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19 novembre 2012

Dare forma

Cos'è che spinge due persone a mettersi insieme?
Fino a che punto, e da quale momento abbiamo la possibilità di scegliere?
Qual è il ruolo delle nostre credenze?
Le credenze da dove arrivano? Sono parte di un disegno karmico (creato in altre vite, in altre esistenze)?
E se la personalità umana è una entità "fuori Legge" (poiché tutto in Natura fluisce e dona, mentre essa trattiene per sé), non sarà che comunque è una parte fondamentale del puzzle?

Imparare ad amare? ... Sì, questo è lo Scopo.

Ma cosa significa amare?
E può l'amore prescindere dall'amore di noi stessi?
Si può avere paura di amare, o di avvicinarsi a qualcuno che sentiamo potremmo amare?
E quanto, in questa ruota, è tutto frutto della nostra "programmazione" piuttosto che della nostra libertà?
Che dire, poi, degli Oscuri che cospirano affinché l'essere umano ignori il suo potere creativo e rimanga misero quale è, di modo che la sua energia venga spremuta per nutrire altri intenti?

La risposta non è attraverso la mente.
La risposta è nel sacro, in ciò che libera.
Non è dalla materia che dobbiamo liberarci, ma dalla illusione della paura.
La paura è il grande Guardiano della Soglia che nulla teme, eccetto un cuore colmo di verità.
Di qua, da questa parte del confine, alcuni scorgono già cosa c'è al di là del Guardiano. E allora capiscono che l'amore e la gioia non piovono dal cielo, ma sono conquiste.

Perché continuiamo a stare dove stiamo, se non ci dona felicità?
E' giusto assecondare ciò che la Vita ci porta, così come ce lo pone, o stiamo solo ubbidendo a qualcosa a cui non dovremmo ubbidire?




E se la risposta non esistesse?
Se non ci fosse alcuna risposta da cercare... ma da "essere"?
Siamo universi racchiusi in un corpo, siamo collettività di luci e ombre.
La mente ci ha imprigionato, dopo che l'emozione ci ha indebolito.
Questo non deve più accadere.

Quando ignoriamo gli Dei della Forma, allora essi si vendicano incatenandoci alla forma delle nostre illusioni.
Noi ignoriamo... per paura.
Perché la verità è temibile.
Perché crescere richiede esserci.
Ed esserci significa scegliere, significa lasciare da una parte, prendere dall'altra. Significa riconoscere, vedere... dare forma.
Quando scegliamo, andiamo oltre ogni domanda.
Quando scegliamo, onoriamo la forma.

Se indugiamo e non scegliamo mai, invece, pian piano saremo scelti dalla non-vita, e l'unica forma che potremo costruire sarà quella del nulla.