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20 luglio 2013

Arrendersi

Il potere non ha mai la pazienza dell'amore. Il potere vuole tutto e subito. Mentre l'amore non forza mai una direzione, una crescita, anche se fa in modo di alimentarla.

L'attaccamento all'energia del potere è qualcosa che conosco molto bene, per questo posso dire che si manifesta in modi anche subdoli, che a volte chiamiamo "generosità", "benevolenza", "arrendevolezza" o anche "amore", "amicizia", "sentimenti"… ma altro non sono che vie per legare gli altri.

Ogni volta che ci ritroviamo a vivere un periodo di dolore o difficoltà, fermiamoci per un istante e chiediamoci: c'è stato un momento, in passato, in cui abbiamo fatto delle scelte per brama di potere? E al posto di "potere" leggasi: attaccamento, avidità, ricerca di sicurezza, voglia di avere il controllo, desiderio di sentirsi importanti, ecc. Perché quello è il momento in cui abbiamo indebolito il nostro sistema psico-fisico, quello è il momento in cui abbiamo aperto una porta a energie pesanti, comunque le si voglia chiamare.

Ogni volta che assecondiamo la voglia di potere, a discapito dell'amore, mettiamo il seme per una nuova sofferenza. Non è un giudizio, è un accorgersi. Accorgersi che all'amore ci si può arrendere - e ci si deve arrendere - ed è quello il momento in cui cominciamo a guarire dalle nostre ombre.



Image credits: ©2006-2013 ~oxymore

14 luglio 2013

Liberazione

Lo scorso autunno un uccellino si è schiantato contro il muro del balcone, per poi morire fra le mie mani. Mi ero precipitata fuori per capire cosa avesse provocato quel tonfo e, quando ho visto la povera creatura morente, l'ho raccolta dolcemente, cercando di alleviare in qualche modo il suo dolore. Un attimo prima volava felice e a tutta velocità fra i tetti, e un attimo dopo, stringendo un po' troppo la curva intorno al palazzo, perdeva la vita sotto il mio sguardo impotente... costringendomi, ancora una volta, a riflessioni profonde.

Ci sono dolori che non si possono evitare, creature "innocenti" che il Cielo sacrifica agli occhi degli umani.
Ma il dolore è per chi rimane a guardare, non per chi lascia la forma fisica.

Per qualche strano meccanismo di difesa, ogni gabbia diventa parte di colui che la abita così, quando è invitato a uscirne, prova inquietudine poiché sente che dovrà abbandonare una parte di sé. Sulla porta di quella gabbia c'è il senso della fine e lo sgomento per l'ignoto che si apre oltre la soglia.

Gabbie sono i propri attaccamenti. Le credenze oramai stantie. Le decisioni prese per paura.
Anche il corpo materiale, a un certo punto, diventa come una gabbia. Allora l'Universo offre il suo dono di libertà, richiamando a sé lo spirito che governava la forma.
Chi resta a guardare, chi resta dietro le sbarre, chiama tutto ciò "morte".
Gli occhi di costoro scorgono solo cadaveri, scorgono l'involucro di ciò che è stato, ma non di ciò che ora è diventato.

Non temere i cadaveri.
Testimoniano la forza della liberazione.

Ogni liberazione chiede di abbandonare la parte di sé che ha vissuto nella gabbia.
Ogni liberazione lascia dietro di sé resti in putrefazione di ciò che più non serve.
Questa è una Legge che governa il cosmo, che si tratti della morte di un corpo fisico o della morte di una credenza: ci saranno sempre cadaveri e ci saranno sempre nuove opportunità. E' solo lo sguardo dell'uomo a scegliere di soffermarsi sull'una o sull'altra cosa.

Nel momento in cui si nasce, ecco, quello è il momento in cui si è consegnati alla morte.
Nel momento in cui si accetta di entrare nella Vita, quello è il momento in cui si è destinati alla liberazione.
A nulla vale la protesta del piccolo io, a nulla vale il suo sabotaggio. L'Anima ha il suo progetto e vuole portarlo a termine. Per questo si fa carne e discende nella prigione terrestre: per alimentare il fuoco della liberazione.

Va detto che ci sono oscuri interessi che vogliono impedire il processo. Assecondano il piccolo io nel rendere (o meglio, cercare di rendere) ogni cosa immobile, immutata. Ciò che non muore, infatti, non può germinare nuove nascite. Non a caso lo status quo si mantiene tale grazie a coloro che non sanno morire.

Ma questo tentativo di sabotare il normale flusso della Vita è destinato a fallire.
L'essere umano è uno schiavo, sì, ma ha cominciato a sognare di essere libero. Poiché sta sognando ciò, allora ciò è quanto presto accadrà. Non vi è realtà che non sia nata da un sogno.

