più cosa fare. Ora ci si sono messi anche i miei che vogliono che smetta per andare a lavorare nel nostro ristorante. E non posso biasimarli, visti i risultati. 
Ti prego, solo tu puoi aiutarmi!
Chiara

Cara futura grande dottoressa,
purtroppo, il nostro mondo è dominato dal potere maschile. Sono uomini quelli che governano, che gestiscono l’economia, che controllano la scienza, che impongono i valori culturali. Sono uomini i padroni della religione. 
Quattro vette sono offerte ai maschi: possono pretendere di diventare campioni, eroi, geni o santi.
Quattro vette sono offerte anche alle donne: possono pretendere di diventare madri, vergini, puttane o stupide. 
Il novanta per cento dei padri, quando la donna è incinta, desidera che il primogenito sia maschio. Questa gerarchia insensata regna anche tra i medici. C’è un’enormità di medici, ma alle donne si lascia il ruolo subalterno di infermiere. 
Ci comportiamo ancora come dei trogloditi: la donna deve essere al servizio dell’uomo.
Capisco bene perché lei, trovandosi di fronte al suo fallico professore, si blocchi. Essendo donna, condannata a essere stupida, cameriera di un ristorante o prostituta domestica, lei si svilisce. 
Le hanno inculcato il disprezzo per se stessa.

Le darò quattro consigli di psicomagia:

1. Inizi da subito a stimarsi come merita per il fatto di essere donna: prenda una tela e vi dipinga
il suo autoritratto utilizzando il sangue mestruale. Scopra il suo potere creatore, purificatore e ciclocosmico. Se una volta al mese l’uomo avesse l’opportunità di purificarsi in questo modo, smetterebbe di fare la guerra. Lo dipinga con le dita. Per i dettagli può usare un pennello. Terminato il ritratto, lo fissi con una vernice di finitura, lo monti su una cornice argentata (colore lunare) e lo appenda in casa in un posto dove tutti quelli che le fanno visita possano vederlo.

2. Il giorno degli esami, per non sentirsi complessata perché la trattano come un uomo castrato e senza fallo, e per esaltare il suo meraviglioso sesso, collochi in un sacchettino di garza sei monete d’oro e lo introduca nella vagina. Quel segreto tesoro che lei porta nella sua intimità le darà la sensazione di potere che le manca.

3. Per sentirsi dominatrice, proprietaria della terra che calpesta e piena di energia nel corpo, il giorno degli esami si dipinga la pianta del piede con vernice rossa e indossi biancheria intima dello stesso colore.

4. Se nonostante tutto ciò, improvvisamente di fronte al macho professore, padre severo e sprezzante, la bloccasse un nervosismo paralizzante, si porti in tasca un paio di forbici e una salsiccia (simbolo del pene). Appena sente che le sue forze minacciano di indebolirsi, infili la mano in tasca e con un colpo di forbice, tagli la salsiccia. Il suo inconscio capirà che ha castrato il professore.
Se segue questi consigli non si bloccherà mai più.


Il primo passo qui sopra suggerito, riguardo l'autoritratto di sé eseguito con il sangue mestruale, è un rito che noi donne dovremmo fare comunque, a prescindere dalla particolare situazione di ognuna, in quanto è un gesto attivatore della propria creatività femminile. Nel gruppo facebook della straordinaria Gabriella Mereu (più avanti posterò certamente qualcosa di suo) ho trovato anche il suggerimento per adattare la pratica in caso di menopausa o assenza di mestruazioni: è sufficiente inserire in vagina del colorante naturale rosso.

Buona pittura a tutte!




Img credits

4 gennaio 2014

Distrazioni, crisi, inizi

Eccoci arrivati, in modo assai rapido (ma non sempre indolore) al 2014! Nell'atmosfera si avverte il profumo del cambiamento, ma per alcuni non è altro che una puzza fastidiosa tra disordini sociali, crisi economica e rapporti di coppia affondati nel narcisismo... 

Se non lasciamo andare quello a cui ci siamo attaccati, a partire dalle convinzioni che ci hanno fatto "accettare" uno stile di vita disumanizzante, la puzza aumenterà. Garantito. Cos'è questa crisi, infatti, se non la "richiesta" di cambiare proprio il modo in cui viviamo? Occorre cambiar rotta e dirigersi verso una vita che sia ecologica per se stessi, i rapporti con gli altri e il pianeta... Siamo prontiAllora diamoci da fare, e "pazienza" se tutto intorno crolla: focalizziamoci sul costruire il nuovo!
C'è una cosa, tuttavia, che tengo a evidenziare, e che può impedire di rinnovarci se continuiamo a restarci infognati dentro. Sto parlando della distrazione provocata da aggeggi come cellulari, tablet, iphone e videogiochi vari (non bastava la TV?). 

Sto parlando di una condizione passivizzante e depotenziante orchestrata ad arte per rubare la tua attenzione.
Se continui a rintronarti con queste diavolerie, c'è ben poco da sperare nel cambiamento. Insomma, ti sei guardato bene intorno (qui in Italia)? Sui mezzi incontro tantissime persone a testa bassa perché "si divertono" in continuazione con tablet e iphone, mentre fuori dal finestrino scorrono i paesaggi, le stagioni e le persone... che sembrano oramai solo comparse di un mondo irreale, dove ciò che è virtuale, invece, si è (tra)vestito di importanza e determinazione. 
Nelle case, poi, ci si ritrova (se ci si ritrova) per sfidarsi con la playstation, non più per giocare a biliardino, a carte o per farsi quattro risate tra nuovi amici. E prova a entrare in un bar qualunque: la maggior parte delle volte ci sono facce stranite (altro che zombie!) che "socializzano" con le slot-machine e il gratta-e-vinci.

