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3 agosto 2013

Chi sono io?

C'era un tempo in cui mi chiedevo "Chi sono io?" E per un po' ho anche cercato di rispondere a questa domanda. Finché ho capito che non solo la risposta non sarebbe arrivata, ma che la domanda stessa non aveva senso.

Il nostro desiderio di "sapere" nasce spesso da un presupposto che diamo per scontato, ma che scontato non è affatto: quello che la mente sia il mezzo per conoscere la verità.

La mente è uno strumento magnifico, grazie al quale possiamo astrarre dei concetti e costruire un linguaggio. La mente serve a organizzare, a gestire misure. Non a svelare l'essenza di un cammino.

Chi conosce l'essenza è l'io. Ben venga la mente, poi, per organizzare l'interfaccia con il resto dell'esistenza.

Come parlare con l'io, dunque? Come interrogarlo?

L'io ha un linguaggio molto pratico. Per dialogare con lui, devi usare il quotidiano, devi testimoniare la tua domanda attraverso le scelte che fai ogni giorno. Solo in questo modo ti condurrà alla risposta.

Le domande si fanno con le proprie azioni, con quello che si costruisce, non mettendo un punto interrogativo alla fine di qualche parola. In quest'ultimo caso, si tratta di domande per la mente e non per l'io. Domande sterili, a cui seguiranno risposte sterili.

Magari sei il seme di un mandorlo, e chiedi alla mente chi sei. Ed essa risponde che diventerai un melo, perché sei nato in un campo di meli... La mente non può essere interpellata per conoscere la direzione della propria crescita, poiché essa non vede oltre la propria conoscenza. E anche se ti rispondesse che diventerai un mandorlo, non saresti comunque soddisfatto, perché non ti riconosci ancora come tale.

Allora chiedi all'io... e affinché l'io capisca la tua domanda, devi essere "pratico" e mostrargli come ogni giorno stai cercando di crescere e germogliare, in quanto la tua domanda è sapere chi sei, sapere cosa diventerai.

Quando chiedi in questo modo, l'io comincia a guidarti, suggerendoti nuove vie per essere nutrito e protetto, e per superare gli ostacoli della scoperta.

Finché arriva il momento in cui fiorisci dei tuoi stessi fiori... E capisci che il loro profumo è la risposta che cercavi.

Non puoi "sapere" chi sei. Puoi solo "essere" chi sei.