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8 dicembre 2013

Dedicata al Re schiavo

Non sei uno schiavo qualunque. Tu sei un Re che ha abbandonato il suo Regno e si è fatto schiavo da se stesso, per sottrarsi alle lotte sul confine, all'invidia dei regnanti e all'ingratitudine dei popoli.

Ti sei reso schiavo, pensando che un mondo senza responsabilità ti avrebbe risparmiato i conflitti del potere e il dolore del tradimento, e che, non avendo e non essendo più nulla, nulla avresti potuto perdere e nulla avrebbe potuto corromperti.

Ti sei piegato e ripiegato. Fino alla fine di te stesso. Fino a toccare il dolore dei tuoi sudditi.
Hai perso ogni speranza. Per incontrare il valore della Provvidenza.
Hai attraversato il deserto e sei stato tentato dalla via facile. Ma hai conosciuto te stesso.

Ora non puoi più ignorare il tuo sangue reale, fatto di quella nobiltà che non è eredità di potere, ma capacità di servire intenti più grandi. Re schiavo, riprendi il posto che ti spetta!




La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?”
In realtà chi sei tu per non esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.
(Marianne Williamson)