*

Ringrazio quel piccolo uccellino per la sua morte improvvisa, e fra le mie mani, per avermi indotto a riflettere su ciò che è essenziale... E se per caso vi ho rattristato, vi informo anche che, nelle settimane successivo, ho raccolto, accudito e salvato un altro uccellino. Una volta riprese le forze e la capacitò di volare, ha esitato ad andar via di casa, fluttuando per qualche ora davanti alla finestra. Ma poi il piccolo amico ha raggiunto altri come lui.
Ecco la foto del "salvataggio":



Questo qui sotto, invece, è un uccellino che, a Berlino, si è "seduto" sulla sedia accanto alla mia, con grande disinvoltura:







10 luglio 2013

Dittature e scelte

Ci sono tanti dittatori a cui obbedire, come un servo senza speranza. Dittatori che non sempre sono ovvi e manifesti. Puoi obbedire a una credenza («Gli Angeli non esistono»), a una maschera («Mi sento depresso»), a una paura («Lo faccio per proteggermi»).
A volte i dittatori si travestono da liberatori: personaggi che stimi e che vuoi imitare, guide che appaiono in sogno o guru che fanno miracoli in Terra. Ma dando loro il potere di guidarti, non fai altro che sostituire una schiavitù con un'altra.

Per questo rimani prigioniero dentro quel mondo dove accadono sempre le stesse cose e si sa già come vanno a finire i giorni, come vanno a finire i pensieri: non sai più obbedire a te stesso (lo hai mai fatto?). Non servi l'unico dittatore che ha senso servire: quello che si abbevera alla fonte della tua Coscienza.

L'essere spiritualmente evoluto non obbedisce a nessuno, neppure a un santo che si materializzi davanti ai suoi occhi. Egli sa che l'unica cosa da fare è sviluppare il proprio discernimento. L'unica dittatura che tollera è quella del proprio Cuore.

E per «Cuore» non intendo «emozioni». Sto parlando di mente intuitiva. Di Sé superiore. Di quella Chiamata la cui forza è così intensa che è impossibile ignorarla senza pesanti conseguenze psico-fisiche.
Tuttavia questo vale se l'hai avvertita almeno una volta.
Se invece vivi da sempre distaccato dal Cielo, non corri alcun pericolo: il tuo Sé non ti prenderà molto in considerazione e ti lascerà il tempo (vite e vite, in questa dimensione o altrove) per rafforzarti e poter sostenere le sue ingiunzioni in un prossimo futuro.

Non hai bisogno di guide che indichino il sentiero. Il sentiero da percorrere è sempre lì, davanti a te. Esso attende che ti accorgi di lui, mentre ti perdi nei sentieri degli altri.
Non sto suggerendo di ignorare i messaggi costruttivi, le luci che ispirano, o di sminuire l'entusiasmo e la forza di una missione collettiva. Sottolineo, invece, che non è possibile delegare a nessuno la responsabilità e la scelta del proprio percorso.
Nessuno può rivelarti la direzione perché l'unica direzione che puoi intraprendere è quella che accade quando è il tuo io a scegliere.

A volte, prima di scegliere, aspetti segnali dal cielo o dalle persone intorno a te… Hai notato, tuttavia, come siano proprio quelli i momenti in cui tutto tace, oppure nuovi immaginati dubbi vengono a confonderti l'anima o a strattonarti da una parte all'altra? Accade perché cerchi risposta dove risposta non esiste: fuori dal tuo io, fuori dal terreno misterioso e vastissimo che è la visione della tua Coscienza.

Più cerchi segnali che ti indichino dove andare o cosa fare, più rimandi il tempo del confronto con te stesso e perdi le forze, ti indebolisci. Ogni volta che cerchi una guida che ti indichi la direzione o alla quale appoggiarti, infatti, metti radici in un giardino che non è il tuo.

Lo so, non è facile (e non è per tutti) contattare quella realtà del Cuore, quella Chiamata celeste che giace sotto la coltre dei pensieri e delle emozioni, e dalla quale emerge la scelta. Ma si può cominciare, ci si può allenare.

All'inizio cercherai nella paura, scambiandola per il tuo Cuore.
Cercherai negli attaccamenti, scambiandoli per i tuoi desideri.
Si tratterà di scelte condizionate, apparenti. Ma se oserai fare i tuoi passi, invece di rimanere bloccato nel dubbio, consumerai il fuoco dell'incoscienza e libererai nuovi spazi, nuove possibilità.

Comunque vada, il Cammino avrà avuto inizio, e questo è ciò che veramente conta.