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3 dicembre 2013

Ciò che è nascosto

Quando dico che il mio campo di interesse è la spiritualità, a volte mi sento rispondere: "Ah, anche tu stai cercando la verità suprema?" Altre volte la risposta che ottengo (se pur la mia è un'affermazione, e non una domanda) è del tipo: "Io non credo in Dio, per me è tutta una menzogna" oppure "Anch'io penso che gli alieni ci verranno a salvare"...

Ecco, non so proprio come dirlo, e lo dico, che non sono alla ricerca di questa fantomatica verità assoluta (è già un'impresa imparare a essere "presente" nella verità di ogni giorno), non mi interessa dibattere sull'esistenza di Dio (mi pare già impegnativo fare due chiacchiere dirette con la propria coscienza) e non penso che gli alieni vengano a salvarci da noi stessi (se son "buoni", in genere non interferiscono, e se interferiscono, al posto vostro me la darei a gambe...)

Fondamentalmente, "spiritualità" significa crescere in coscienza. Non ci sarebbe altro da dire. Poi, visto che ci piace, ci mettiamo dentro argomenti sull'anima, sugli angeli, sui mondi invisibili. Ma si tratta di contorni. Quello che davvero conta è ampliare la propria consapevolezza. In che modo? Stando presenti con quello che accade! Ogni giorno, ogni istante, infatti, la vita ci mette in situazioni che sono proprio quelle che ci servono per ampliare il nostro orizzonte. Allora tocca a noi "viverle" e usarle per trasformarci.

Lavorare su di sé

A un certo punto, potremmo accorgerci dei programmi e delle identificazioni che creano illusioni su illusioni. Immersi nell'oblio della reincarnazione, avvelenati da forme pensiero collettive che ci deviano le emozioni, potremmo avvertire la necessità di intraprendere un lavoro su di noi per controllare (o meglio ri-educare) la nostra personalità e costruire un io più saldo. Accanto alle sfide quotidiane, sarà dunque opportuno scegliere una disciplina di qualche tipo, dalla meditazione all'arte (e se volete rivolgervi a un maestro, qui vi faccio i miei migliori auguri perché, visto quello che c'è in giro, ne avete proprio bisogno...)

Ogni via, se porta a espandere il limite della mia visione, è una via spirituale. Non è detto invece che, se mi interesso di angeli, yoga, alimentazione naturale, alieni ecc., io stia automaticamente percorrendo una crescita. Perché magari mi rifugio in queste tematiche per evitare proprio il confronto con le prove della vita. Insomma, cosa tutt'altro che evolutiva.

La mentalità del commerciante

Molte persone, inoltre, si interessano al mondo dello spirito poiché credono che possa confermare le loro credenze, oppure possa fornire loro strumenti per stare meglio o, ancora, possa appagare la loro infinita sete di conoscenza.

Accade anche l'opposto, che dai mondi invisibili si fugga via a gambe levate. Perché considerati pericolosi, ben intuendo di come certe verità possano far crollare punti fermi faticosamente costruiti (relazioni, lavoro, immagine di sé, e altro).

In questi casi, le persone sono mosse dalla "mentalità del commerciante": hanno un atteggiamento di pregiudizio, di sfruttamento o di paura-controllo: proprio quello che serve per starsene ben lontani da ogni autentica rivelazione e quindi crescita.

Scorgere ciò che è nascosto

Se vuoi scorgere ciò che è nascosto, se vuoi che l'invisibile (che si tratti dei mondi della medianità o dei più profondi anfratti della tua psiche) si riveli, non puoi avvicinarlo attraverso moventi di potere e di controllo.

Probabilmente facendo il "maghetto" con la Legge dell'Attrazione o qualche avanzata tecnica di PNL, puoi ottenere quello che "vuoi", ma questo non ha niente a che vedere con l'invisibile. E' solo un morbido cuscinetto che fa sentire meno pungente la profonda paura che ti tiene schiavo in una realtà di competizione e degenerazione.

E' sempre per paura che cerchiamo di controllare gli altri. E' sempre per paura che schiavizziamo e ci rendiamo schiavi. Paura di cosa? Paura del dolore. Il dolore di non essere abbastanza amabili, amati, degni.

C'è una cosa da capire bene: se hai paura del dolore, non puoi accogliere la verità, non puoi accorgerti dei tanti fili sottesi che governano e determinano la tela della tua esistenza.

Impara a non difenderti dal dolore, a non farti scudo contro di esso. E' questa "protezione" che non ti fa vedere ciò che realmente accade. Se temi il dolore, se temi la perdita del controllo, inevitabilmente eviterai il mistero e ogni sua rivelazione. Quando la tua mente e il tuo corpo non accettano qualcosa, escogiterai delle vie per rifiutarlo; userai la manipolazione verso gli altri e verso la tua stessa consapevolezza.

Allenati ad accogliere ogni cosa, senza giudicarla, controllarla, temerla. Comprese prove, ostacoli, dolori. Allenati a non temere l'ignoto (ciò che non conosci e non controlli), qualunque sia la sua forma. Il tuo sguardo, allora, smetterà di focalizzarsi sugli scudi con cui difendersi, e si poggerà su angoli, prima passati inosservati, dai quali si dispiegano misteriose, nuove vie fino a quel momento rimaste occulte.

Man mano che sei pronto ad accettarlo, realizzi che l'ignoto è vivo, fecondo e sempre più generoso nel suo rivelarsi attraverso le trame di ciò che, agli occhi degli "altri", appare banale quotidianità.