I "giochetti interattivi" sono la vera droga del millennio, perché hanno l'apparenza di essere innocui... e invece, giorno dopo giorno, consumano la tua attenzione
Con quella stessa attenzione potresti osservare ciò che accade intorno a te, scoprire un libro, esplorare un documentario, specializzarti in una nuova abilità, guardare negli occhi una persona, o anche solo pensare un po' più amorevolmente a te stesso...

Poi, quando si va in ufficio, si vuole fatto tutto e subito, come se l'altro fosse un robot che non ha diritto di chiedere spiegazioni... Già tanto, in alcuni casi, se si scrive una e-mail mettendoci dentro anche le vocali o un "per favore"... che, se scritto, diamine, richiederebbe di "sprecare" ben tre secondi in più! ... ma per giocare, invece, si fanno passare i minuti, le mezzore, le ore, gli anni...

Un conto, poi, è "giocare" con gli amici, con le persone: alla fine si è sempre guadagnato un rapporto più stretto, una coscienza più profonda, una interazione "reale". E un altro è "divertirsi" con i videogiochi, con un programma o nel migliore dei casi uno sconosciuto dall'altra parte della linea, che si deve battere su un campo di battaglia che non esiste... Eppure l'energia e l'attenzione che vengono impiegati per nutrire il video-gioco sono reali

Alla crisi segue sempre una soluzione. E la soluzione è nell'ampliare coscienza, punto di vista, credenze... è nel darsi da fare in modo nuovo, intelligente e con cuore, ampliando quindi il proprio livello energetico e di comprensione. 

Ma se continui a tener lo sguardo fisso sul video-gioco (e parlo di un'abitudine quotidiana, non di innocenti e occasionali diversivi) allora preparati pure ad accogliere crisi più grandi... altro che "profumo del cambiamento". Perché col video-gioco (il social o la distrazione del momento che sia), la tua coscienza non solo non si amplia, ma si ottunde, così come i rapporti con le persone (e con te stesso) si rimpiccioliscono... e questo è proprio l'opposto di dove vuole spingerti l'anima (o il tuo "io sano"), al che ti manda la depressione, l'ansia, il senso di instabilità... Ti manda una realtà dove tutto crolla... e tu, per non sentire questa crisi, ti droghi di distrazione... rimandi a dopo e a dopo ancora ogni inizio, ogni cambiamento... il che è ciò che fa crescere la crisi a sua volta... Insomma, una follia!

E se non "credi" a quella che è una evidenza più che evidente (perdona il gioco di parole), vai pure sul tuo amato Google e cerca gli studi che correlano stati d'ansia e depressione con l'uso dei video-giochi... ce ne sono a bizzeffe. Ecco un link sul primo trovato a caso. Non aggiungo altro.

Ma la ramanzina per il nuovo anno non è finita qui... C'è un altro fattore, importantissimo, di cui voglio far cenno (ancora una volta). Un ingrediente speciale di cui fornirsi al più presto e assai necessario, se si desidera attivare un qualunque cambiamento. Senza di esso nulla può avere inizio, neanche il "nuovo anno": sto parlando della volontà!

Nelle tradizioni esoteriche si parla di tre energie primarie: volontà-potere, intelligenza attiva e amore-saggezza. Tutte e tre sono necessarie e si devono integrare l'un l'altra in modo opportuno nella vita (...). Quanto alla volontà, essa è quell'energia che trascende le ragioni della mente umana e proviene da luoghi remotissimi dell'essere, e che dà inizio a ogni aspetto dell'esistente. Noi la invochiamo quando decidiamo di agire, o la usiamo quando cominciamo la giornata, "sforzandoci" di attivarci al mattino. E anche quando dobbiamo chiudere un ciclo, perché senza volontà probabilmente non ci riusciremmo. Si sa, infatti, che ogni inizio nasce da ogni fine; ecco che la volontà chiude e allo stesso tempo apre.

Se siete infognati nella "droga della distrazione" data da video-giochi o social network a oltranza, dovrete usare la volontà per tirarvene fuori.
Se avete il sogno di un progetto, dovrete usare la volontà per dargli inizio e consistenza.
Se desiderate occuparvi di voi stessi, sempre la volontà dovrete invocare.
Se volete costruire un rapporto di coppia, senza volontà non andrete lontano.

Qualunque sia il proposito, qualunque il cambiamento desiderato, qualunque il vecchio da chiudere e il nuovo da accogliere, la volontà è quel Dio i cui favori e attenzioni ci sono essenziali, se vogliamo davvero attivare qualcosa.

Certo, anche la volontà va corteggiata, va guadagnata. E il primo passo per farlo è prendere una decisione

Smetti di distrarti e di farti distrarre: prendi una decisione e passa all'azione. Non devi vedere tutto il percorso, è sufficiente che tu veda - e faccia - il primo passo. Occupati del singolo passo e il resto verrà da sé.

Anche un viaggio di mille miglia inizia con un passo (Lao Tzu)