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2 novembre 2013

Donne, guru e sesso curativo

Poco tempo fa ho pubblicato su Facebook una nota che ha sollevato un vespaio, dove un po' scherzosamente (e un po' no) denunciavo una certa abitudine, da parte di maestri e insegnanti dell'ambiente "spirituale", di approfittarsi del loro "pubblico femminile", soprattutto se "avvenente".
In seguito a diversi messaggi privati che ho ricevuto, ho capito che si tratta di una situazione molto diffusa e trovo quindi importante portare l'attenzione su questo tema.



Ma veniamo al dunque, ecco la mia nota:

Lasciatemelo dire... Penso che le donne su un percorso spirituale, e parlo di donne sexy e affascinanti, abbiano più possibilità di crescere rispetto a donne poco avvenenti e alla maggior parte degli uomini...  Semplicemente perché a queste donne non è permesso cullarsi nell'illusione di un guru, di un maestro spirituale, o di un insegnante "evoluto" da prendere come punto di riferimento poiché, in un modo o nell'altro, quando si avvicinano a questi sedicenti professatori di etica e virtù, si trovano ad aver a che fare con dei marpioni che ci provano, in un modo o nell'altro, nel nome di un "amore cosmico" o di una "missione d'amore", ma il cui risultato prevede sempre la palpazione di qualcosa che non è proprio eterico o appartenente ai regni dell'invisibile. 
Potrei riportarvi decine di testimonianze, compresa la mia... Tant'è che tra gli insegnanti/dottori/professionisti/guru/parlatori/ecc. che conosco, di genere maschile (e ne conosco a iosa), ne salvo davvero pochi. E per pochi intendo che non si contano tutti con una mano (però, ringraziando il cielo, qualcuno da contare c'è!).
A una donna bella sia fuori sia dentro, che mostri interesse e attenzione verso di loro, questi "personaggi" non riescono a occultare a lungo la loro ombra di "fame sessuale" e i loro tentativi di bieca manipolazione. 
Care belle donne, a questo punto non dovete che reputarvi davvero fortunate: siete destinate a capire - prima di molti altri - che il Buddha fuori di voi non esiste. Per questo si dice "Se incontri il Buddha, uccidilo" ... perché ogni volta che mettiamo qualcuno su un piedistallo, stiamo tradendo noi stessi e il fatto che la verità del nostro percorso si può conoscere solo attraverso il nostro proprio sentire. Non esistono guru, esistono persone che hanno idee ed esperienze, e a volte si tratta di idee ed esperienze interessanti e che abbiamo bisogno di integrare nella nostra vita (che significa fare nostre, e non inseguire come cagnolini)... ma la direzione, la "verità" del nostro cammino, appartiene solo al nostro cuore
Non esiste nessun "Buddha" fuori di noi, perché possiamo vedere solo quello che siamo... Se non siamo Buddha, il Buddha che incontriamo è un impostore. E se siamo Buddha, non possiamo incontrare ugualmente nessun Buddha esterno a noi. 
Insomma, se incontri il Buddha, uccidilo. E se hai un bel paio di tette e due gambe da capogiro, sappi che lo incontrerai molto, molto prima degli altri... e molto prima degli altri ti sarà data la possibilità di "ucciderlo" 
Va detto, comunque, che anche le signore meno avvenenti e gli uomini hanno la possibilità di attraversare rapidamente l'illusione; consiglio loro di fingersi pieni di soldi e possibilisti nel voler finanziare progetti spirituali. Anche quella del denaro, infatti, è una buona leva per far uscire la vera natura di chi, in nome della spiritualità, dimostra di avere comportamenti poco etici.
... Alla fine l'insegnamento è Uno: Seguite il vostro cuoreeeeeeee! 
Non la paura, non i dubbi, non il bisogno, non ciò che non venga da voi stessi anche se sembra vero, interessante, utile, sorprendente... 
Seguite il vostro cuore, ciò che risuona con la vostra integrità, che non è qualcosa di morale ma qualcosa che vi rispecchi veramente e che vi crei libertà, non prigioni. Crescite, non cadute. 
Seguite il vostro cuore. E non permette a nessuno di dirvi come dovete essere e da dove dovreste prendere la vostra soddisfazione. 
Solo voi conoscete davvero la via che vi porta alla gioia. Voi e nessun altro.

(Su Facebook la nota si trova a questo link)

Questo mio scritto, tra l'altro, ha "profeticamente" anticipato di pochi giorni il servizio delle Iene dedicato al "sesso curativo" praticato da uno sciamano nei confronti di una ragazza. E per "sesso curativo" qui si intende la necessità di avere dei rapporti sessuali con il guru in questione non per piacere di quest'ultimo ma per "aiutare" la povera ragazza a superare il suo traballante rapporto con la femminilità... trovate il report a questo link.
Nel servizio non si fa il nome dello sciamano coinvolto, ma in moltissimi lo hanno riconosciuto... e voi?

Il mio intento non è certo quello di scoraggiarvi dall'avvicinarvi a guru, maestri e insegnanti. Tant'è che io stessa reputo che l'Insegnamento vada appreso attraverso una trasmissione di sapere (occorre quindi che ci sia "qualcuno" a trasmetterlo), ma il punto qui è un altro: è imparare a sondare dentro noi stessi e dentro la vera natura delle nostre fragilità. Chiaro che il "guru approfittatore" farà leva su di un nostro bisogno, quindi la maggior difesa per noi stessi è proprio non raccontarcela sui nostri intenti.
Un po' meno facile, chiaramente, è "difendersi" da un terapeuta al quale ci siamo rivolti perché bisognosi di ricevere aiuto, se assomiglia alla dottoressa del sopra citato video...

L'augurio, come sempre, è che prevalga il buon senso. 
E la morale? 
Occorre essere meno "passivi" e imparare a valutare anche coloro dal quale vogliamo ricevere "aiuto" (e questo, direi, vale in ogni campo). In tutto ciò ricordandosi, naturalmente, che l'unico modo per incontrare veramente il Buddha è diventare come lui...



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